Archive for agosto 2007

31 agosto 2007

Tutti gli uomini sognano. Non però allo stesso modo. Quelli che sognano di notte nei polverosi recessi della mente si svegliano al mattino per scoprire che il sogno è vano. Ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, giacché ad essi è dato vivere i sogni ad occhi aperti e far sì che essi si avverino.

Thomas Edward Lawrence, I sette pilastri della saggezza, Bompiani-Etas-Fabbri-Sonzogno

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31 agosto 2007

Io mi sono conosciuto nel sogno.
 
Guido Morselli, Diari, 3 dicembre 1943

29 agosto 2007

29 agosto 2007

Sembra proprio di stare in paradiso, l’ultimo romanzo di Cheever finalmente nelle librerie

Preghiera sfavillante”, “odissea dalle fattezze di un sogno”, “favola deliziosa per la salvezza della natura” così, unanime, la critica americana accolse alla sua pubblicazione nel 1982, l’ultima opera del grande scrittore  americano. Sembra proprio di stare in paradiso (in libreria il prossimo 7 settembre). Questo romanzo breve è la quintessenza del grande scrittore: l’insoddisfazione per l’amore coniugale, il volersi liberare dai vizi, la ricerca spasmodica di sesso facile, la necessità di recuperare gli aspetti fondamentali della vita. Microcosmo (il proprio ambiente familiare e il reticolo degli affetti) e macrocosmo (il mondo in cui viviamo) vengono descritti in un unico indissolubile canto.
Alla storia di Lemuel Sears, un uomo anziano che ama pattinare sul ghiaccio del laghetto dei Beasley e che un giorno si ritrova a dover lottare contro la sua destinazione a discarica, si intrecciano tematiche di respiro universale. Fu definito “il primo romanzo ecologico” della narrativa americana moderna. E nella disperazione del protagonista che non riesce a trovare la purezza dentro di sé e per questo la cerca su un livello più elevato, difendendo il laghetto dalla speculazione e dall’inquinamento, leggiamo un messaggio profetico: l’amore per ciò che ci circonda è l’unico modo per sentirsi in paradiso.

28 agosto 2007

Everett non completamente gradito su Stilos

Percival Everett è un autore di culto in America. Vincitore di decine di premi letterari, 14 romanzi e numerosi tra rac­conti e poesie, in Italia è approdato solo pochi mesi fa con Cancellazione, pubblicato da Instar libri, e ora raddoppia con questo Glifo, tra­dotto brillantemente da Marco Rossari che riesce a rendere la lingua ricercata e i giochi sofisticati di rimandi e riferimenti con cui l’autore sfida il suo lettore. Di Everett si dice che sia eccentrico, molto colto, geniale: non si fatica a crederlo leggendo i suoi libri infarciti di citazioni, dialoghi improbabili tra filosofi e scrittori, riflessioni sul linguaggio e sui massi­mi sistemi, un armamentario meta-letterario che contraddistingue la sua opera e la rende sicuramente originale, ma che a volte penalizza la resa narrativa delle sue storie. Ma probabilmente non è questo che gl’interessa. Glifo racconta la storia – scritta in prima persona – di un bambino dotato di un’intelligenza straordinaria che si trova al centro di una girandola di rapimenti, contro-ra­pimenti, piani segreti, e soprattutto in mezzo a un gruppo di adulti incapaci di relazionarsi con lui, a iniziare dal padre («un post-strutturalista fallito»), perso nei suoi sogni di gloria e nella sua adorazione per Barthes, che tra l’altro è uno dei personaggi della vicenda.

Il libro ha le sue pecche: a cominciare dal fatto che si tratta dell’ennesima variazione sul te­ma del genio autistico prodotta dalla narrativa americana contemporanea, già affollata dai vari Molto forte, incredibilmente vicino (Sa­fran Föer) e Teoria e pratica di ogni cosa (Pessl), passando per lo pseudo-autismo narra­tivo di Foster Wallace, che – più ancora che «geni autistici» – mette in scena una scrittura che è di per sé una simulazione della genialità disturbata: ossessionata dai dettagli (al limite del compulsivo), dalla ricerca del «lampo di genio che si fa rivelazione», dalla volontà di farsi esplorazione panottica del mondo. […]

Seia Montanelli, Stilos, anno IX, n. 16, 28 agosto 2007

La recensione completa la trovate sul blog di Glifo. Voglio solo ricordare alla Montanelli che ha scopiazzato qua e là i contenuti di copertina del libro (ma l’avrà letto davvero?), che i libri che cita ("ennesima variazione sul tema") sono usciti tutti dopo Glifo, che è del 1999.

27 agosto 2007

Incorruttibilità di bianco

La Biblioteca perdurerà: illuminata, solitaria, infinita, perfettamente immobile, armata di volumi preziosi, inutile, incorruttibile, segreta. Aggiungo: infinita.

Jorge Luis Borges, Finzioni, Einaudi

27 agosto 2007


 
Leoncillo Leonardi, Ritratto di Mary, 1953

26 agosto 2007

Dove vanno a finire i cavalli col cocchiere

Alle Carrette con Elvira, Rachele e Davide. Pizza naturalmente squisita. Poi immancabile grattachecca a Testaccio. Due lemoncocco, un tamarindo, un’amarena. Per me ancora bibita alla menta. Occhi che si chiudevano e incredibile un solo cavallo con cocchiere. Ma uno. Rachele precisa, zoccoli sferragliano, che zoccoli in lontananza ricordo dei vecchi cavalli da qualche parte che non ricordo c’è il maneggio no non ha usato quella parola il deposito no nemmeno quest’altra dei cavalli. Sei zampe. Questione di insegne.
Sì, in effetti per tutto il giorno ho pensato alla povera Heather McGowan abbandonata a sé stessa. Everett ha trovato fortuna fortunosamente e lei sola. Stamattina ho riletto trenta pagine, avrei cambiato moltissime cose, ma era un sommo godimento. Grande scrittura, grande libro.
Ad agosto aspettavamo un pezzo sul Corriere (di domenica) su Glifo, Glifo recensito sul Tuttolibri (parola di Orengo), Appiotti che segnalasse Tre volte giugno. Niente di niente o se volete zero carbonella. Ce lo vedo bene in questo periodo lo spazzacamino col cocchiere. Ora che l’ho scritto mi chiedo quale sia l’associazione tra la carbonella e lo spazzacamino. La carbonella in effetti la userò fra poco per il barbecue e alla fine delle cucine divento nero come uno spazzacamino.

25 agosto 2007

Dove lo metto a fare il compost?
 
Compostatore o compostiera, così, quando compare è chiamato il contenitore dove si mettono i rifiuti organici in modo che si crei il compost. De Mauro, Devoto-Oli, Sabatini-Coletti tacciono pur dando la definizione di compost e di compostaggio. Il sito dell’Ama, l’azienda municipalizzata di Roma per i rifiuti, sceglie "compostiera" ma a me fa venire in mente la "coppetta in cui si serve la marmellata o la frutta cotta". Per il libro a cui sto lavorando ho scelto, per ora, compostatore.

24 agosto 2007

Cattive chiusure
 
La nostra distruzione si avvicina furtivamente da ogni parte, presto il cerchio sarà chiuso intorno a noi e nessuna persona buona che vorrà darci aiuto lo potrà oltrepassare.

Etty Hillesum, Diario 1941-1943, Adelphi