Il Ravel di Echenoz
“Ho cercato di scegliere uno spazio di vita. Biografie di Ravel ce n’erano già, come quella scritta da Marcel Mornat, che ho incontrato. La vita intera non mi interessava. Ho deciso di trattare la sua tournée americana, poi gli ultimi dieci anni, quelli della gloria (il viaggio in America fu la sua consacrazione) fino alla sua fine terribile, anch’essa un mistero-medico. Quanto al perché abbia voluto situare una storia negli anni Trenta, lo so solo confusamente. È un periodo inquietante, anche a parte la politica. Sul piano della creazione artistica c’è un’effervescenza stupefacente, coi Surrealisti coesistono forme classiche, in America William Faulkner rivoluziona il romanzo, e analoghe trasformazioni investono le arti e la musica”.
Jean Echenoz intervistato da Beppe Sebaste a proposito di Ravel, qui tutto il pezzo