by

Il sabato del villaggio

in un dialogo di qualche tempo fa su questo blog ero stato invitato a riconsiderare la mia posizione critica nei confronti del foglio, leggendo l’edizione arricchita del sabato. l’ho fatto. sabato ho acquistato il foglio, sono tornato a casa e, sottraendo del tempo alla riverniciatura di una libreria, l’ho letto. tutto. con attenzione. e dopo averlo letto, tutto, con attenzione, devo confessare a malincuore che la mia opinione non è cambiata. vanno riconosciute nel caso specifico due attenuanti. la prima è che siamo in piena estate, ed è possibile che anche l’integerrimo foglio di patron giuliano con l’estate attenui l’impegno e la solidità dei contenuti, come più o meno fanno tutti i giornali. la seconda attenuante è data dal fatto che il numero di sabato conteneva, a pagina 1 dell’inserto settimanale, un articolo di baget bozzo, cosa che, pur ammettendo che possa accadere (purtroppo), comunque screditerebbe qualsiasi testata. voglio pensare che si sia trattato di una casualità, anche se è difficle rimanere seri di fronte ad affermazioni come "il volto di ogni religione si misura dalle regole che impone in materia sessuale al comportamento dei suoi aderenti". se le informazioni di cui sono a conoscenza sono esatte, l’articolo di baget bozzo avrebbe avuto enormi ripercussioni anche sul mondo ultraterreno: molti testimoni sostengono infatti di aver sentito, nel pomeriggio di ieri, convulse risate provenire dalla tomba di voltaire. ma anche volendo far finta di niente di fronte alla mistica dell’eros di don gianni, le cose non cambiano granché. all’indimenticabile articolo di apertura seguono infatti: un pezzo in cui si dà conto del lavoro di una squadra di polizia, specializzata nei delitti di cui sono vittime i gay romani in cerca di marchette alla stazione termini (con un tono che a tratti sembra irrispettoso – ma forse è solo un’impressione – come quando l’autore scrive: "succede che il marchettaro preso dalla foga trasformi la prestazione sessuale in un gioco pesante, leghi il malcapitato e lo faccia fuori per portargli via quelle poche cose accumulate in una vita integerrima al ministero o alle poste"); un originalissimo articolo sui premi letterari, in cui si finge (arguta trovata!) di riportare gli appunti di un critico sommerso di libri da giudicare e di telefonate degli uffici stampa (viene da chiedersi perché questo critico, vero o immaginario che sia, abbia accettato, come dichiara, di fare il giurato in cinque premi letterari, invece di trovarsi un tranquillo impiego al ministero o alle poste); un irrinunciabile ritratto di bettega, l’agnello della triade bianconera; un ampio reportage in cui si denuncia, con un certo tono irridente, come la rivoluzione anarchica che infiammò barcellona nel 1936 sia diventata un’occasione per fare soldi, attraverso un tour, organizzato dall’amministrazione della città, alla riscoperta dei luoghi della rivoluzione (ma anche a via della conciliazione si vendono i santini del papa e della madonna, e non sembra che nessuno, neanche il vaticano, abbia mai ironizzato o gridato allo scandalo per questo); poi un’onesta inchiesta sulla città di piacenza e il suo rapporto con la politica e un articolo in cui un giornalista siciliano trapiantato a roma (e che per questo, forse, conserva un’immagine idealizzata della propria terra) tesse le lodi della gestione del palermo calcio da parte del presidente zamparini, consegnando il ritratto di una rinascita dovuta a onesto lavoro e intelligenza imprenditoriale (ma, se è vero che il dubbio è l’anticamera della verità, sarebbe lecito almeno domandarsi perché il piccolo palermo senza truffare abbia ottenuto più della piccola lazio, che per aver truffato è stata punita). infine qualche recensione di libri, come se ne leggono tante, qualche triste recensione di film, qualche vignetta incomprensibile o, se comprensibile, intrisa di luoghi comuni. la sensazione, in fin dei conti, è quella di un supplemento culturale che si diletta nel fare il bastian contrario, nel bacchettare chierici e laici chiedendo a entrambi di sorridere e sbattere il bicchiere con chi li bacchetta, che trasuda lussuria e provincialismo, che distrugge idee ma non sa proporle, che partecipa ai banchetti mangiando voracemente e poi sputando nel piatto (allora meglio astenersi): un supplemento che è la coerente appendice dell’integerrimo foglio che lo ospita. altro che macrosistemi! per la cronaca: avendo letto tutto il foglio con attenzione, alla fine ho deciso di usare la carta, più spessa di quella degli altri giornali (nota di merito), per coprire il pavimento durante la riverniciatura della libreria.

