Archive for September 9th, 2009

9 September 2009

Losing my religion

Il corpo non mente. Il sacro passa attraverso il corpo, lo trafigge. Nell’arcaicità dei gesti non leggi niente della storia orrenda delle conversioni forzate in articulo mortis o di quelle estorte a fil di spada sotto l’ombra della Mezzaluna, ma leggi la saggezza arcana del popolo, la ricerca della liberazione attraverso l’uso sapiente dei sensi.

Monika Bulaj

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Monika Bulaj, Etiopia

9 September 2009

Ravel, un libro che ho molto amato
 
A parlare è Giorgio Pinotti, il traduttore (in realtà qui molto di più). Che piacere leggere un lavoro così mirabile!

Ho subito pensato che avrei tradotto Ravel. Privilegio di editor, certo. Desideravo del resto tradurlo e insieme presentarlo alle reti di vendita, scegliere l’immagine di copertina, scrivere il risvolto, promuoverlo. Succede — non poi così spesso — quando incontri un libro che ti incanta, e vuoi che diventi parte del catalogo della tua casa editrice. Mentre lo leggevo, dunque, già disegnavo le tappe dell’annessione. Così è stato: la traduzione, il beffardo Tableau en déplacement di Pierre Ducordeau in copertina (ecfrasi alla rovescia, direbbe Roberto Calasso) e il risvolto sono momenti della stessa appropriazione (indebita?). E non c’è dubbio che rispetto al bianco libretto dal titolo blu delle Éditions de Minuit — intransigente e laconico nella sua serialità –  la più slanciata e discorsiva edizione Adelphi, color canapa e dal grande titolo in verde, rappresenti un imprevedibile sviluppo, un’arbitraria esecuzione. Ma non è forse così per ogni traduzione?
Per mesi, in realtà, Ravel mi ha sfidato, mi ha tenuto sulla corda, mi ha fatto sentire a disagio. Mi ha bisbigliato all’orecchio le cinque parole con cui Ravel ha risposto a Paul Wittgenstein: "Gli interpreti sono degli schiavi". Eppure, a differenza di Paul Wittgenstein quando suonava il Concerto per la mano sinistra, non avevo nessuna intenzione di strafare, di indulgere ad abbellimenti non richiesti. Ero, semplicemente, alle prese con un grave problema: la musica di Ravel

continua qui.

tratto da La Nota del Traduttore

9 September 2009

9 September 2009

Uomini

Non esistono al mondo uomini non interessanti.

I loro destini sono come le storie dei pianeti.
Ognuno ha la sua particolaritá, non ha un pianeta che gli sia simile.

E se uno viveva inosservato e amava questa sua insignificanza,
proprio per la sua insignificanza egli era interessante tra gli uomini.
Ognuno ha il suo segreto mondo personale.
In quel mondo c’è un attimo felice.

C’è in quel mondo l’ora più orribile,
ma tutto ci resta sconosciuto.

Quando un uomo muore,
muore con lui la sua prima neve,

e il primo bacio e la prima battaglia…
Tutto questo egli porta con sé

Rimangono certo i libri, i ponti,
le macchine, le tele dei pittori.

Certo, molto è destinato a restare,
eppur sempre qualcosa se ne va.

È la legge di un gioco spietato.
Non sono uomini che muoiono, ma mondi.

Ricordiamo gli uomini, terrestri e peccatori,
ma che sapevamo in fondo di loro
Che sappiamo dei fratelli nostri, degli amici?
Di colei che sola ci appartiene?

E del nostro stesso padre
tutto sapendo non sappiamo nulla.
Gli uomini se ne vanno…
e non tornano più

Non risorgono i loro mondi segreti.

E ogni volta vorrei gridare ancora
contro questo irrevocabile destino.

 
Evgenij Aleksandrovič Evtušenko


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