Archive for aprile 2005

30 aprile 2005
Mai dimentichi di Fosco Maraini
 
Le fànfole e la poesia metasemantica sono una delle più illuminanti sorprese della letteratura contemporanea. Ignorate, sottovalutate, lette pochissimo e pubblicizzate men che meno sono invece il guizzo geniale di un artista e lo schiaffo beffardo agli idoli letterari nostrani.
 
Giracchia vorticando un caligello
e sfrìggican le fonfe in gnegnoloni
stragizza firignàtico un morfello
tra i gugli, i melisappi, i tarpagnoni.
Spiffate o bellindane i tornichetti,
spiffate ninfaroli le fernacchie!
Chi spiffa si rispàffera in budretti
chi ciucca si rincòcchera in gerlacchie.
Gettiamo i bustifagni alla malventa?
E i lònferi nel fuoco piripigno?
Straquasci l’orgicaglie a luna sbrenta
e trònagi lupastro il frizzivigno!
 
Fosco Maraini, Solstizio d’estate, da La gnòsi delle fànfole
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29 aprile 2005
Two of a kind
 
Sono capitata nel suo blog (www.botteghecolorcannella.splinder.com) e ho subito pensato che fosse una persona speciale: si sta bene nel suo blog, gemütlich direbbe lei.
Ci siamo scritte alcune mail, lei ha espresso il desiderio di essere intervistata da me, io le ho risposto che avrebbe fatto piacere anche a me.
Mercoledì la decisione: “Luccone, sto pensando di intervistare Victoria”. “No, Victoria no”, la secca replica di Luccone. Giovedì battagliero, triangolazione io-che-scrivo-arrabbiata-a-Luccone-non-puoi-limitare-la-mia-libertà, Luccone-che-non-si-smuove-no-no-no, io-che-aggiorno-Victoria-non-ti-preoccupare-la-spunterò.
L’ho spuntata, e n’è valsa la pena.
Per voi le parole di Ms Victoria Lewis, per lei un omaggio particolare: due foto stavolta, acqua e terra di Sicilia.
Alla faccia di Luccone.
 