Pubblicità

Nessuna Risposta to “”

  1. luccone Says:

    io sulla carta del “foglio” c’ho disegnato il sito di oblique, è effettivamente eccezionale per le tempere.
    solo a sentirli in ordine, anche volendoli stroncare, gli articoli che hai elencato fanno venire voglia di comprare il giornale, o leggerselo gratis on line dopo le 13 (mi pare che gli altri, compresi quelli compagni non lo facciano, no?).
    insomma pur non concordando con molte analisi di trani, specie quelle sui toni irriverenti presunti, precisando che bozzo era uno dei tanti che scrivevano su un tema, voglio solo ribadire che di sabato comprando “il foglio” si entra dentro una struttura organizzata, scritta in italiano e, almeno secondo me, stimolante.
    i controaltari del “foglio” di sabato sono “alias” che a volte è tutto quello che ha detto trani per “il foglio” con cambio di coordinate, costa praticamente 2 euro, e la cui miopia, forse la peggiore che c’è, ti restituisce solo, a volte, bei bezzi, di una sottile unghia di mondo. un’unghia affilata.
    quindi consiglio #2, non a trani, che lo conosce bene, credo, è di comprare, non per un solo sabato, e non d’estate che s’è tutti più magri, “alias”.
    le mie domeniche invece sono dilettate oltre dalla “domenica” del “sole 24 ore” dalla “repubblica” che nei paginoni centrali propone articoli lunghi lunghi a tema. spesso pure se il tema non mi piace o ne so già abbastanza mi getto nella lettura. che belle le foto grandi.
    immagino le pagine della cultura, la terza, quarta, quinta, sempre così. sai che spasso ogni giorno.
    e poi da quando m’hanno chiesto pure cheever ho capito che o hanno finito le cartucce o forse quando lo spazio è tanto anche i pesci piccoli rimangono nella rete.
    abbraccio trani per essersi prestato e lo ringrazio dell’ampio sorriso con cui mi fa iniziare questa mattina. a tutti gli altri dico di aprire la bocca e di dire la loro.

  2. anonimo Says:

    Sarò di parole povere e decise. Alias ha spaccato la minchia da un po’. Ha degli ottimi collaboratori soprattutto per le pagine dedicate ai libri, ma tutto ciò che c’è attorno lo trovo poco attraente. Molto più centrate sono le pagine della domenica di Repubblica (concordo con Leonardo) e La Domenica del Sole 24 ore, che per me tra l’altro ha il critico di cinema migliore che ci sia. Sul Foglio e la sua fogliata che dire, penso siano molto attenti, meno puzzoni e cervellotici di Alias. Ma secondo voi si è capito che Il Foglio recensisce Castelvecchi e alias no??

    Io sto per partire per il Portogallo, e niente, buone vacanze e spero che tutto vi vada bene, ma tutto tutto…
    Vittorio

  3. VictoriaLewis Says:

    Alias è tremendo, non mi va di fare nomi di chi ci scrive ma veramente gente senza qualità.
    Il sole 24 ore resta il primo inserto culturale italiano.
    Sul Foglio concordo con luccone, viene ancora più voglia di comprarlo.
    Repubblica domenica mi sembra un’accozzaglia di marchette, tale e quale a TTL di sabato quindi se leggo quello (che almeno è più completo e mi serve a capire come stanno lavorando gli uffici stampa) posso fare a meno di quell’altro.
    Il peggio di tutti però resta il corriere magazine, qualunque argomento tocchi, soprattutto qualunque argomento tocchi d’orrico.

  4. luccone Says:

    sì, ma le marchette le diamo per inalienabili…
    il pezzo sui bastoni della aspesi mi è piaciuto.

  5. VictoriaLewis Says:

    Dimenticavo che sul cinema concordo con Vittorio: Escobar è un grande (anche se mi piace altrettanto Guzzano, che scrive su City).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: