by
Two of a kind
 
Sono capitata nel suo blog (www.botteghecolorcannella.splinder.com) e ho subito pensato che fosse una persona speciale: si sta bene nel suo blog, gemütlich direbbe lei.
Ci siamo scritte alcune mail, lei ha espresso il desiderio di essere intervistata da me, io le ho risposto che avrebbe fatto piacere anche a me.
Mercoledì la decisione: “Luccone, sto pensando di intervistare Victoria”. “No, Victoria no”, la secca replica di Luccone. Giovedì battagliero, triangolazione io-che-scrivo-arrabbiata-a-Luccone-non-puoi-limitare-la-mia-libertà, Luccone-che-non-si-smuove-no-no-no, io-che-aggiorno-Victoria-non-ti-preoccupare-la-spunterò.
L’ho spuntata, e n’è valsa la pena.
Per voi le parole di Ms Victoria Lewis, per lei un omaggio particolare: due foto stavolta, acqua e terra di Sicilia.
Alla faccia di Luccone.
 
Pregiatina: Victoria?
Victoria: Sì, pronto!
P.: Che bello, parli siciliano!
V.: Sicilianissimo!
P.: Non sei a casa?
V.: No, sono in giro, ma posso parlare. Però non so se tu devi registrare…
P.: No, no, io prendo appunti…
V.: Luccone sarà felicissimo di questa intervista…
P.: Lui?!…
V.: Scherzo, però alla fine si è persuaso…
P.: C’è stata una battaglia…
V.: Lo so, ho apprezzato, ho apprezzato…
P.: Di che città sei, in Sicilia?
V.: Di Messina.
P.: Ora vivi a Roma?
V.: Sì, sono trapiantata da due anni e qualche mese.
P.: Ti piace Roma?
V.: Sì… l’ho scelta, l’ho desiderata, l’ho bramata! Era da tantissimo tempo che volevo venirci.
P.: Cosa ci sei venuta a fare?
V.: Ci sono venuta dopo la laurea, per formazione.
P.: Mi dici qualcosa del tuo nome, “Victoria”?
V.: Sì, Victoria Lewis è lo pseudonimo che Sylvia Plath ha usato per scrivere La campana di vetro, un libro che amo particolarmente.
P.: Perché ti piace tanto?
V.: Me lo fece leggere la mia migliore amica, a quindici anni: era una specie di segreto tra di noi, un libro che dovevamo leggere di nascosto dai genitori perché poteva sembrare che desse un cattivo esempio… anche se io l’ho preso dalla libreria di mia madre! Il nome di Victoria, comunque, è nato anche grazie a Luccone: lui stava riscoprendo le poesie di Sylvia Plath e mi ci ha fatto pensare, io stavo anche leggendo la biografia di E/O.
P.: Che rapporti hai con Luccone?
V.: Di amore totale! Dal punto di vista sia professionale che umano. Secondo me è il miglior editor vivente. Io poi lo adoro, lo sanno tutti… gli voglio bene! E tu?
P.: In che senso?…
V.: In senso amichevole… ma io non ti posso fare domande?
P.: No, mi spiace… Che mi vorresti chiedere?
V.: Tutto! (con lieve accento siciliano)
P.: Ti prego, ridillo…
V.: TUTTO! (urlato, in siciliano stretto)
P.: Guarda che se parli così io ti chiamo tutti i giorni! (impazzisco letteralmente per il siciliano) Ma parliamo del tuo blog. Quando è nato?
V.: A dicembre del 2005.
P.: Da poco.
V.: No, dicembre del 2003!
P.: Sì, in effetti dicembre 2005 non è ancora arrivato… (purtroppo mi capita spesso di sbagliare anni, mesi…) Mi dici qualcosa dei personaggi che ci scrivono? Rakele, Againblu…
V.: Sono tutti personaggi che ho incrociato via blog.
P.: Non vi siete mai incontrati?
V.: Con i due che hai nominato sì, ci siamo visti, ci siamo conosciuti. Con Stolat è una vita che cerchiamo di incontrarci, ma poi rimandiamo sempre.
P.: Sono tutti di Roma?
V.: Solo Againblu. Rakele è brasiliana, ma è venuta in Italia per un mese, è venuta anche in Sicilia a casa mia…
P.: Sembrate molto unite: io pensavo che vi conosceste da sempre e che poi lei fosse andata in Brasile…
V.: No, no, ma abbiamo un feeling particolare, perché è stata da me.
P.: Quindi non conoscevi nessuno prima che nascesse il blog?
V.: L’unica persona che conoscevo era la Maga, è la mia migliore amica.
