Sei come una mano che si apre
Sospeso volto di leone
che al centro
di un cielo disadorno si riversa
come stai immoto,
e quale fioritura,
unica e priva di steli, spargi
senza aiuto né compenso.
L’occhio ti scorge
semplificato dalla distanza
in un’origine,
testa fiammante di petali
in esplosione infinita.
Il calore è l’eco del tuo
oro.
Coniato là, sulle linee
solitarie dell’orizzonte,
tu esisti apertamente.
I nostri bisogni d’ora in ora
salgono e poi, come angeli, ritornano.
Tu sei come una mano che si apre
e che in eterno dona.
Philip Larkin, Solare, in Finestre alte