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Armoniche disarmonie

Tempo fa, mentre nel mio giardino il dolce profumo dei lillà si confondeva con quello dei mughetti in una soave fragranza primaverile, venne da me un amico e, fatta qualche osservazione su quell’aroma delizioso, si accese disinvoltamente una sigaretta. Ora gli odori non si fondevano più a formare una consonanza, da una parte i fiori, dall’altra un odore acre di fumo di tabacco, estranei e quasi ostili l’uno all’altro. Eppure io li percepivo entrambi, ciascuno per sé; la mia attenzione si concentrava ora sui fiori, ora sulla sigaretta, senza tentare una fusione e senza neppure sentirne la necessità. Le percezioni olfattive differenti coesistevano piacevolmente, ma senza integrarsi.
    Dopo un poco lasciammo il giardino. Durante la passeggiata passammo davanti a due chiese; attraverso la porta aperta di una si udiva il suono dell’organo e il coro, mentre nell’altra risuonavano solenni i rintocchi delle campane. Quest’ultimo suono non si accordava con quello del coro e dell’organo né nel tempo né nell’armonia o nella tonalità. Eppure la loro coincidenza era profondamente bella e commovente. In modo consapevole, solo a metà percepivamo che qualsiasi adeguamento dei tempi, delle tonalità e delle armonie avrebbe affievolito la potenza tridimensionale di quella discordanza irrisolta.

Curt Sachs, Le sorgenti della musica, trad. it. di Marina Astrologo

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