by

Banzai

come ai tempi dei faraoni giunse la grandine a devastare i campi, così la settimana scorsa è arrivata, dopo trepidante attesa (schiatterà il maghetto oppure il cazzutello sopravviverà?) la settima, e forse ultima puntata della saga di harry potter. il pubblico in delirio si è riversato in libreria per non mancare all’evento, ma l’entusiasmo ha raggiunto proporzioni tali che nessuno s’è accorto che andava a comprare l’edizione inglese. già, perché è proprio questo che dice la classifica di vendita del fine settimana riportata dall’almanacco dei libri di repubblica, dove al primo posto troneggia senza avversari harry potter and the deathly hallows, editore bloomsbury. eppure intellettuali, sociologi, pubblicitari, calciatori, veline, tutti sono d’accordo da anni nell’affermare che i consumatori non sono così stupidi come sembrano. dunque, il fatto che la gente abbia comprato harry potter in inglese significa che davvero vuole leggere harry potter in inglese. quando qualche anno fa berlusconi propugnava con enfasi le tre “i” – “inglese”, “internet” e… beh, la terza non me la ricordo perché nel frattempo dev’essere diventata obsoleta, diciamo allora “ipod” – l’italia era ancora il bel paese caro a mario soldati, dove il pc era il partito comunista e il pin era un personaggio del calvino. ma nel giro di pochi anni – e la vicenda di harry potter sta chiaramente a dimostrarlo – si sono fatti passi da gigante, tanto che l’inglese è diventato lingua nazionale e l’italiano si è ridotto ahimè, con grave scorno del manzoni, a una lingua morta. io che vivo in un quartiere popolare e multietnico, in cui il negoziante di cianfrusaglie cinese, il fruttivendolo bengalese, la badante rumena, l’operaio ucraino, il cuoco filippino, il ristoratore sardo e la cassiera calabrese, per comunicare con noi indigeni non usano l’inglese, ma l’italiano, io appunto stento a credere alla portata di questa svolta. eppure i fatti parlano chiaro, al punto che castelvecchi, per lanciare in grande stile il suo ultimo capolavoro, ha scelto il titolo “sdraiami”, che suona decisamente britannico, anziché il più corretto “coricami”, a dimostrazione che anche l’editoria romana, pur nel suo tradizionale provincialismo, avverte il vento del cambiamento. ah, tempi di vacche magre si annunciano per i traduttori dall’inglese, che saranno costretti a reinventarsi il mestiere: alcuni, i più fortunati, andranno a fare i medium, traducendo la lingua dei morti, gli altri finiranno autisti di autobus – qual è la differenza tra un normale autista e un autista trambus? che l’autista trambus conosce l’italiano, la lingua morta con cui si scrivono gli articoli di legge, e sa interpretare e tradurre parole come “obliterare” e “ammenda”. anyway, è tempo che anch’io, che come un vecchio relitto continuo a usare l’italiano, me ne faccia una ragione, per non rischiare di finire come quei soldati giapponesi impegnati a combattere una guerra chiusa ormai da trent’anni.

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39 Risposte to “”

  1. donnavidens Says:

    LA terza “i”, a giudicare da quello che abbiamo sott’occhio, doveva sicuramente stare per “inguine”.

  2. valentininina Says:

    E che vive a piazza Vittorio Emanuele dottor Trani?

    Ho visto la recensione di “Sdraiami” su “Termini”, il giornale a distribuzione gratuita della stazione (hai visto i nuovi treni di Tranitalia? ahahahah). Tra Harry Potter e frustrazioni sessuali noi italiani siam ben messi. A questo punto potrei scrivere anche io un libro: “Picchiami scemotto”.

    Vale

    ps. senza un mio commento ti saresti attapirato, lo so. 🙂

  3. anonimo Says:

    grande Trani! non posso più fare a meno della tua rubrica del Lunedì.

    Riguardo al mago di merda (Guzzanti docet), qui alla Fnac non vende niente. Forse perché abbiamo aperto dopo l’uscita. E dopo l’uscita questo libro qua non ha più senso comprarlo. Devi fare la fila, se no che senso ha..
    Vi abbraccio
    Vittorio

  4. fmnassisi Says:

    assolutamente, never without trani!
    mdm è una peste che forse ha smesso di infestarci, ma qualcuno mi ha detto che alla fine non solo non muore, ma prolifica copiosamente… e questa secondo me è una minaccia che ha il vago sapore di certezza…
    evviva fnac che non si piega all’occhialuto mdm!

