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Primo: la felicità

Credo che l’espressione lettura obbligatoria sia un controsenso; la lettura non deve essere obbligatoria. Possiamo parlare di piacere obbligatorio? Come? Il piacere non è obbligatorio, il piacere è qualcosa che si cerca. Felicità obbligatoria! Anche la felicità va cercata. Io sono stato per vent’anni professore di letteratura inglese all’Università di Buenos Aires e ho sempre consigliato ai miei studenti: se un libro vi annoia, abbandonatelo; non leggete un libro perchè è famoso, non leggete un libro perché è moderno, non leggete un libro perché è antico. Se un libro per voi è noioso, lasciatelo, anche se si tratta del Paradiso Perduto o del Chisciotte  che per me non sono noiosi. Ma se per voi quel libro è noioso, non leggetelo; significa che non è stato scritto per voi. La lettura dev’essere una forma di felicità, quindi io consiglierei agli ipotetici lettori del mio testamento  che non ho intenzione di scrivere  di leggere molto, di non lasciarsi intimorire dalla reputazione degli autori, di continuare a cercare una felicità personale, un piacere personale. Questo è l’unico modo per leggere.

Jorge Luis Borges, anticipazione su TuttoLibri di M. Arias, M. Hadis, La biblioteca inglese, Einaudi

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