Chez Sara tra classici, un geco e qualche sorpresa

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Sara vive con i genitori sulla Flaminia, da qualche parte, un po’ fuori Roma. “Da minimum ci vogliono quindici minuti”, m’ha detto. E siccome da minimum, piazza ponte Milvio, c’eravamo perché abbiamo lasciato Isabella che doveva recuperare il motorino il riferimento e il confronto era più che vivido. Insomma, tra chiacchiere e domande del tipo “dove siamo?”, e il classico “se mi lasci qui e non mi dici dove sono preferisco aspettare che fa giorno, chiamare un taxi e seguirlo fino a casa” o cazzate simili, siamo arrivati da Sara. Ventitré minuti dopo. Chissà quanto ci metterei col traffico. “Non sembra ma da queste parti rubano”, ok autoradio e tutto il resto me li porto con me dentro. Salone triplo, arredamento stratificato e composito, vari ambienti, sembra un cannocchiale, tè io e Sara, Elvira tisana, poi su per le scale. Nel bel mezzo del gomito, quando la scala si ripiega, Sara che ci precede individua un bel geco e con naturalezza lo cattura. Elvira è svaporata da qualche parte. Di gechi le bastano i suoi. Eccola la stanza da lavoro (e svago) di Sara: due tavoli e un tavolo più piccolo, divanetto, una libreria, poster e la sua storia. Mi concentro sulla libreria nell’anticamera. Classici dagli anni ’60 in poi. “I libri di mia madre. Ha studiato lingue: francese e tedesco. Anche io…” Sono le quattro e dieci quando chiedo con tono di voce più alto di quanto quell’atmosfera meritasse: “Allora Sara che ci racconti di te”.
Ah, Sara vive con i genitori ma è come se vivesse da sola.

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10 Risposte to “Chez Sara tra classici, un geco e qualche sorpresa”

  1. valentininina Says:

    ah be’ sì. stessa cosa posso dire io. anche io è come se vivessi sola. ah ah ah

  2. anonimo Says:

    e la terrazza e il cagnolino di sara, bellissimi.

    e.

  3. luccone Says:

    sì.

  4. anonimo Says:

    e le manette:
    Bellissime, o anche solo utilissime. che certo, saretta mia, son poco d’accordo con la “pelliccetta” rosa che le riveste, ma vabbè, ci si passa sopra a certi dettagli, a volte.

    e la giacca di pelle:
    uno scheletro nell’armadio e “ostaggio” d’un libro di castelvecchi e in perfetto vecchio stile sara.

    e le scarpette che aveva l’altra sera:
    meravigliose, cerchiamole rosse.

    e les grands transparents a metà delle scalinate:
    identico a casa della mia ex-suocera. ecco, questo non è stato un bel vedere,no.
    abbracci,
    i.

  5. grassi Says:

    e il pipistrello con i denti aguzzi…

  6. anonimo Says:

    ma no, io ho capito cosa volevi dire con l’ultima frase.
    chiamatemi “la donna che prende i gechi in mano” e io ti chiamerò “l’uomo che fa la flaminia a cinquanta all’ora”.
    comunque, scusatemi, ho pensato solo dopo di non avervi offerto lo zucchero insieme al tè.

  7. luccone Says:

    non serviva lo zucchero. quante cose ancora da dire della tua stanza. una su tutte: come i libri del liceo e dell’università siano diventati libri e non “i libri del liceo e dell’università” come accade in molte stanze. perché già al liceo e all’università non devono essere vissuti come i libri del liceo e dell’università.

    non essere inclemente. direi che l’ho percorsa a una media di 70 all’ora. con punte, rare, di 90.

  8. anonimo Says:

    ora tocca a te farmi vedere la tua, e senza preavviso, con i calzini per terra e le mutande stese.

    sara

  9. anonimo Says:

    e una foto in bianco e nero:
    Sara in doccia. squilla il mio cellulare e corro al piano di sotto, accanto alla porta. e sul mobile vicino alla scala che porta “nel fantastico mondo di Sara” c’è uno splendido primo piano in bianco e nero. uno sguardo di una profondità che è un magnete; osservo un po’ quella foto, riconosco gli occhi di Sara, e anche la piega delle labbra che accenna un sorriso. sarà la mamma, penso.
    (non so se vale, ma io son scivolata fuori dalla stanza di Sara…)

    rientro dalla fnac, vi lascio i saluti di Valerio, che mangia dietetico e chiede conferme sui chili persi e che tra l’altro aspetta anche voi in libreria. e magari, dice, sabato dopo le dieci ci si potrebbe vedere.

    Leo, incuiriosita dalla chiacchierata in macchina ho cercato alla fnac il libro di caino. nulla. ma sarà facilissimo trovarlo.

    Sara, tu piuttosto, ci regalerai un resoconto della stanza di Luccone?
    noi, si aspetta tutto nel dettaglio.
    Sorrisi,i.

  10. anonimo Says:

    quella è la nonna iraniana. mia mamma è molto più piccolo borghese.
    dì all’uomo in fnac che da tre ore a questa parte sono in vacanza. e già mi annoio. quindi sì.
    sara

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