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Cheever contro Carver. Quarant’anni dopo. Ma in Italia

Racconti italiani di Cheever. Lo scrittore sembra aver paura di sbagliare parola. Dopo averli letti viene voglia di Carver, che non sbagliò mai una parola.

Antonio D’Orrico, Corriere della Sera Magazine del 27.01.’05 pag. 82

Non comprendo pientamente il giudizio di D’Orrico. Di certo riapre un dibattito annoso. Naturalmente non è vero che Carver non abbia mai sbagliato una parola. Al di là dei giudizi, anche durissimi, espressi da alcuni intellettuali dopo il ritrovamento delle carte del suo editor Lish certo è che la figura di Carver grande scrittore minimalista e dell’essenza va per lo meno sfumata. Controaltare di Cheever poi… Mi piace però manterene un’immagine di questa recensione in venticinque parole, l’idea dello scrittore che ha paura di sbagliare parola. Forse ogni scrittore vive questa pena: c’è chi ne trae forza vitale, chi ne rimane strozzato.  

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