Pregiatina: Victoria?
Victoria: Sì, pronto!
P.: Che bello, parli siciliano!
V.: Sicilianissimo!
P.: Non sei a casa?
V.: No, sono in giro, ma posso parlare. Però non so se tu devi registrare…
P.: No, no, io prendo appunti…
V.: Luccone sarà felicissimo di questa intervista…
P.: Lui?!…
V.: Scherzo, però alla fine si è persuaso…
P.: C’è stata una battaglia…
V.: Lo so, ho apprezzato, ho apprezzato…
P.: Di che città sei, in Sicilia?
V.: Di Messina.
P.: Ora vivi a Roma?
V.: Sì, sono trapiantata da due anni e qualche mese.
P.: Ti piace Roma?
V.: Sì… l’ho scelta, l’ho desiderata, l’ho bramata! Era da tantissimo tempo che volevo venirci.
P.: Cosa ci sei venuta a fare?
V.: Ci sono venuta dopo la laurea, per formazione.
P.: Mi dici qualcosa del tuo nome, “Victoria”?
V.: Sì, Victoria Lewis è lo pseudonimo che Sylvia Plath ha usato per scrivere La campana di vetro, un libro che amo particolarmente.
P.: Perché ti piace tanto?
V.: Me lo fece leggere la mia migliore amica, a quindici anni: era una specie di segreto tra di noi, un libro che dovevamo leggere di nascosto dai genitori perché poteva sembrare che desse un cattivo esempio… anche se io l’ho preso dalla libreria di mia madre! Il nome di Victoria, comunque, è nato anche grazie a Luccone: lui stava riscoprendo le poesie di Sylvia Plath e mi ci ha fatto pensare, io stavo anche leggendo la biografia di E/O.
P.: Che rapporti hai con Luccone?
V.: Di amore totale! Dal punto di vista sia professionale che umano. Secondo me è il miglior editor vivente. Io poi lo adoro, lo sanno tutti… gli voglio bene! E tu?
P.: In che senso?…
V.: In senso amichevole… ma io non ti posso fare domande?
P.: No, mi spiace… Che mi vorresti chiedere?
V.: Tutto! (con lieve accento siciliano)
P.: Ti prego, ridillo…
V.: TUTTO! (urlato, in siciliano stretto)
P.: Guarda che se parli così io ti chiamo tutti i giorni! (impazzisco letteralmente per il siciliano) Ma parliamo del tuo blog. Quando è nato?
V.: A dicembre del 2005.
P.: Da poco.
V.: No, dicembre del 2003!
P.: Sì, in effetti dicembre 2005 non è ancora arrivato… (purtroppo mi capita spesso di sbagliare anni, mesi…) Mi dici qualcosa dei personaggi che ci scrivono? Rakele, Againblu…
V.: Sono tutti personaggi che ho incrociato via blog.
P.: Non vi siete mai incontrati?
V.: Con i due che hai nominato sì, ci siamo visti, ci siamo conosciuti. Con Stolat è una vita che cerchiamo di incontrarci, ma poi rimandiamo sempre.
P.: Sono tutti di Roma?
V.: Solo Againblu. Rakele è brasiliana, ma è venuta in Italia per un mese, è venuta anche in Sicilia a casa mia…
P.: Sembrate molto unite: io pensavo che vi conosceste da sempre e che poi lei fosse andata in Brasile…
V.: No, no, ma abbiamo un feeling particolare, perché è stata da me.
P.: Quindi non conoscevi nessuno prima che nascesse il blog?
V.: L’unica persona che conoscevo era la Maga, è la mia migliore amica.
P.: Di dov’è lei?
V.: È siciliana.
P.: È quella della Campana di vetro?
V.: Sì, lei!
P.: E le altre persone, quelle che non hai mai visto, sanno chi sei?
V.: Mah… io non ho la fissazione dell’anonimato. Il blog è nato come quello di “Victoria”, ma appena divento amica con qualcuno, ci scriviamo via mail, dico tranquillamente il mio nome.
P.: In uno dei tuoi ultimi post hai detto che sul lavoro, invece, non puoi esprimere tutto di te. Mi puoi dire almeno che lavoro fai?
V.: Lavoro nell’editoria, prima come free-lance, ora in una casa editrice.
P.: Loro sanno di Victoria?
V.: Alcuni sì, altri no, altri sanno che ho un blog ma non sanno quale. A qualcuno ho dato l’indirizzo, magari l’hanno visto, mi hanno detto se gli è piaciuto.
P.: Io lo trovo molto accogliente.
V.: Sono contenta! È il complimento più bello.
P.: Ma il tuo lavoro ti piace?
V.: Moltissimo, ma è molto faticoso. Io poi ho anche altri interessi, faccio ricerca universitaria, ma adesso vorrei dedicarmi solo all’editoria, per recuperare un po’ del mio tempo libero.
P.: Che tipo di ricerche fai all’università?
V.: Di filosofia, sono laureata in filosofia.
P.: E la casa editrice per cui lavori ti piace?
V.: Abbastanza, qualcosa sì qualcosa no. Come tutte le case editrici.
P.: Perché non puoi esprimere tutte le tue idee?
V.: Più che non posso, me le tengo dentro, ma sbaglio: ho visto che anche le critiche possono essere apprezzate.
P.: Quanti anni hai, Victoria?
V.: Ventisette.
P.: È vero che scrivi canzoni?
V.: Canzoni?…
P.: Sì, una volta ti ho chiesto se scrivessi dei pezzi e tu mi hai detto di sì.
V.: No! “Pezzi” per me sono frammenti, cose brevi! Hai detto “pezzi” e io l’ho agganciato subito a “frammenti”!
P.: Ah, ok, non ci siamo capite… per me, invece, un “pezzo” è una “canzone”… Senti, mi dici una cosa di te che… non un segreto, ma qualcosa che ti rappresenti…
V.: Mmm… è difficile! Il blog mi rappresenta tutta… Ecco, una cosa di cui pochi si accorgono all’inizio è la durevolezza dei miei sentimenti.
P.: A tutti i livelli?
V.: Sì, amicizia, amore… sono amica di tutti i miei ex, frequento le vecchie amiche… Per me i rapporti continuano sempre.
P.: Ora puoi farmi una domanda. Io, però, potrei non risponderti.
V.: Di dove sei?
P.: Questo non te lo posso dire…
V.: Allora ti chiedo un’altra cosa: ci verresti a fare shopping con me?
P.: Shopping? Perché shopping?
V.: Non so, la tua voce mi ispira questo, un giro per Roma, un tè, negozi, librerie…
P.: Davvero la mia voce ti fa pensare allo shopping? A me non piace molto andare per negozi. Però un tè, qualche libreria… va bene.
V.: Va bene, i negozi li scegli tu!
P.: (rido, sorrido anche ora che lo scrivo…) Ok, tanto ci scriviamo. Però mi devi spiegare meglio cosa pensi della mia voce.
V.: Mi piace, è troppo carina! Però è un po’ contrita, non esprimi tutto…
P.: Pensi che non esprimo tutto in questa intervista o credi che sia sempre così?
V.: Non so, forse per quello che mi hai scritto, si sente che c’è qualcosa, pensieri che ti permeano il tono della voce…
P.: … senti, io adesso trascrivo l’intervista, spero di farcela per oggi (è venerdì, sono le sette e mezza di sera). Il problema è che devo uscire…
V.: Ma le interviste in genere escono il venerdì, vero?
P.: Sì. Se Luccone non avesse tergiversato… Comunque la trovi o stasera o domani mattina. Al massimo stasera ci sarà un post vuoto.
V.: Che bella questa cosa dell’intervista… Va bene, tanto io stasera torno tardissimo…
P.: Che fai?
V.: Vado a teatro.
P.: A vedere cosa?
V.: Non so, forse Gioele Dix. Mi aggrego a delle altre persone, siamo tanti…
P.: Ok, buona serata. Ciao!
V.: Ciao, pregiatina, ciao!
 
