Ritratto dell’editor imagista Ezra Pound
Originale e idealista, stravagante e provocatore lo era senza dubbio. A Londra, dove arrivò nel 1909 dopo aver fatto tappa a Venezia e pubblicato la sua prima raccolta di versi, A lume spento, girava indossando un orecchino (un secolo fa!), un sombrero e pantaloni confezionati con la stoffa verde di un tavolo da biliardo. Era un turbine di energia, «un vulcano solitario», un infaticabile talent scout dei poeti che stimava, un editor eccezionale (Eliot non fu l’unico a beneficiarne), un grande operatore culturale, si direbbe oggi. Collaborò con un’infinità di riviste, fu segretario di W.B. Yeats, fece proclami e sottoscrisse manifesti, aderì all’imagismo, che voleva rompere con la tradizione poetica tardo-romantica e propugnava un linguaggio semplice e diretto. All’insegna dello slogan «rinnovamento», Pound proclamò concetti come: «Non usate parole superflue», «Non ripetete in versi mediocri quello che è già stato detto in una buona prosa». E li applicò in un distico scritto sul metrò di Parigi, forse la sua poesia più nota: «L’apparizione di questi volti nella folla; / petali su un umido ramo nero». La biografia di Moody, densa e meticolosa, mette in risalto le contraddizioni e la complessità del personaggio, anche se forse sorvola un po’ su figure cruciali nell’esistenza di Pound, come la poetessa Hilda Doolittle, che appena quindicenne fu per breve tempo fidanzata di Ezra, ma con cui rimase amica per tutta la vita. E passa quasi sotto silenzio la vita amorosa del poeta. D’altronde, ci sono cose più importanti del sesso, aveva scritto Pound nel 1912, e forse il suo erotismo risiedeva soprattutto nel cervello, un organo che lui stesso definì «un grumo di fluido genitale». Né l’opera di Pound contiene poesie d’amore propriamente dette o dedicate a donne reali. Oggetto dei suoi amori, suggerisce Moody, erano tendenzialmente figure astratte o diafane divinità. Nondimeno, nel 1914 Pound sposò l’artista Dorothy Shakespear, «senza dubbio la donna più affascinante di Londra», com’ebbe a descriverla a sua madre. La madre di Dorothy (che era stata l’amante di Yeats), non vedeva di buon occhio questo legame, considerate le periclitanti finanze del ventinovenne Ezra. Dopo una vacanza in Egitto, nel 1926 Dorothy darà alla luce un figlio, Omar. Ma nel 1922 Pound aveva iniziato una relazione con la violinista Olga Rudge, che gli darà una figlia, Mary, nata cinque mesi prima di Omar. Mary, che nel 1946 sposerà un principe, l’egittologo italo-russo Boris de Rachewiltz, sarà la devota vestale della memoria di Pound, su cui scriverà diversi libri e, soprattutto, tradurrà i cento cantos. Ma tutto ciò, e molto altro ancora, sarà argomento del secondo volume biografico di Moody.
Nicola Crocetti, "Ezra Pound, il fabbro dei talenti letterari", Il Giornale, 17 febbraio 2008