25/Settembre/1928
Mio caro Eusebius,
Sono stato molto addolorato per la morte di Schmitz. E sento molto – la sentono tutti – la sua mancanza. – Scorso in libreria il Tuo articolo su S. sulla Fiera Letteraria (Non la compero per principio”, come non ho mai comperato un giornale): ho paura che il Tuo articolo si presti troppo ad essere interpretato male, ed a far sorgere la leggenda d’uno Svevo borghese intelligente, colto, comprensivo, buon critico, psicologo chiaroveggente nella vita, ecc. Non aveva che genio: nient’altro. Del resto era stupido, egoista, opportunista, gaucho, calcolatore, senza tatto.
Non aveva che genio, ed è questo che mi rende più affascinante il suo ricordo. Se puoi, e se avrai occasione di scrivere ancora di Schmitz, metti a posto più possibile: la leggenda della “nobile esistenza” (dedicata unicamente – ad eccezione dei tre romanzi – a far soldi) è troppo penosa, e troppo ignobile.
Gli ho voluto – malgré tout – molto bene, come non ne ho voluto che a poche persone.
Giorni or sono, visita di condoglianze in casa Schmitz, conla Figliache racconta storielle tutte da ridere di suo padre. Tenterò di farmi dare in mano tutta l’opera postuma, e di evitare la pubblicazione dell’opera omnia. Sarebbe un disastro. Credo non ci sia nulla di pubblicabile. Ma darò un’occhiata, e – se sarà possibile – Ti manderò i manoscritti. – Sua moglie – a quanto pare – migliora.
Del resto:
io: Fisicamente molto bene, moralmente meno. Grandi disastri a casa mia, e ripercussioni abbastanza gravi per la mia assenza (durata in tutto 20 giorni): credo che non mi potrò più muovere, nemmeno per un paio di giorni. Fa’ dunque Tu tutto il possibile di venire a Trieste. –
GERTI e CARLO: Bene. A Trieste, loro ospite, un’amica di Gerti, con delle gambe meravigliose. Falle una poesia. Si chiama DORA MARKUS. –
Regalato ad un mio amico, che vive in Jugoslavia, il mio esemplare degli Ossi di S. (Ribet) ed il mio Convegno col Carnevale. Non so se sono già esauriti. Se puoi, mandameli. Grazie. –
Avrei ancora molto da scrivere. Ma sono sfinito: ed è molto tardi. Scrivimi. A lungo.
Affettuosamente nte
tuo Bobi
Roberto Bazlen