Archive for April, 2008

30 April 2008

Di luce e piume

Mi piace spettinato camminare
col capo sulle spalle come un lume
e così mi diverto a rischiarare
il vostro triste autunno senza piume.

Sergej Aleksandrovič Esenin, da Confessione d’un malandrino

30 April 2008

Il Maradona dei librai

Se esiste un Maradona tra i librai, quello è Romano Montroni…

"Sono sempre stato dell’idea che in Italia ci sia il bisogno di mettere i libri ovunque: andrebbero esposti in tutti i luoghi possibili per farli entrare nella quotidianità della gente. Non sono affatto contrario al proliferare di canali di vendita alternativi. Ben vengano, quindi, gli uffici postali! I libri vorrei trovarli presto anche nelle farmacie, nei negozi di fiori, nelle panetterie. Che debbano trovare spazi adeguati anche fuori dalle librerie non è cero una mia invenzione. All’estero da anni si agisce in questa direzione, e in Italia il primo a sposare questa filosofia è stato Giangiacomo Feltrinelli, che aveva allestito banchi di libri all’esterno dei suoi punti vendita: vicino alle vetrine, in mezzo alla gente".
 
Romano Montroni, Vendere l’anima, Laterza

30 April 2008

Traduzione e creazione sono operazioni gemelle.

Octavio Paz

28 April 2008

Reading dell’acqua
 
Martedì 29 aprile al Papyrus Café via de’ Lucchesi 28, reading di La cura dell’acqua di Percival Everett. Interverranno Stefano Gallerani, Edoardo Camurri, John Vignola. Letture di Valentina Pattavina.

27 April 2008

Speranze piumate e briciole di speranza

La “speranza” è quella cosa piumata / che si annida nell’anima / e canta melodie senza parole / non si ferma mai / nel vento la senti, dolcissima / e irruente dev’essere la tempesta / capace di confondere il piccolo uccello / che a tanti ha donato calore / l’ho sentita nella terra più gelida / sui mari più remoti / eppure mai, nemmeno al culmine del bisogno / ha preteso da me una briciola.
 
Emily Dickinson, 254

27 April 2008

Il dì natale

…il giorno in cui sono nata i miei genitori aprirono il loro cerchio magico e mi accolsero dentro. E se mia madre era la regina della casa, io non potevo che essere la principessa ereditaria. Per il resto del mondo, invece, ero la figlia del dottore, con tutti i benefici e la gloria riflessa che quel titolo conferiva.
 
Hilma Wolitzer, La figlia del dottore

27 April 2008

Il bacio nella collana del tempo

La Rosina mi baciò quando mi vide
balzando dalla sedia incontro a me.
O tempo ladro, che ami infilar dolcetti
nella tua collana, mettici anche questo!
Di’ pure che sono stanco, che son triste,
di’ pure che mi fan cilecca la salute e gli ori,
di’ che son vecchio, ma mettici anche questo:
la Rosina mi baciò, quando mi vide.

Leigh Hunt (1784-1859), La rosina mi baciò

26 April 2008

Novità romane. La direzione arstistica della Castelvecchi sarà, anzi già lo è, curata da Maurizio Ceccato. Ma non è il più grande dei cambiamenti. Sempre Ceccato curerà la grafica di Pequod.
Andrea di Consoli ha assunto la direzione editoriale di Hacca.

26 April 2008

Entra la saggistica di Castelvecchi

Narrativa italiana: 10(12) Cristiani di Allah di Carlotto, edizioni e/o; 16(14) Mal di pietre di Agus, nottetempo; 17(15) Ali di babbo di Agus, nottetempo;
Narrativa straniera: 2(2) L’eleganza del riccio di Barbery, edizioni e/o; 12(8) Necropoli di Pahor, Fazi; 22(17) Né di Eva né di Adamo di Nothomb, Voland;
Saggistica: 11() Horror Pleni. La (in)civiltà del rumore di Dorfles, Castelvecchi; 19(15) Breve storia del futuro di Attali, Fazi;
Tascabili: 7(19) Twilight di Meyer, Fazi; 14() New Moon di Meyer, Fazi;
Varia: 6() Tokio Hotel di Fuchs-Gamböck e Thorsten Schatz, Fanucci; 20(24) Il coccodrillo come fa? di Cavazzano, Gallucci.

24 April 2008

Mestieri
 
[...] Non esiste, secondo me, una tecnica unica e precisa. Si può interpretare un personaggio in totale immersione, ma anche il contrario. Diderot sostiene che l’attore, mentre comunica allo spettatore una grande emozione esplorando i territori inquietanti della tragedia, magari pensa alla trattoria dove andrà a mangiare dopo lo spettacolo. Ma questo è un paradosso. Io so bene quali percorsi faccio, però ho sempre un fondo di scetticismo nel parlarne perché mi rendo conto che in questo Paese tutti pensano che si può essere o non essere attori in qualsiasi momento. Invece non è vero, sono discipline che richiedono anni di frequentazione. John Travolta non è uno preso al Piper e messo per caso in Saturday Night Fever: ha alle spalle una tradizione di grandissima professionalità, che richiede otto, dieci ore di lavoro al giorno. Ora dire come si svolgono le mie otto, dieci ore di lavoro al giorno, qui, a questo tavolo, con i miei quadernetti, i miei tempi, la mia pazienza, il mio riflettere, il mio dedicarmi alle documentazioni, mi pare anche imbarazzante [...].
 
Intervista a Gian Maria Volonté, in A. Balducci G. Ferrara R. Katz, Il caso Moro, Tullio Pironti Editore, 1987


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 4,290 other followers