Archive for the ‘lingua’ Category

La lingua straniera per Jumpha Lahiri

16 April 2013

“L’estate scorsa, in Italia, come per un riflesso condizionato, ho cominciato a scrivere in italiano nel diario. Pieno di sbagli e soddisfazioni, perché sono riuscita a tornare al momento in cui ho cominciato a scrivere quando ero piccola. La cosa più viva nel mondo è una lingua straniera. [...] L’inglese è la mia lingua, ma non è la mia lingua madre. Quando ero piccola ho cominciato a parlare in bengalese che, secondo i miei genitori, doveva essere la mia lingua. Poi, ho tradito il bengalese per l’inglese. E adesso? Questa è una seconda ribellione, un tradimento verso me stessa. L’inglese era un tradimento verso i miei, la famiglia, questo è un tradimento verso di me. So che è un procedimento molto difficile. Sinuoso [...] curvoso, si dice?”

Jumpha Lahiri, intervistata da Luca Mastrantonio per “La Lettura” del Corriere della Sera, 14 aprile 2013

A Word a Day #120: Cupido

18 March 2013

Treccani: agg. [dal lat. cupĭdus, der. di cupĕre «bramare»]. – Ardentemente desideroso, e talora anche in modo violento e sfrenato, soprattutto del possesso di beni materiali: c. di guadagni, di denaro, di godimenti, di potere, di dominio; animo c.; anche lussurioso, concupiscente: rivolgere c. sguardi. Nell’uso letter. può avere senso positivo: essere c. di sapere, di apprendere; Lo suo tacere e ’l trasmutar sembiante Puoser silenzio al mio c. ingegno (Dante).

A Word a Day #119: Impermalire

28 November 2012

Treccani: v. tr. [der. della locuz. (aversene) per male] (io impermalisco, tu impermalisci, ecc.). – Far stizzire, indispettire, far che una persona s’abbia a male di qualche cosa: la sua mancanza di fiducia mi impermalisce. Più com. l’intr. pron. impermalirsi, concepire, e mostrare, risentimento e dispetto per atti o parole da cui ci si ritiene offesi nell’amor proprio: s’è impermalito per non essere stato invitato anche lui; s’era impermalita perché le compagne non volevano farla giocare con loro; meno spesso senza la particella pron.: un bimbo scontroso e facile a impermalire. ◆ Part. pass. impermalito, anche come agg.: se n’è andato tutto impermalito.

A Word a Day #118: Divagare

13 November 2012

Treccani: [dal lat. divagari, der. di vagari "andar vagando", col pref. di(s)-¹] (io divago, tu divaghi, ecc.). – v. intr. (aus. avere) 1. (lett.) [andare qua e là] ≈ errare, gironzolare, girovagare, peregrinare, vagabondare, vagare. 2. (fig.) [allontanarsi da un tema, un argomento e sim. prefissati, con la prep. da o assol.: d. dal soggetto; non d.] ≈ deviare, (non com.) digredire, [con uso assol.] uscire dal seminato. ↔ attenersi (a). v. tr., non com. [liberare la mente da problemi, turbamenti: basta un nonnulla per divagarlo].

Devoto Oli: andar seguendo, nel parlare o nello scrivere, argomenti inopportuni o motivi estranei al fine proposto: d. dal tema; anche assol.: non d.!, rispondi a tono • In senso proprio (solo lett.), andar vagando qua e là: Divagava laggiù, tra il Francesco Sforza e Porta Tosa, stracco, a stomaco vuoto (Gadda). 2. tr. distrarre; rifl., prendersi un po’ di svago. [Dal lat. divagari, comp. di dis-1 e vagari 'andar vagando'].

A Word a Day #117: Bottinaio e bottino

29 October 2012

Treccani: bottinaio s. m. (f. -a) [der. di bottino]. – Chi è addetto alla vuotatura dei pozzi neri o bottini.
bottino s. m. [der. di botte]. – a. Cavità o fossa murata adibita alla raccolta delle acque sudicie e dei materiali di rifiuto (detta anche pozzo nero o fossa biologica): vuotare il b.; odore di b.; il contenuto stesso (detto anche cessino), usato per concimare. b. Per estens., fogna in genere o talora serbatoio costruito lungo gli acquedotti per la depurazione delle acque.