Come avrà fatto la pregiatina a convincermi? Ora comincio a capire perché sono in tanti a voler essere intervistati da lei… Dico solo che ieri sera ho cominciato a tradurre alle 23:45 e che dopo dieci minuti dormivo. Tutta la notte con il pc acceso e le finestre spalancate. Brbrbr.
Conobbi Victoria, che impressione chiamarla così!, a uno dei tanti corsi a pagamento (attenzione Baraghini li fa gratis) che si fanno in giro per imparare qualcosa dei funzionamenti editoriali. Senza nemmeno sapere come fosse fatta, dialogavamo via email e per me poteva essere un volto o un altro, ci siamo dati appuntamento alla metro Cipro per andare, non ricordo a fare cosa, all’agenzia letteraria (si fa per dire) che organizzava il corso e che almeno, prima di sbagliare a selezionare il destinatario di unXemail (domanda, maschile o femminile?) mi pagava profumatamente. Da quel giorno, ogni volta che m’ha visto, e non sono state poche, casuali e no, Bruno Fontana, il direttore di quell’agenzia e quello che ricevette l’email non diretta a lui, mi ha visto con *****, pardon Victoria, che quindi per lui è la mia fidanzata. E in questa piccola porzione di realtà lo è davvero.
Il fidanzato vero di Victoria, M., è una persona eccezionale, ci conosciamo solo telefonicamente e sono almeno due anni che ripromettiamo di vederci. L’ultima volta ci siamo andati vicino. A proposito ho in mente di farci una mangiata di kebab tutti insieme, voi del blog dico, io però non so se verrò, al mitico posto a via Merulana. La prossima settimana.
Ah, alle botteghe fateci un salto. E compratevi il libro di Schulz. Tra i migliori venti di tutti i tempi.