  5. anonimo Says:

    a piazza Vittorio gli stranieri bivaccano. e rubano. nel mio quartiere invece lavorano. in proporzione lavorano più degli italiani, che preferiscono figliare e occupare i marciapiedi con le loro larghe natiche all’amatriciana.
    tracciando una linea retta che passi per il centro, dovrei trovarmi esattamente nel punto opposto della città rispetto al luogo in cui sorge la nuova Fnac. il che non mi impedirà di farci un salto prossimamente, sicuramente prima di andare a svaligiare quella di Valencia.
    Ric
    P.S.: in fondo mi dispiace che questo mio post abbia scatenato strali contro Harry Potter, che, non lo nascondo, personalmente invidio molto per i suoi poteri.

  6. valentininina Says:

    Io lo invidio per la montatura degli occhiali (di Harry Potter ho visto, neanche letto, un trailer).

  7. grassi Says:

    poverino harry potter, c’è di peggio in giro, molto peggio…

  8. donnavidens Says:

    ma infatti il nanetto è simpatico, da quando poi si è svezzato sessualmente…

  9. valentininina Says:

    Harry Potter che limona? Secondo me ha letto l’ultimo di Cooper prima…

  10. donnavidens Says:

    L’ultimo di Cooper? Quello di dennis cooper, dici?

  11. anonimo Says:

    La terza i sta per (sigh!) ‘impresa’…

    s.

  12. anonimo Says:

    La Rawlings, con Michele Mari, Tacito e S. Giovanni Evangelista, è il solo autore di cui abbia letto l’opera omnia (ma Tacito impendeva come un obbligo scolastico).

    Della Rawlings ho ammirato fra l’altro come, divenuta ricca sfondolata, si sia subito procurato un bel marito quindici anni più giovane.

    Ipofrigio

  13. valentininina Says:

    @donnavidens: No, Cooper l’editore. Il libro s’intitola “Il nostro sesso. Come farlo bene”.

  14. luccone Says:

    nella mente di alberto castelvecchi (non è difficile immaginare il suo sorriso compiaciuto) quel libro si chiama “strajame”. è tutto molto piccolo, molto romano.
    diranno loro: è in classifica. e ciò va bene. vittorio come si sta dal di fuori? che ti viene in mente quando vedi quello che succede a castelvecchi ora che sei distaccato?

  15. anonimo Says:

    Risposta difficile. Ci vorrebbe un pranzo, una cena, una birra. Tempo. Sintetizzando, mi sembra che la barca contunua a navigare come prima. O no?

    ps. In libreria si sta benissimo

  16. luccone Says:

    è presto per dirlo. beh è ora che tu cominci una rubrica tutta tua dentro il cerchio. che ne dici di “in libreria”. quello che succede, richieste pazze o sconclusionate…

  17. donnavidens Says:

    @valentinina; luccone: io ho letto Sdraiami e l’ho trovato carino, un po’ libricino, un po’ piccolino certo. Ma carino. Scritto con intelligenza, con un bell’italiano che non guasta e che non è così frequente. Una lettura da seconda serata, senza pretese, che non ammicca al lettore facile d’erezione. Un romanzetto rosa che vira al fucsia e non si dà arie da segreto rivelato.

  18. luccone Says:

    alberto castelvecchi infatti scrive bene.

  19. donnavidens Says:

    Io credo che, al massimo, possa aver imboccato l’indice.

  20. anonimo Says:

    “in libreria” per Vittorio è veramente riduttivo. io la nuova rubrica la chiamerei “maccaroni”.
    Ric

  21. luccone Says:

    quando prenderò il libro in mano (da quando non c’è vittorio non sono arrivati i libri castelvecchi) subito saprò.

  22. donnavidens Says:

    attendo con ansia conferma al mio presentimento.

    Poi, c’è da dire che Berarda è una donna spiritosa e letterata…

  23. anonimo Says:

    va bene per la rubrica. Ve ne do una per antipasto: è arrivato uno e mi ha chiesto l’ultimo di Aristotele! Io gli ho dato Sdraiami…

  24. anonimo Says:

    una perfetta applicazione della logica aristotelica.
    Ric

  25. fmnassisi Says:

    allora verrò da fnac e ti chiederò Sdraiami. Vediamo cosa ne uscirà…

  26. grassi Says:

    quando andiamo tutti da agustarello?

  27. fmnassisi Says:

    stasera? domani? entro giovedì vi prego venerdì parto e ritorno fra un mese!