A Word a Day #116: Bifronte

5 September 2012

Treccani: agg. [dal lat. bifrons -ontis, comp. di bi- «due» e frons «fronte»], letter. – 1. Che ha due fronti, due facce: un’erma b.; di solito come appellativo di Giano, antica divinità romana il cui compito sarebbe stato quello di presiedere ai passaggi, in senso ampio (dal suo nome deriverebbe infatti sia quello della porta, lat. ianua, sia quello del mese di gennaio, lat. Ianuarius), e a tale funzione sarebbe connessa la raffigurazione tradizionale del dio con due facce opposte. Fig., bifronte, o anche Giano b., di persona che parla in un modo e agisce in un altro, quindi doppia, ambigua, sleale.
2. Versi b., versi, di cui lasciarono esempî i Greci e i Romani, che, letti a rovescio, lettera per lettera, riproducevano sé stessi; furono detti anche palindromi o anaciclici o cancrini (dal lat. cancer, il gambero) o sotadici, dal poeta greco Sotade, che si diceva fosse stato il primo a farne. È famoso il verso latino (di tradizione scolastica) ispirato dalle falene: in girum imus nocte et consumimur igni; e noto anche quello, che si trova in antiche iscrizioni latine: Roma tibi subito motibus ibit amor.
3. In enigmistica, bifronte (s. m.) o palindromo, gioco consistente appunto in una parola che letta a rovescio riproduce sé stessa o forma una parola di diverso significato; esempî: anilina; ossesso; enoteca = acetone; egida = Adige. Se da una parola si ottiene una frase si ha il b. a frase: animale = è la mina; attorniare = era in rotta; se da una frase si ottiene la stessa o un’altra frase si ha la frase bifronte: è presa la serpe. Se il rovesciamento di una parola o di una frase avviene sillaba per sillaba, si ha il b. sillabico: co-mi-co; ca-ni-co-la = la-co-ni-ca; so-na-to-ri ve-ri = ri-ve-ri-to na-so.

A Word a Day #115: Scioperataggine

23 July 2012

Treccani: s. f. [der. di scioperato], non com. – L’essere uno scioperato; la qualità e il comportamento di chi non ha voglia di lavorare, o conduce una vita sregolata e improduttiva: le finanze di questa buona signora erano rovinate dalla sc. sua, de’ suoi e di parecchi altri (D’Azeglio); la camicia aperta a risvolti sul petto gli dava un’aria sorniona… di quarantenne rimasto adolescente per scioperataggine (Pavese).

Devoto-Oli: deplorevole persistenza in una vita inutile, oziosa e sregolata; concr., ogni espressione o manifestazione di tale condotta. [Der. di scioperato].

A Word a Day #114: Solfa

18 July 2012

Treccani: (pop. tosc. zòlfa) s. f. [comp. con il nome delle due note musicali sol e fa]. – 1. ant. Solfeggio, rappresentazione di un motivo musicale per mezzo del solfeggio: battere la s., battere il tempo, e, in senso fig., comportarsi da padrone. 2. fig. a. Suono, rumore insistente, noioso e fastidioso: la notte, i gatti fanno una s. che non ti lascia dormire. b. Ripetizione monotona e noiosa delle stesse parole, spec. nel muovere rimproveri e recriminazioni: è sempre la stessa s.; basta con questa s.; battere, cantare la s., ripetere qualcosa fino alla noia.

A Word a Day #113: Pania

12 July 2012

Treccani: (pània) s. f. [lat. pagĭna «pergola» (v. pagina), da cui prob. i sign. di «bastoncino invischiato» e «vischio»] (accanto a pànie, si trova anticam., in rima, un plur. pane).
1. Sostanza molle, vischiosa, ottenuta dalla cottura delle bacche e delle foglie del vischio quercino, e dalla corteccia dell’agrifoglio o di altre materie vegetali; spalmata su bastoncini o fuscelli detti paniuzze o panioni veniva usata un tempo per catturare uccelli di piccole dimensioni (il sistema è oggi vietato dalle leggi che regolano la caccia). Per estens., poet.: Cercate intorno le boglienti pane (Dante, Inf. XXI, 124), la pece ardente in cui sono immersi i barattieri e che invischia le ali dei demonî.
2. fig. Attrazione amorosa o di altro genere, situazione che attrae e seduce fortemente, che lega o imprigiona, in locuzioni come disporre, tendere la p. o le p., prendere, essere preso nella p. o alla p., cadere, cascare nella p., e sim.: rimanere preso nelle p. amorose, cedere agli allettamenti, alle lusinghe dell’amore; Chi mette il piè su l’amorosa pania, Cerchi ritrarlo, e non v’inveschi l’ale (Ariosto); anche, più genericam., inganno, tranello, insidia: Chi certe trame para agli altri, badisi Che gli altri lui non prendano alla pania (Pascoli).

Devoto-Oli: 1. La sostanza vischiosa ottenuta dai frutti di alcune piante delle Lorantacee e part. del vischio; spalmata su bastoncini o fuscelli, serve alla cattura degli uccelli: caccia con la pania (oggi proibita). 2. fig. Allettamento o imprigionamento amoroso; inganno, raggiro. [Lat. pa(g)ïna nel senso di 'pergola' passato a significare 'bastoncino invischiato'].

A Word a Day #112: Angariare

10 July 2012

Treccani: v. tr. [dal lat. tardo angariare, che è dal gr. άγγαρεύω «spedire un corriere», poi «costringere a un lavoro»] (io angàrio, ecc.). – Sottoporre ad angaria o ad angarie; più comunem., tormentare, vessare, opprimere con angherie: lo angariavano in tutti i modi; i sudditi angariati dal tiranno finirono per ribellarsi; si riteneva angariato dalla società.

Devoto-Oli: vessare, tormentare, opprimere ripetutamente.


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