Archive for gennaio 2005

23 gennaio 2005

Buio insidioso oltre il vetro

Ridda di neve intorno ai salici potati,

scope che spazzano la nebbia.

Legno e sventura

crescono di notte.

Il mio misuratore

la curva della febbre.

Chi cammina laggiù senza luce

e senza bocca,

chi trascina sopra il ghiaccio

la tagliola?

Gli indovini del bosco,

le volpi dalla dentatura guasta,

siedono in disparte nel bosco

e fissano il fuoco.

 

Peter Huchel, Sguardo dalla finestra d’inverno

Annunci

20 gennaio 2005

Nuovi esileranti contributi sull’Osservatorio permanente dello strafalcione

20 gennaio 2005

 La pioggia è ancora il libro del momento da Feltrinelli galleria Colonna. Ma venderà qualche copia?

19 gennaio 2005

Mutevole è il colore del Tevere

 

A Roma ho visto che il Tevere non è bello, ma trascurato nelle banchine, da dove spuntano rive a cui non c’è chi metta mano. Nessuno usa le navi da carico brunite dalla ruggine, nemmeno le barche. Arbusti ed erba alta sono infangati, e sulle balaustre solitarie dormono immobili gli operai nella calura di mezzogiorno. Fino ad ora non si è mai girato nessuno. Nessuno è mai caduto giù. Dormono dove i platani dispiegano loro un’ombra, e si calcano il cielo sulla testa. Bella è però l’acqua del fiume, verde argilla o biondo – a seconda di come la luce lo irradia. Bisogna camminare lungo il Tevere e non guardarlo dai ponti, pensati come strade che portano all’isola. La Tiberina è abitata da Noantri – noi altri. È da intendere così, che essa, isola dei malati e dei morti fin dall’antichità, vuole essere abitata anche da noi altri, percorsa anche da noi, perché è a sua volta una nave e naviga molto lentamente nell’acqua con tutti i carichi, in un fiume che non la sente un peso.

Ingeborg Bachmann, Quel che ho visto e udito a Roma

Celebre dai tempi di Romolo e Remo, si è rivelato nulla più che un fossato maleodorante. Si ha la sensazione che l’abbia colpito una perenne bassa marea. Quel fossato viscido e putrido era circondato da parapetti. Sui parapetti prima e dopo le lezioni si accomodava, sparpagliando le sue cartelle, la quasi totalità degli alunni della scuola d’inglese per emigranti. A questa scuola io e la mia ragazza-volpe ci andavamo pressoché ogni giorno. Eppure novembre, dicembre, gennaio e febbraio non mi sono bastati per imparare la lingua. Osservando gli abissi puzzolenti, scuotevo la testa avvilito. Perché l’acqua si è ritirata così tanto? Perché ce n’è così poca? Perché la Città eterna l’hanno costruita lontano dal mare, su un fiume putrefatto? Spiegazioni non ne ho mai trovate. […] In alcuni punti aveva un aspetto più pacato e rispettabile che davanti alla nostra scuola d’inglese. Per esempio dalle parti di Castel Sant’Angelo il Tevere appariva più dignitoso. Il colore dei fiumi in città è solitamente poco espressivo e mutevole per effetto della luce e delle nuvole.

Eduard Limonov, Libro dell’acqua

19 gennaio 2005

Movimenti in Fandango 

Baricco è diventato un autore Fandango. Direttrice generale: Rosaria Carpinelli, dalla Rizzoli.

19 gennaio 2005

Elogio della pigrizia e della risata

“Non serve fare jogging o andare in palestra, è soltanto la pigrizia che ci allunga la vita.”

Londra – Altro che jogging, pesi ed estenuanti flessioni e addominali: se si vuole vivere a lungo, dicono due medici tedeschi, bisogna cercare di risparmiare la propria “energia vitale” e considerare un pigro pomeriggio trascorso sul divano come un vero e proprio toccasana. Lo sostengono Peter Axt, un docente di scienze della salute, e la figlia medico Michaela.

