Archive for 16 maggio 2007

16 maggio 2007

L’incontro col talento

[…] the authors who spoke most directly to my sensibilities in the 1960s were Doris Lessing and Elizabeth Bishop, whose poetry I admired most until I encoutered Sylvia Plath. When I read Plath’s Arial after completing my doctorate in 1965, this supremely gifted, iconoclastic writer became my favourite poet. I cherished her work along with Lessing’s Golden Notebook and a growing pile of small press Beat paperbacks I found in Greenwich Village at the Eight Street Bookshop, books like Dinners and Nightmares by Diane Di Prima, and Kaddish by Allen Ginsberg, both of which brilliantly described women’s live closer to home.

Ann Charters

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16 maggio 2007

Classifiche e tempi che cambiano. Gli editori diventano un mercato di frutta marcia 

I Fratelli Karamazov, certo, vendettero, alla morte di Dostoevskij, in tutta la Russia, qualche migliaio di copie, molte ma niente al cospetto della popolazione russa dell’epoca; ma se anche dovessimo reputare quel dato paragonabile a un bestseller di oggi, come pensa Alfonso Berardinelli (lo cito reputandolo uno tra i critici più intelligenti, mio malgrado) sostenendo che ogni grande libro è stato un bestseller, ne ricaveremmo che nell’Ottocento un bestseller erano i Karamazov mentre oggi da noi lo sono Pulsatilla o Melissa P e quindi che un russo dell’Ottocento, nella società zarista, era intelligentissimo, e un italiano del XXI secolo, nella democrazia di mercato, è un coglione.

Massimiliano Parente, “Genuflessi alle classifiche”, Libero, 4 maggio 2007

16 maggio 2007

Cicciabomba e cicciobombo

respiro a fatica, ho un dolore nel petto, un argomento, bevi sempre troppo, accompagno pesantemente il movimento della mano, la solita difficoltà nel fare i gesti più semplici,

cicciabomba, cicciabomba

un altro fulmine, un bel neon che divide in due l’oscurità, trovo la cassetta, un tuono, l’oscurità ruggisce, non mi stupirei se il mare si fosse scambiato di posto col cielo per rovesciarsi sulla terra, vado avanti, mi sembra di guidare sul cielo, su una strada che continua nelle tenebre all’infinito, metto la cassetta nell’autoradio, spingo il tasto del riavvolgimento veloce, un graffio nel silenzio, un argomento di conversazione nell’autogrill,

guarda quella cicciona ubriaca persa

Dulce Maria Cardoso, Le mie condoglianze

Cicciobombo credeva di avere un certo controllo delle sue passioni, vero quanto io sono in grado di controllare satiri e muse. Mio padre non era né bello né brutto, anche se in fondo una mancanza di bellezza è una specie di bruttezza, ma a sentire lui questo non lo preoccupava perché anche Socrate era brutto. Si metteva davanti allo specchio e diceva a mia madre, che si stava ancora asciugando dopo la doccia: “Nel Simposio si dice che Socrate avesse il naso schiacciato e una bella panzetta”. Non aggiungeva altro, ma lasciava a mia madre e, inconsapevolmente, a me, il compito di evincere il significato.

Percival Everett, Glifo