Archive for novembre 2005

30 novembre 2005

L’intenso carteggio tra Aleramo e Campana

Chiudo il tuo libro,
snodo le mie trecce,
o cuor selvaggio,
musico cuore…
con la tua vita intera
sei nei miei canti
come un addio a me. 
Smarrivamo gli occhi negli stessi cieli,
meravigliati e violenti con stesso ritmo andavamo,
liberi singhiozzando, senza mai vederci,
né mai saperci, con notturni occhi.
Or nei tuoi canti
la tua vita intera
è come un addio a me.
Cuor selvaggio,
musico cuore,
chiudo il tuo libro,
le mie trecce snodo.

Sibilla Aleramo a Dino Campana, Mugello, 25-7-1916

 
In un momento
sono sfiorite le rose
i petali caduti
perché io non potevo dimenticare le rose
le cercavamo insieme
abbiamo trovato delle rose
erano le sue rose erano le mie rose
questo viaggio chiamavamo amore
col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
che brillavano un momento al sole del mattino
le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
le rose che non erano le nostre rose
le mie rose le sue rose. 

 
Dino Campana a Sibilla Aleramo, 1917 

Un viaggio chiamato amore
Lettere 1916 – 1918

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28 novembre 2005

Danubio

"sono soltanto uno scrittore: e, come il danubio, trasporto imparzialmente cadaveri e fiori".
(paul morand)

28 novembre 2005

Tentami tu

Tentami tu,
il traguardo di Dio è perverso
è la lamentazione amorosa
assolutamente priva di baci.

Alda Merini, Respiro di vita

27 novembre 2005

Si dice che resusciti i morti

Metti, o canora musa, in moto l’Elicona
e la tua cetra cinga d’alloro una corona.
Non già d’Eroi tu devi, o degli Dei cantare
ma solo la Minestra d’ingiurie caricare.
Ora tu sei, Minestra, dei versi miei l’oggetto,
e dirti abominevole mi porta gran diletto.
O cibo, invan gradito dal gener nostro umano!
Cibo negletto e vile, degno d’umil villano!
Si dice, che resusciti, quando sei buona, i morti;
ma il diletto è degno d’uomini invero poco accorti!
Or dunque esser bisogna morti per goder poi
di questi benefici, che sol si dicon tuoi?
Non v’è niente pei vivi? Sì! Mi risponde ognuno;
or via su me lo mostri, se puote qualcheduno;
ma zitti! Che incomincia furioso un tale a dire;
ma presto restiamo attenti, e cheti per sentire:
“Chi potrà dire vile un cibo delicato,
che spesso è il sol ristoro di un povero malato?”
È ver, ma chi desideri, grazie al cielo, esser sano
deve lasciar tal cibo a un povero malsano!
Piccola seccatura vi sembra ogni mattina
dover trangugiare la “cara minestrina”?

Giacomo Leopardi, A morte la minestra

24 novembre 2005

I lati di Scurati

Vitaliano Caccia ci massacrò a colpi di arma da fuoco il 18 giugno 2001, tre giorni prima del solstizio d’estate. Ci sterminò con una pistola semiautomatica, modello Beretta Centurion, calibro 9 per 19, sparandoci a sangue freddo e a bruciapelo. Il primo colpo fu esploso alle 8.46 antimeridiane, l’ultimo sette minuti più tardi.
A terra rimasero sette miei colleghi, quattro uomini e tre donne, sei docenti di ruolo più un insegnante precario con incarico annuale, un supplente.
In piedi rimanemmo soltanto io e lui. Lui l’assassino, io il sopravvissuto. Unico superstite, lasciato indietro a contare i morti e a maledirsi per non essere nel loro numero. A dannarsi per aver prediletto questo figlio bello e sciagurato con tanta capricciosa ostinazione da non aver scorto i suoi piedi caprini, da non aver mai intuito dietro alla sua noncuranza la spietata neutralità della natura riguardo agli affanni delle creature, da non aver mai udito nelle sue diuturne sonnolenze gli echi delle forre, delle grotte, delle caverne e di tutti gli altri luoghi selvaggi in cui erigeva i suoi santuari, da non aver mai scorto la testolina cieca della tenia cannibale che gli scalpitava negli intestini fare capolino da sotto la pelle tesa del suo ventre piatto.

Antonio Scurati, Il sopravvissuto, incipit, Bompiani

24 novembre 2005

Artisti musicali e scrittore corrispondente

Qui ho trovato questo divertente tentativo di accoppiamento. Commenti? altre idee?