  28. anonimo Says:

    aneddoto da libreria.
    un quindicenne si avvicina alla cassa urlando: “oh, ce l’hai ragazzo nero?”. io un po’ puntigliosa: “sì, ragazzo negro lo trovi al secondo scaffale etc.”. e lui: “oh! nun se dice negro!”.

    il momento migliore del mio anno a termini.

    rachele

  29. grassi Says:

    oltre alla gioia di aver conosciuto daniele.

  30. anonimo Says:

    compagno prezioso…
    rachele

  31. grassi Says:

    clarissa, ci racconti la tua avventura da agustarello?!

  32. anonimo Says:

    allora, agustarello si è un po’ arrabbiato perché aveva preso la prentoazione per le 21.00 e invece io avevo detto 21.30. quando sono arrivata stava per dare il tavolo a un altro! ma poi me lo ha lasciato. a parte questo inconveniente insignificante, il servizio è buono e la signora che serve è gentile. la cucina è tradizionale ma i prezzi hanno qualche pretesa di troppo per una trattoria (10 euro tutti i primi, 5 il dolce). niente carta dei vini, quelli disponibili sono esposti su un tavolo. noi abbiamo assaggiato due entipasti (buoni) e un po’ di primi (buoni anche quelli, ma i miei cavatelli erano crudi). insomma, buono, ma non il migliore in cui sia stata. in questo periodo servono solo nello spazio all’aperto e non è che ci siano tantissimi tavoli. secondo me è davvero necessario prenotare. (sembro una guida alle osterie italiane… sig)
    clarissa

  33. anonimo Says:

    che primo hai preso? cavatelli con? il dolce era la crostata di visciole?
    baci,
    elvira

  34. anonimo Says:

    ho preso cavatelli con sugo di coda. ma ho assaggiato anche non mi ricordo che pasta all’amatriciana (buona ma niente di eclatante), cavatelli con cicoria e pecorino (questi sì buoni). la crostata di visciole c’era, però io ho preso il dolce di ricotta e cioccolato (ottimo).
    ma elvira, sembra che tu conosca già il posto…
    un abbraccio,
    clarissa

  35. anonimo Says:

    in realtà no, ma se ne parla già da un po’ e vorrei andarci…

    e.

  36. fmnassisi Says:

    ma perché voi non avete ancora saggiato Lele, cari obliqui tutti…

  37. anonimo Says:

    curiosissima: dov’è questo Lele?

    clarissa cara, mi dispiace. ti assicuro che un tempo agustarello era diverso.
    comunque la crostata di visciole (almeno quando l’ho assaggiata io) era perfetta: equilibrio tra marmellata e frolla. e soprattutto frolla eccellente. ma magari è cambiata anche quella. sigh!

    se i primi hanno raggiunto quei prezzi, allora per quella cifra vale la pena andare da matricianella…
    rachele

  38. fmnassisi Says:

    Lele: osteria dispersa in una traversa di via del Casale di San Basilio, scoperta per caso e mai più abbandonata. L’oste Lele serve ai tavoli, cucina tutto solo lui, fa il pane, e che pane!, l’olio, il vino e deliziosi liquori (fragoline di bosco su tutti) i cui ingredienti si occupa personalmente di scegliere o di raccogliere (fragoline di cui sopra). Il locale, narra l’oste, era in origine un regalo per una sua “amica”, poi l’ha rilevato lui. E ha fatto bene, aggiungo io.
    Ma passiamo al dunque: tra una chiacchiera e l’altra con lui o il figlio, le papille si deliziano con bruschette cotte alla perfezione e condite con olio che sembra oro, focaccia croccante ma soffice, una quantità abnorme di prosciutto crudo tagliato fino fino — che non puoi dire di no — e mozzarelle di bufala che si sciolgono in bocca. Per ciò che riguarda i primi piatti, direi che quelli rossi sono la specialità, soprattutto i tonnarelli alla Lele — di cui ovviamente non vi dirò nulla –, cacio e pepe un paio di volte è stato un piatto sopraffino, poi l’ho trovato un po’ brodoso. Secondi tipicamente romaneschi, pare che l’abbacchio a scottadito sia meraviglioso, io non ve lo so dire perché non mangerei mai un cibo di simile consistenza… Dolci: deliziosi, tutti. Vino a fiumi, e poi questi fatati liquori di fine pasto dei quali ho abusato senza ritegno. Il tutto in quantità vergognose e a prezzi veramente ridicoli. Andateci!, anzi, andiamoci!!!

  39. valentininina Says:

    Su questo sito
    http://www.zingarate.com/wiki/wiki_scheda.php?f=64

    che io consulto sempre perché è di un’utilità pazzesca, c’è una lista di ristoranti romani. Luccone devi dirci dove sei stato e quotarli con le stelline!

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