L’ebook secondo lo scrittore francese Énard
[...] Il libro elettronico minaccia i librai di scomparire entro un termine più o meno breve, la libreria è un elemento indispensabile nella catena del libro; senza librerie indipendenti, siamo perduti. I pirati come noi non sopravvivrebbero due mesi nella giungla telematica, senzai librai che ci consigliano, che presentano e mettono in mostra le nostre opere. In un primo tempo, più che per gli autori, il pericolo esiste per i librai. E così come i cocchieri si credevano al riparo dal progresso, noi siamo certo leggermente inquieti, però non lottiamo né in qualche modo reagiamo, lasciando l’iniziativa a poteri politici che del resto hanno dimostrato d’essere davvero incapaci di pensare se non in termini di costi, di benefici e di reddito. Lasciare che sia un ministro della Cultura a decidere il nostro avvenire mi sembra così insensato come lo sarebbe lasciare mia figlia di sei anni giocare con una bomba atomica. Mi si dirà che la scomparsa delle carrozze a cavalli ha eliminato il problema dello sterco per le strade, il che è vero: le trasformazioni delle nostre abitudini non sono necessariamente negative. È probabile che il libro elettronico rimarrà come qualcosa di marginale, e che il suo pubblico sarà limitato; consentirà tuttavia ad autori senza editori di pubblicarsi da sé su siti associativi, per esempio di pirati fra pirati. [...]
Mathias Énard, "Appello ai pirati: salviamo i librai dall’ebook", Corriere della Sera, 28 luglio 2010
28 July 2010 at 13:01 |
viva i libri di carta e polvere.gaetano
28 July 2010 at 13:14 |
ben detto gaetano.leonardopsgaetano mi scrivi in privato, mi piacerebbe sapere qualcosa di più su di te.
4 August 2010 at 11:28 |
diomio, la retorica del libro di carta.ah, l'odore dei libri.ah, la polvere.chiara