Archive for November 17th, 2003

17 November 2003

Alexander Trocchi (manifesto Tecnica del colpo di mondo, 1963)


«Non siamo desiderosi di impadronirci dello Stato, come Trotzky e Lenin, ma di impadronirci del mondo […]. Quello di cui bisogna impadronirsi non ha dimensioni fisiche né rapporto con i colori delle stagioni. Non è un porto, una capitale, un’isola […] quello di cui dobbiamo impadronirci siamo noi stessi. […] con calma, senza indignazione, attraverso una sorta di ju-jutsu spirituale che ci appartiene in virtù della nostra intelligenza, dobbiamo modificare, correggere, compromettere, deviare, corrompere, corrodere, rivoltare; essere gli ispiratori di quella che possiamo chiamare l’insurrezione invisibile».
«L’uomo sta disimparando a giocare, l’hanno convinto che il lavoro è sacro, solo perché il suo lavoro permette ai padroni di giocare».

17 November 2003

Narrare come: Leonard Cohen, Il gioco preferito

La giovane madre di Breavman dava la caccia alle rughe con due mani e uno specchio che ingrandiva.

Quando ne trovava una consultava una fortezza di oli e creme schierati su un vassoio di vetro e sospirava. La ruga veniva unta senza fede.

«Questa non è la mia faccia, non la vera faccia».

«Mamma, dov’è la tua vera faccia?».

«Guardami. È così che sembro?».

«Dov’è? Dov’è la tua vera faccia?».

«Non lo so, in Russia, quando ero una ragazza».

Lui tirò giù dallo scaffale l’atlante enorme e cadde insieme al volume. Setacciò le pagine come un cercatore d’oro, finché non la trovò, tutta la Russia, pallida e vasta. S’inginocchiò su quelle distanze finché i suoi occhi si confusero e i laghi, i fiumi e i nomi diventarono una faccia incredibile, vaga, bellissima e facile da perdere.

La cameriera dovette trascinarlo a cena. Un viso di donna galleggiava sopra l’argenteria e il cibo.


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