Le stanze della principessa cinese
Sedicesima stanza, sconfinato è il rimpianto,
io e i miei figli, chi di qua chi di là.
Il sole a oriente la luna a occidente, si cercano invano,
non c’è modo di rivederci, sterile il tormento,
Nemmeno il giglio dell’oblio dissipa la mia pena,
pizzico la cetra sonora, quanta tristezza.
Cai Yan (177 o 178-dopo il 206), da Diciotto stanze per flauto barbaro, a cura di Anna Bujatti, Tipografia Istituto Salesiano