P.: Di dov’è lei?
V.: È siciliana.
P.: È quella della Campana di vetro?
V.: Sì, lei!
P.: E le altre persone, quelle che non hai mai visto, sanno chi sei?
V.: Mah… io non ho la fissazione dell’anonimato. Il blog è nato come quello di “Victoria”, ma appena divento amica con qualcuno, ci scriviamo via mail, dico tranquillamente il mio nome.
P.: In uno dei tuoi ultimi post hai detto che sul lavoro, invece, non puoi esprimere tutto di te. Mi puoi dire almeno che lavoro fai?
V.: Lavoro nell’editoria, prima come free-lance, ora in una casa editrice.
P.: Loro sanno di Victoria?
V.: Alcuni sì, altri no, altri sanno che ho un blog ma non sanno quale. A qualcuno ho dato l’indirizzo, magari l’hanno visto, mi hanno detto se gli è piaciuto.
P.: Io lo trovo molto accogliente.
V.: Sono contenta! È il complimento più bello.
P.: Ma il tuo lavoro ti piace?
V.: Moltissimo, ma è molto faticoso. Io poi ho anche altri interessi, faccio ricerca universitaria, ma adesso vorrei dedicarmi solo all’editoria, per recuperare un po’ del mio tempo libero.
P.: Che tipo di ricerche fai all’università?
V.: Di filosofia, sono laureata in filosofia.
P.: E la casa editrice per cui lavori ti piace?
V.: Abbastanza, qualcosa sì qualcosa no. Come tutte le case editrici.
P.: Perché non puoi esprimere tutte le tue idee?
V.: Più che non posso, me le tengo dentro, ma sbaglio: ho visto che anche le critiche possono essere apprezzate.
P.: Quanti anni hai, Victoria?
V.: Ventisette.
P.: È vero che scrivi canzoni?
V.: Canzoni?…
P.: Sì, una volta ti ho chiesto se scrivessi dei pezzi e tu mi hai detto di sì.
V.: No! “Pezzi” per me sono frammenti, cose brevi! Hai detto “pezzi” e io l’ho agganciato subito a “frammenti”!
P.: Ah, ok, non ci siamo capite… per me, invece, un “pezzo” è una “canzone”… Senti, mi dici una cosa di te che… non un segreto, ma qualcosa che ti rappresenti…
V.: Mmm… è difficile! Il blog mi rappresenta tutta… Ecco, una cosa di cui pochi si accorgono all’inizio è la durevolezza dei miei sentimenti.
P.: A tutti i livelli?
V.: Sì, amicizia, amore… sono amica di tutti i miei ex, frequento le vecchie amiche… Per me i rapporti continuano sempre.
P.: Ora puoi farmi una domanda. Io, però, potrei non risponderti.
V.: Di dove sei?
P.: Questo non te lo posso dire…
V.: Allora ti chiedo un’altra cosa: ci verresti a fare shopping con me?
P.: Shopping? Perché shopping?
V.: Non so, la tua voce mi ispira questo, un giro per Roma, un tè, negozi, librerie…
P.: Davvero la mia voce ti fa pensare allo shopping? A me non piace molto andare per negozi. Però un tè, qualche libreria… va bene.
V.: Va bene, i negozi li scegli tu!
P.: (rido, sorrido anche ora che lo scrivo…) Ok, tanto ci scriviamo. Però mi devi spiegare meglio cosa pensi della mia voce.
V.: Mi piace, è troppo carina! Però è un po’ contrita, non esprimi tutto…
P.: Pensi che non esprimo tutto in questa intervista o credi che sia sempre così?
V.: Non so, forse per quello che mi hai scritto, si sente che c’è qualcosa, pensieri che ti permeano il tono della voce…
P.: … senti, io adesso trascrivo l’intervista, spero di farcela per oggi (è venerdì, sono le sette e mezza di sera). Il problema è che devo uscire…
V.: Ma le interviste in genere escono il venerdì, vero?
P.: Sì. Se Luccone non avesse tergiversato… Comunque la trovi o stasera o domani mattina. Al massimo stasera ci sarà un post vuoto.
V.: Che bella questa cosa dell’intervista… Va bene, tanto io stasera torno tardissimo…
P.: Che fai?
V.: Vado a teatro.
P.: A vedere cosa?
V.: Non so, forse Gioele Dix. Mi aggrego a delle altre persone, siamo tanti…
P.: Ok, buona serata. Ciao!
V.: Ciao, pregiatina, ciao!
 