28 aprile 2005

Lo scempio e la sorpresa

Dei delitti perfetti di solito non si sa nulla, ma ci sono assassini così impudenti da agire alla luce del sole. Nel nostro caso l’assassino si chiama Hollywood, la vittima Orson Welles e l’arma del delitto è un film passato alla storia, L’orgoglio degli Amberson; anche se i produttori glielo tolsero di mano, lo mutilarono, girarono nuove scene, bruciarono i negativi di quelle tagliate, insomma stroncarono alla radice la possibilità che uno dei grandi cineasti mai nati negli Usa avesse una carriera americana. […] Ma se oggi riparliamo dell’Orgoglio degli Amberson […] è perché la Fandango, grazie allo scrittore Edoardo Nesi che firma anche l’appassionata prefazione, pubblica il romanzo mai tradotto prima di Booth Tarkington da cui Welles trasse il film dopo averlo già trionfalmente adattato alla radio (I magnifici Amberson, 372 pagine, 16.50 euro). […], il romanzo di Tarkington, due volte Pulitzer, è una sorpresa continua. Lo stesso Welles, disperato perché la Rko aveva distrutto il terzo atto del film, il più cupo, diceva di aver “imitato” lo stile di Tarkington, la sua specialissima grazia, la capacità di evocare un intero paese anzi la fine di una civiltà, distrutta dall’avvento dell’automobile, concentrandosi su un’unica grande famiglia. […]

Fabio Ferzetti, Il Messaggero, 28 aprile 2005, pag. 23

27 aprile 2005

La natura morta degli oggetti isolati

  

Giorgio Morandi, Natura morta, 1959
  

 

Due bottiglie su una panca;
una grossa l’altra sottile.
Vorrebbero sposarsi,
ma chi potrebbe incoraggiarle?
La sofferenza del loro occhio doppio
raggiunge il cielo azzurro…
ma nessuno ha fretta di scendere e di copularle.

Christian Morgernstern, Le due bottiglie

27 aprile 2005
L’equilibrio dei coltelli
 
Mi manca il fiato, ma sì ce l’ho ce l’ho,
non succede niente,
bisogna fare male per farsi sentire.
Non amo vedere sanguinare
eppure sono io che sanguino ora.
 
Eugène Bonnard

26 aprile 2005

È più difficile iniziare o finire bene?

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Giovedì 28 aprile, ore 19.30 presso la Libreria del Cinema, via dei Fienaroli, 31/D Roma
in occasione della pubblicazione del romanzo I magnifici Amberson del Premio Pulitzer Booth Tarkington tradotto per la prima volta in Italia da Fandango Libri si svolgerà l’incontro HAPPY ENDING, l’importanza del “lieto fine” nella letteratura e nel cinema
parteciperanno: lo scrittore Edoardo Nesi, il regista Paolo Sorrentino, il critico cinematografico Fabio Ferzetti.

25 aprile 2005

Le offerte di classe

libri e luoghi ci lanciano segnali. che detto così potrebbe sembrare lo slogan di un film horror. ma no. adelphi fa in questi giorni una campagna di sconto del trenta per cento su una delle sue collane, la meno sofisticata, la più ricca di ottimi titoli. tra i libri sottratti per l’occasione all’anonimato degli scaffali, mi capita sotto gli occhi le voci di marrakech di elias canetti. canetti che mi folgorò a diciassette anni con auto da fé. scrittura cubista, osservazione densa delle cose, a tuttotondo, nessuno scrive più così, come canetti, come musil, come svevo, come kafka. alcuni giorni dopo un servizio del tuttolibri sul marocco cita il diario di canetti. penso che sia un segnale, proprio così, libri e luoghi ci lanciano segnali. ma non siate impulsivi. gli uni e gli altri, luoghi e libri, devono sedimentare, maturare dentro di noi prima di essere visitati e letti. dunque niente marocco ancora. quest’estate, se dio vuole, si va a cipro.