AC/DC–Julia Child
Alice Cooper–Stephen King
Tori Amos–Alice Walker
Björk–Italo Calvino
Kate Bush–James Joyce
The Beatles–Roald Dahl
David Bowie–J.G Ballard
Jeff Buckley–Frank O’ Hara
Captain Beefheart–Allen Ginsburg
Johnny Cash–Carl Sandburg
Nick Cave–William Faulkner
The Clash –Hunter S. Thompson
Leonard Cohen–John Updike
Elvis Costello–William Shakespeare
Cream–Jane Auel
Crosby, Stills, Nash & Young–John Steinbeck
The Cure–William Gibson
The Doors–Jack Kerouac
Bob Dylan–Ernest Hemingway
The Eagles–Tom Wolfe
Mark Eitzel–William Carlos Williams
The Flaming Lips–Shel Silverstein
Fleetwood Mac –J.K. Rowling
Peter Gabriel–Ray Bradbury
Marvin Gaye–Maya Angelou
Green Day–Dan Brown
Hall and Oates –Nick Hornby
P.J Harvey–Virginia Woolf
Jimi Hendrix–Kurt Vonnegut
Jewel–Danielle Steele
The Killers–Bret Easton Ellis
Led Zeppelin–Herman Hesse
Madonna–Anne Rice
Stephen Malkmus–Thomas Pynchon
Metallica–Clive Barker
Joni Mitchell–Margaret Atwood
Nirvana–William Burroughs
Notorious B.I.G.–Iceberg Slim
The Pixies–Paul Auster
Phish–Douglas Adams
Pink Floyd–J.D. Salinger
The Police–F. Scott Fitzgerald
Prince–Henry Miller
Public Enemy–Langston Hughes
Queen–Walt Whitman
Radiohead–Franz Kafka
Lou Reed–Truman Capote
Rolling Stones–Charles Dickens
Rush–J.R.R. Tolkien
Shudder To Think–Samuel Beckett
The Smiths–Agatha Christie
Bruce Springsteen–Norman Mailer
Steely Dan–Raymond Chandler
Sting–John Le Carre
Talking Heads–Eugene Ionesco
U2–C.S.Lewis
Van Halen–Cameron Crowe
Tom Waits–Charles Bukowski
Wilco–Mark Twain
The Who–Ian Fleming
Yes–H.P. Lovecraft

24 novembre 2005

Reading sì o no

Reading sì. Sì, perché un messaggio arriva, qualcuno, intendo qualcuno tra i pochi che vengono, chiude gli occhi e prova a immaginare. Dovrebbe leggere l’autore, colorire il testo come l’ha immaginato, e poi un autore gode quando legge sé stesso, non lo neghiamo, ma non è una condizione necessaria. Lo stesso autore può godere a sentire il suo testo letto da un altro. Verranno critiche, complimenti, indifferenza, più spesso non verrà nessuno ad ascoltare. Ma bisogna insistere. Ieri Baricco con Brunello e Marton che lo accompagnavano, o meglio lo intermezzavano (i rari momenti di voce cullata dalla musica erano comunque i migliori), ha messo in scena un lungo spettacolo piacevole rievocando i fasti di Totem o di Babele con Proust o Gadda alle 2050. Proust e Gadda.

23 novembre 2005

Il regno dell’alchimista felice

Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.
Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po’ arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.
Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po’ meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.

Banana Yoshimoto, Kitchen


La cucina è la stanza più bella della casa, l’unica alla quale mi sia veramente dedicata. L’ho progettata e costruita con le mie mani. Ho passato intere nottate a scegliere i materiali e a disegnare la forma del tavole da lavoro. nessuna cucina è una vera cucina se non ha un tavolo da lavoro, un grande piano vuoto sul quale disporre gli ingredienti, lavorarli e trasformarli in capolavori. Un piano che non ti costringa a scegliere e a fare una cosa prima o dopo un’altra, ma sul quale apprestare tutto quello che serve. Lungo una parete ho fissato tubi di metallo cromato con tanti ganci per appendere gli utensili. Sono belli, scintillanti e freddi come gli attrezzi di un meccanico. Mestoli di varie misure, coltelli, spremi-aglio, trita-prezzemolo, forchettoni. […]
Questa cucina è un regno sereno, la bottega di un alchimista felice.

Simona Vinci, La donna della scogliera

23 novembre 2005

Altre novità sullo strafalcione.

23 novembre 2005

Baricco legge la sua storia alla radio

Mercoledì 23 novembre dalle 20.30 alle 24.00 Alessandro Baricco sarà su Radio Tre per parlare di Questa storia.
Conduce la serata Michele Dall’Ongaro. Nel corso della trasmissione Baricco leggerà alcuni brani del romanzo accompagnato da Mario Brunello al violoncello e Tolo Marton alla chitarra e risponderà alle domande che arriveranno lo stesso giorno via sms (al numero 335.5634296) e via e-mail
(all’indirizzo baricco@rai.it) e a quelle degli ospiti in studio.