È tornata la bambina. Se ne sta in piedi controluce, davanti le grandi porte spalancate della Scuderia. Ciuffi di fieno appena falciato si sollevano e si sparpagliano a terra. La luce inonda i box.
«Ciao, cavallini!». La bambina ha in mano un fazzoletto di stoffa pieno di pesche. Si avvicina al primo box e allunga un frutto giallo chiaro.
Rutherford inarca il collo verso la mano tesa. Sul posteriore pezzato gli ballano lentiggini di luce. Lecca il palmo della bambina scandendo un messaggio in codice che si è inventato: —— – —— -. Significa che lui è Rutherford Birch Hayes, il diciannovesimo presidente degli Stati Uniti d’America, e che lei deve avvertire le autorità locali.
«Ah ah!», la bambina ride. «Mi fai il solletico».
Karen Russell, “La Scuderia alla fine del nostro mandato”, United Stories of America, minimum fax