24 aprile 2005

Il cielo è morto

Del sempiterno azzurro la serena ironia
perseguita, indolente e bella come i fiori,
il poeta impotente di genio e di follia
attraverso un deserto sterile di Dolori.
Fuggendo, gli occhi chiusi, io lo sento che scruta
intensamente, come un rimorso atterrante,
il vuoto dell’anima. Dove fuggire? E quale cupa
notte gettare a brani sul suo spregio straziante?
Nebbie, salite! Ceneri e monotoni veli
versate, ad annegare questi autunni fangosi,
lunghi cenci di bruma per i lividi cieli
ed alzate soffitti immensi e silenziosi!
E tu esci dai morti stagni letei e porta
con te la verde melma e i pallidi canneti,
caro Tedio, per chiudere con una mano accorta
i grandi buchi azzurri degli uccelli crudeli.
Ed ancora che senza sosta i tristi camini
fumino, e di caligine una prigione errante
estingua nell’orrore dei suoi neri confini
il sole ormai morente giallastro all’orizzonte!
– Il cielo è morto – A te, materia, accorro! Dammi
l’oblio dell’Ideale crudele e del Peccato:
questo martire viene a divider lo strame
dove il gregge degli uomini felice è coricato.
Io voglio, poiché infine il mio cervello, vuoto
come il vaso d’unguento gettato lungo il muro,
più non sa agghindare il pensiero stentato,
lugubre sbadigliare verso un trapasso oscuro…
Invano! Ecco trionfa l’Azzurro nella gloria
delle campane. Anima, ecco, diventa voce
per farci paura con malvagia vittoria,
ed esce azzurro angelus dal metallo vivente!
Si espande tra la nebbia, antico ed attraversa
la tua agonia nativa, come un gladio sicuro:
dove andare, nella rivolta inutile e perversa?
Mia ossessione. L’Azzurro! L’Azzurro! L’Azzurro! L’Azzurro!

Stephane Mallarmé, L’Azzurro  

23 aprile 2005

Le domande che ci pongono sotto

Lei è il capofamiglia? È divorziato? Quante automobili possiede? Ha un passaporto valido? Ogni quanto si fa il bagno? Lei è laureato? Ha conseguito la maturità? Ha conseguito il diploma? Ha fatto le elementari? Conosce il significato della parole “marsupiale”, “sedizioso”, “recondito”, “materialismo dialettico”? La sua casa è scaldata a petrolio? Gas? Carbone? Quante stanze ci sono? Se fosse costretto a scegliere tra la bandiera americana e la Bibbia cosa sceglierebbe? Lei è favorevole all’imposta sul reddito? Crede in una cospirazione comunista internazionale? Vuole bene a sua madre? Ha paura dei lampi? È a favore della continuazione dei test sull’atmosfera? Ha un libretto postale? Un conto corrente? Qual è il suo indebitamento complessivo? Ha delle ipoteche? Per gli uomini: come classificherebbe la grandezza del suo organo sessuale in una scala da 1 a 4? Che religione professa? Pensa che John Foster Dulles sia in paradiso? All’inferno? Nel limbo? Invita spesso gente a casa? È invitato spesso? Si considera una persona piacevole? Molto piacevole? Apprezzata? Le seguenti persone sono vive o morte: John Maynard Keynes, Norman Vincent Peale, Karl Marx, Oscar Wilde, Jack Dempsey. Recita le preghiere ogni notte?…

John Cheever, Lo scandalo Wapshot, di prossima pubblicazione Fandango

23 aprile 2005

Oggi. Giornata mondiale del libro. Campidoglio, ore 15-18, maratona di lettura dal Don Chisciotte. Vari attori si alterneranno. Musica di Daniele Sepe.