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Dentro Gola Profonda e i modi di dire

«È cambiato tutto.» Si dice sempre così quando il discorso cade sulla Golden Age dei genitali in pellicola 35mm e si incappa una volta di più nel grossolano errore di sempre: la pornografia dentro il discorso piuttosto che fuori. Le giovani performers modellate da bisturi e silicone che nelle ultime sequenze del documentario firmato dalla coppia Bailey/Barbato guardano in macchina e dichiarano di non aver mai visto Deep Throat fanno parte della generazione Vivid, Wicked, Private, Platinum X, Red Light District, VCA. Improprio etichettarle come le nipotine di Linda Lovelace. Sono le starlettes dell’Eldorado hard di questo millennio, un business che (alla faccia dei bigotti e dei latrati dell’amministrazione Bush) nel 2004 ha dato origine a un volume d’affari di dieci miliardi di dollari, come ha rivelato recentemente Paul Fishbein, boss di A.V.N., alla rivista francese Hot Video.
Lontano il 1972 di Gerard Damiano (aka Jerry Gerard), ex parrucchiere del Queens reinventatosi filmaker in un’epoca in cui negli ambienti della controcultura e della contestazione si auspicava una normalizzazione culturale della pornografia guardando ad essa come a un fattore trascinante per la rivoluzione sessuale. L’età di Radley Metzger e Annette Haven, di Cecil Howard e dell’O’Farrell Theater di San Francisco, del matrimonio in convalescenza dopo la botta ricevuta dal libero amore, della Corte Suprema tra le grinfie di Nixon e anche della mafia italoamericana (Louis Peraino & Co) che si butta nell’affare generato dal più famoso lungometraggio hard della storia.
Gola Profonda: 600 milioni di dollari d’incasso contro i 25.000 bigliettoni spesi per realizzarlo in Florida (nella magione di un sedicente conte libertino) e in appena sei giorni di riprese nel gennaio del ‘72. Prima proiezione pubblica al New World Theater di New York. Lunghe code davanti ai cinema. Frank Sinatra ne acquista una copia da proiettare tra le mura domestiche. Jackie Onassis e Truman Capote vanno a vederlo. Johnny Carson ne parla. Bob Hope ne parla. Il New York Times ne parla. Gli intellettuali vaneggiano di “Porno Chic”. I maniaci religiosi insorgono. Un po’ di gente trova un impiego pagato in nero contando gli spettatori per Cosa Nostra o partecipando alla distribuzione nei diversi Stati. La polizia fa quel che può, ovvero blocca le proiezioni, spacca tutto, effettua degli arresti. Harry Reems, protagonista maschile preso di mira dai giudici federali come capro espiatorio, rischia cinque anni di galera (in alcune immagini di repertorio lo vediamo insieme a Jack Nicholson e Warren Beatty) e cade nella spirale dell’alcolismo. Linda Lovelace (New York, 1949-Denver, 2002), all’anagrafe Linda Susan Boreman, diventa una celebrità, tuffa il naso nella coca e nel 1981, passato da un pezzo il momento magico, prova a reinventarsi fervente religiosa, femminista convinta, pornostar redenta: “Quando guardate il film Gola profonda, mi guardate mentre mi stuprano, è un crimine che il film sia ancora proiettato; c’era una pistola puntata alla mia testa in ogni momento”. Qualche anno su questa strada, poi un pietoso tentativo di comeback e di nuovo il baratro del dimenticatoio.
Un’avventura rocambolesca, divertente e drammatica al tempo stesso, di sicuro più grande dell’esile canovaccio (medico buontempone che localizza il clitoride nella trachea della paziente) e delle indubitabili carenze tecniche della troupe che ci lavorò su. Per raccontarla ora, a tre decenni di distanza, c’è Inside Gola Profonda, non-fiction proposta dal produttore Brian Grazer a Fenton Bailey e Randy Barbato, autori di Monica in black and white (sul caso Lewinsky) e Party Monster, interpretato da Macaulay Culkin.
“Gola Profonda innescò una sorta di reazione a catena” sostiene Grazer. “perché accanto all’enorme quantità di gente che voleva vedere il film e che lo amava, c’era un’altrettanto grande quantità di persone, soprattutto tra le autorità politiche e legali, che voleva che il film venisse tolto dalle sale, e questo aprì un dibattito nel paese.”
Curiose, anzi inquietanti le non poche similitudini tra l’America attuale e quella di ieri sul piano della repressione Gerard Damianoculturale finalizzata a dirottare l’attenzione dell’opinione pubblica lontano dai veri mali a stelle e strisce.
Presentato nella sezione “Panorama” al 55° Festival di Berlino (la voce narrante della versione originale è quella di Dennis Hopper), il film si avvale di contributi eccezionali scelti tra oltre 800 ore di interviste: Wes Craven che conferma le voci su un suo apprendistato nel porno, gli scrittori Norman Mailer e Gore Vidal, il boss di Playboy Hugh Hefner e il suo sempre combattivo rivale Larry Flynt, Erica Jong e Camille Paglia. Damiano, oggi felicemente a riposo, racconta come gli venne in mente di rendere sullo schermo l’orgasmo femminile attraverso la tecnica kubrickiana del jump-cutting: primi piani della Lovelace alternati a fuochi d’artificio e alla sequenza sminuzzata di un razzo in fase di decollo. Personaggi grandi e piccoli della vicenda riferiscono aneddoti, sparano battute, tornano con la memoria al clima sociale dei ’70: femministe pro-pornografia, femministe contro; cazzo e clitoride, Vietnam e Watergate.
Un anno e mezzo di lavoro in sala di montaggio si vede tutto: ritmo, musica, immagini suggestive rendono Inside Gola Profonda un’opera bella e importante quanto Boogie Nights di Paul Thomas Anderson e Larry Flint di Milos Forman. Ideale compendio al saggio di Piero Calò e Giuseppe Grosso Ciponte: Gola profonda- La pornografia prima e dopo Linda Lovelace (Lindau, 2002) e preludio all’imminente arrivo del Dvd del film di Damiano distribuito in Italia da Dolmen Home Video.

Nino G. D’Attis, tratto da http://www.blackmailmag.com/

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