Archive for 2 aprile 2007

2 aprile 2007

Meno Malo

malo è un piccolo comune del vicentino che conta poco più di tredicimila abitanti. ne conta ancor meno nel 1922, quando dà i natali a luigi meneghello. trascorrono una quarantina d’anni e la cittadina diventa protagonista di libera nos a malo, romanzo d’esordio che consacrerà meneghello come uno dei maggiori scrittori del novecento italiano. meneghello è stato ieri ospite brillante di che tempo che fa. qualsiasi cosa si pensi di fabio fazio, e di quel modo di fare a volte stucchevole, da matricola a colloquio con il rettore, non si può non riconoscergli la capacità di fare una televisione che sa essere contemporaneamente di servizio e di intrattenimento, lieve e sostanziale, riflessiva e divertente. insomma, meneghello in tivù nella prima serata non è una cosa da poco, e il suo sottile umorismo, la sua pacata disponibilità sono un sollievo per lo spirito.

2 aprile 2007

Bianco sintetico

Suonavo Beethoven e mi masturbavo. Suonavo Mozart e mi masturbavo. Suonavo Haydn, Schumann, Schubert, e mi masturbavo con la sua immagine davanti agli occhi. Perché non potevo dimenticare quei seni, i seni maturi, i capezzoli, come me li stringeva intorno al cazzo e mi accarezzava così. Un altro particolare. L’ultimo, e smetto. Sto diventando un po’ tecnico, ma questo è importante. Questo era il tocco che la rendeva un capolavoro di volupté. Consuela è una delle poche donne che ho conosciuto che vengono spingendo la vulva in fuori involontariamente come il corpo tenero, indiviso e schiumante di un mollusco. La prima volta fu una sorpresa. La tocchi e ti sembra una cosa dell’altro mondo, una creatura che viene dal mare.  Come se fosse imparentata con l’ostrica o la piovra o il calamaro, un essere che vive a miglia e miglia di profondità e che risale a chissà quanti eoni fa. Normalmente tu vedi la vagina e la puoi aprire con le mani, ma nel suo caso sbocciava come un fiore, quella figa che da sola emergeva dal suo nascondiglio. Le labbra interne venivano estroflesse, si gonfiavano verso l’esterno, e quel turgore viscido e setoso è molto eccitante, stimolante da toccare e da vedere. Il segreto estaticamente svelato. Schiele avrebbe dato un occhio della testa per dipingerla. Picasso l’avrebbe trasformata in una chitarra.
 
Philip Roth, L’animale morente, Einaudi