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Lo scempio e la sorpresa

Dei delitti perfetti di solito non si sa nulla, ma ci sono assassini così impudenti da agire alla luce del sole. Nel nostro caso l’assassino si chiama Hollywood, la vittima Orson Welles e l’arma del delitto è un film passato alla storia, L’orgoglio degli Amberson; anche se i produttori glielo tolsero di mano, lo mutilarono, girarono nuove scene, bruciarono i negativi di quelle tagliate, insomma stroncarono alla radice la possibilità che uno dei grandi cineasti mai nati negli Usa avesse una carriera americana. […] Ma se oggi riparliamo dell’Orgoglio degli Amberson […] è perché la Fandango, grazie allo scrittore Edoardo Nesi che firma anche l’appassionata prefazione, pubblica il romanzo mai tradotto prima di Booth Tarkington da cui Welles trasse il film dopo averlo già trionfalmente adattato alla radio (I magnifici Amberson, 372 pagine, 16.50 euro). […], il romanzo di Tarkington, due volte Pulitzer, è una sorpresa continua. Lo stesso Welles, disperato perché la Rko aveva distrutto il terzo atto del film, il più cupo, diceva di aver “imitato” lo stile di Tarkington, la sua specialissima grazia, la capacità di evocare un intero paese anzi la fine di una civiltà, distrutta dall’avvento dell’automobile, concentrandosi su un’unica grande famiglia. […]

Fabio Ferzetti, Il Messaggero, 28 aprile 2005, pag. 23

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