Le vite degli altri
Federico Patellani, dal reportage Vita di minatore per il settimanale «Tempo», Carbonia, 1950Le vite degli altri
Federico Patellani, dal reportage Vita di minatore per il settimanale «Tempo», Carbonia, 1950Is This Love?
Mi sono reso conto con una certa preoccupazione che una delle cose che dico più di frequente di un libro è "non mi ha emozionato", e, quasi altrettanto spesso, "la storia d’amore non mi ha convinto". Ora, lasciamo da parte il lamento di questa società di oggi in cui le emozioni non contano più nulla, ma è davvero così importante avere una storia d’amore che funziona? Da una parte il "gancio" emotivo ci vuole sempre, mi ripeto. E si dice sempre che soprattutto quando si tratta di un libro difficile, cerebrale, dotto etc. un po’ di stemperamento irragionevole ci vuole, sennò si soffoca. Ma dall’altra i libri intellettuali che cercano di essere anche di dare un colpo al cerchio amoroso mi irritano come poche altre cose, il che sulla carta ridurrebbe il numero di libri che mi possono piacere praticamente a zero. Non se ne esce. Ma cos’è che voglio di preciso? Come dev’essere una storia d’amore per convincere? Pensata? Detta? Non detta? Parlata? Straparlata? Agita? Sconciamente agita? Corrisposta? Non corrisposta?Monogama? Fedifraga? Immedesimata? Estraneante? Mi vengono solo in mente esempi infelici e adulteri – Kureishi – o abietti – Miller, Houllebecq. Suggerimenti?
Immagine "Rest Energy" di Marina Abramovic, 1980