Archive for 18 agosto 2007

18 agosto 2007

Fnac a Roma

Arrivarci non è facile né difficile. Devi avere la macchina. Io ho fatto così: sono arrivato a piazza Sempione ho percorso via delle vigne nuove e ho seguito le indicazioni. Il centro commerciale Porta di Roma fa impressione. È enorme e dentro ti ci perdi. Lavori in corso un po’ dappertutto tradiscono la fretta di aprire. Ero lì per la libreria, la Fnac, finalmente a Roma, e per salutare Vittorio e Valerio. Ormai lo sapete Vittorio Graziani, il più promettente ufficio stampa di Roma, ha lasciato Castelvecchi per dedicarsi al suo sogno di bambino: lavorare in libreria. È lucido quando mi confessa che lavorare in libreria gli sta insegnando moltissimo del mercato dei libri (“ogni mattina devo piazzare venti libri nuovi e devo levarne altri venti”) e che dovrebbe essere un’esperienza obbligatoria per chiunque voglia lavorare nel mondo dell’editoria. Insomma, quando arrivo – ve lo dico subito la Fnac sta al piano superiore – Vittorio era già andato via quindi ad accogliermi e a farmi da Cicerone è stato Valerio, da poco assunto e già a suo agio. Ho subito notato un bello spazio per reading e presentazioni, una certa audacia nelle proposte (l’editoria romana faceva una gran figura!). Ho comprato tre o quattro libri. Uno non l’avevo mai visto (Formati sperimentali, Logos). Che bello! La prossima volta, la prossima settimana, ci tornerò dopo aver preso un appuntamento con Vittorio e un po’ di precauzioni per contenere il mio ritardo.
Ora sta al sindaco fare in modo che tutti ci possano arrivare facilmente anche senza la macchina.
Maccaroni is coming soon.

18 agosto 2007

L’esordio di Arbasino

Un libro scritto 50 anni fa. L’esordio di Arbasino a 27 anni. Un libro scritto negli intervalli di tempo del lavoro a partire dal 1954. Si tratta di racconti molto curati, parola per parola. "I miei racconti provenivano dalla poesia italiana di quei tempi… Montale, Cardarelli." La casalinga di Voghera è un’espressione che c’è in tutte le lingue, è un concetto di provincialismo che gira in diverse culture e società, in americano è "the little lady of Kalamazoo".
"Era un’età sospesa, la guerra era finita da una decina d’anni, era finita anche la retorica del dopoguerra […] e tutta la letteratura neorealistica […] non si può continare a piangersi addosso tuttta la vita sennò i bambini crescono luttuosi." "Era un’età sospesa perché il boom non si vedeva ancora è […] si pensava di riprendere la vita prima della guerra." "L’idea era di costruire dei personaggi e delle trame molto diversi l’uno dall’altro […] la linea comune è un po’ questa: grandi sforzi, l’amore sembra lì a un punto e poi…"
Riviste letterarie importanti negli anni ’50: "C’erano Paragone, Il Verri, Tempo presente, Il Caffè, Il mondo settimanale". Chi scriveva su queste riviste, che oggi non esistono più, veniva tenuto d’occhio. […]
Su Paragone scrivevano normalmente Bassani, Testori, Pasolini, Sermonti, Cesare Garboli e altri critici. Nelle case editrici i giudici erano Calvino da Einaudi, Bassani da Feltrinelli […]. C’era una certe rete di conoscenze per cui si stabiliva.
"Avere Calvino come editor è stato molto importante […] Calvino mi ha detto: ‘Io so che a un giovane autore piange il cuore se gli scartano qualche racconto. Però ricordati due cose essenziali. Il libro d’esordio deve essere breve e rapido così lo leggono e lo recensiscono. […] Il pericolo è sempre il secondo libro perché nel primo ci ha messo tutto sé stesso la sua vita e la sua esperienza. Soprattutto se il primo libro è andato bene il secondo lo fa un po’ in fretta e lì t’aspettano e lì ti sparano addosso. Tu non aver paura il secondo libro è qui: i racconti che ti piange il cuore non aver messo nel primo…"
Calvino nel bollettino Einaudi scrisse che con quella narrativa finiva la narrativa del dopoguerra.

Alberto Arbasino, Piccole vacanze, Adelphi, frasi tratte dall’intervista a Farhenheit. Qui