Come avrà fatto la pregiatina a convincermi? Ora comincio a capire perché sono in tanti a voler essere intervistati da lei… Dico solo che ieri sera ho cominciato a tradurre alle 23:45 e che dopo dieci minuti dormivo. Tutta la notte con il pc acceso e le finestre spalancate. Brbrbr.
Conobbi Victoria, che impressione chiamarla così!, a uno dei tanti corsi a pagamento (attenzione Baraghini li fa gratis) che si fanno in giro per imparare qualcosa dei funzionamenti editoriali. Senza nemmeno sapere come fosse fatta, dialogavamo via email e per me poteva essere un volto o un altro, ci siamo dati appuntamento alla metro Cipro per andare, non ricordo a fare cosa, all’agenzia letteraria (si fa per dire) che organizzava il corso e che almeno, prima di sbagliare a selezionare il destinatario di unXemail (domanda, maschile o femminile?) mi pagava profumatamente. Da quel giorno, ogni volta che m’ha visto, e non sono state poche, casuali e no, Bruno Fontana, il direttore di quell’agenzia e quello che ricevette l’email non diretta a lui, mi ha visto con *****, pardon Victoria, che quindi per lui è la mia fidanzata. E in questa piccola porzione di realtà lo è davvero.
Il fidanzato vero di Victoria, M., è una persona eccezionale, ci conosciamo solo telefonicamente e sono almeno due anni che ripromettiamo di vederci. L’ultima volta ci siamo andati vicino. A proposito ho in mente di farci una mangiata di kebab tutti insieme, voi del blog dico, io però non so se verrò, al mitico posto a via Merulana. La prossima settimana.
Ah, alle botteghe fateci un salto. E compratevi il libro di Schulz. Tra i migliori venti di tutti i tempi.

11 Risposte to “”

  1. anonimo Says:

    miiiiinchia, quasi mi scappa una lacrima!
    voi non sapete quanto sono belli luccone e ##### insieme…
    luccone, sei un bastardo, il kebab la prossima settimana che io sono a Torino!
    buonanotte. Ric

  2. luccone Says:

    potrei esserci pure io a torino. c’è una via merulana lì?

  3. stolat Says:

    Mi sono emozionato come se avessi letto un’intervista a Bruce Springsteen, non scherzo! Vic esce alla grande da queste righe, leggendole sembra di sentirla parlare. Chi ci ha parlato almeno una volta sa cosa intendo.

  4. luccone Says:

    Zzzzzzzz

  5. anonimo Says:

    solo per amore della precisione.
    la plath pubblicò the bell jar con lo pseudonimo di victoria lucas.

    elvira

  6. VictoriaLewis Says:

    Ci sono varie versioni, alcuni riferiscono lewis

  7. VictoriaLewis Says:

    Luccone non ronfare! A via Merulana si va tra due settimane te compreso. Saluti e sorrisi (che meravigghia ste foto!)
    PS Grazie Ric

  8. anonimo Says:

    Schulz tra i migliori venti di tutti i tempi. Ti va di di rivelarci almeno i primi dieci? Mi piace vampirizzare la passioni altrui.
    G.

  9. anonimo Says:

    senza ric non si può fare. bisogna aspettarlo.

    preg.

  10. anonimo Says:

    La foto di sinistra mi ha subito evocato questo quadro (http://ospitiweb.indire.it/~copc0001/postmoderno/condizione_postmoderna.htm) che peraltro mi fa pensare molto a Ms Lewis come la “leggo” sul suo blog: un’immagine di forza e leggerezza insieme, la roccia la rocca il cielo le nuvole il mare… Ottavia

  11. anonimo Says:

    grazie, ottavia. non lo conoscevo, è molto bello.
    però mi inquieta.

    preg.

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