Secondo i due dottori, ogni persona possiede un determinato quantitativo di energia vitale e la velocità con la quale la si consuma ha un impatto diretto sulla lunghezza della vita. Attività che richiedono uno sforzo fisico come la corsa e la ginnastica – sostengono – utilizzano una grande quantità di questa energia, accelerando il processo di invecchiamento e rendendo il corpo più vulnerabile alle malattie. Quando il fisico è sotto sforzo infatti produce maggiori quantità di radicali liberi, molecole di ossigeno instabile che contribuiscono all’invecchiamento. Chi invece non si cura più di tanto di muscoli tonici e linea perfetta ed è felice di trascorrere un giorno di riposo a letto o di fronte alla tv produrrebbe secondo gli Axt, quantità minori di radicali liberi più a lungo. “La pigrizia è importante per un sistema immunitario sano, perché alcune speciali cellule immunitarie sono più forti nei momenti in cui si è rilassati. Durante un periodo di relax, il metabolismo è meno attivo e perciò il corpo produce meno radicali liberi”, ha dichiarato Michaela Axt. Secondo la dottoressa, uno stile di vita stressante combinato a molto esercizio fisico spinge inoltre il corpo a produrre ormoni che causano alta pressione sanguigna e danni al cuore e alle arterie. Stress e troppa ginnastica aumenterebbero inoltre la produzione dell’ormone cortisolo, che può danneggiare le cellule cerebrali causando demenza senile. Invece che andare a correre – sostiene la Axt, che in passato come il padre faceva corse su lunghe distanze – per vivere bene e a lungo sarebbe molto meglio farsi una risata. “Quando si ride, il corpo produce l’ormone serotonina, che ci fa sentire felici e rilassati. Il cuore batte più forte e la pressione aumenta per poco tempo, senza far accelerare il metabolismo e produrre i radicali liberi che ci fanno spendere la nostra energia vitale”, ha spiegato la Axt. La dottoressa ha tuttavia precisato che la pigrizia da sola non è sufficiente a garantire una vita più lunga.

Ansa 

17 gennaio 2005

Anche il televideo parla della pioggia

John Cheever in tre racconti brevissimi e
fulminanti restituisce l’atmosfera degli anni ’50, quando visitò Roma, ma riesce
anche a cogliere, come solo un grande scrittore sa fare, quell’essenza magica di
una città evocando altri luoghi, altre immagini, attraverso un colore, un
profumo. E così nascono le descrizioni di angoli inventati ma verosimili, o
altre magari poco corrispondenti al vero ma realistiche, così come i personaggi
dei suoi racconti.   

pag. 569  televideo lu 17 gen 19:18:52                                       
 

17 gennaio 2005

L’attesa immacolata

Con me mai nessuno è stato davvero intraprendente.

Arthur Schnitzler, La signorina Else, Adelphi, traduzione di Renata Colorni

17 gennaio 2005

Chissà se arriverà davvero

Verrà il tempo in cui la gente si accorgerà che gli astrologi sono dei grandi imbroglioni.

Voltaire

16 gennaio 2005

Sipario sollevato su un interno
 
Sembra un palcoscenico
che ha per sfondo fantasie di velluto,
cotone, raso, fregi e nastri –
Un’amabile noncuranza
ha sparpagliato i piatti di poco valore, i rosari
e ha posto al centro
un vaso scuro dal collo stretto,
boccioli di rose di carta gialli e carnati, sfarzose
rose di carta rosse e aperte –
Dietro il vetro, su sedie rigide
guardano passare i camion
una vecchia rozza e imperiosa con una bandana
e una giovane bella,
la sua bocca un’enorme rosa sprezzante –
Il coraggio
di una retorica naturale lancia verso l’arida
Hudson Street un’occasione di poesia, una poesia
casuale che dà passione alle rose,
le rose nella finestra della zingara in un vaso
blu sembrano vere, irreali
come rose reali.
 

Denise Levertov, La finestra della zingara