Archive for settembre 2007

30 settembre 2007

Entrano e/o e Perrone. Con i nostri migliori auguri

Narrativa italiana: 4(2) Mal di pietre di Agus, nottetempo; 24(-) Mentre dorme il pescecane di Agus, nottetempo;
Narrativa straniera: 12(-) L’eleganza dell’istrice di Barbery, edizioni e/o;
Saggistica: 2() Il metodo antistronzi. Come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo è di Sutton, Elliot; 19(17) I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento di Abbate e Gomez, Fazi; 22() Cardinali e cortigiane di Rendina, Newton&Compton;
Tascabili: 6(-) La virtù del dubbio. Intervista su etica e diritto di Zagrebelsky e Preterossi, Laterza; 24(-) Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi di Bauman, Laterza;
Varia: 10(9) Sdraiami di Del Vecchio, Castelvecchi; 19(20) Ci vuole un fiore di Rodari ed Endrigo, Gallucci; 22() Maria. Ritratto della Callas di Stancioff, Perrone; 23() I due liocorni di Grotti, Gallucci.

30 settembre 2007

Un’altra giornata d’amore da preparare

Mio amore,
ripiegate le labbra
e tornati al colore di prima
guardo fuori ed è l’alba.
Come fuggono le ore da qui
e ci dobbiamo salutare,
c’è un’altra giornata d’amore
da preparare.
Ho visto solo stelle buone sulla tua pelle
se tornerai domani
saprò darti quelle perse
e lascerò che tutto sia sospeso
fino a quando non ci rivedremo.
Mio amore,
il tuo cuore è un mare calmo
e non basta una sola notte
per attraversarlo.
Sono pronta per riaverti
ancorato al mio respiro
mentre il sole svanisce
e l’ombra disegna il tuo profilo.
Ho visto solo stelle buone sulla tua pelle
se tornerai domanisaprò darti quelle perse
e lascerò che tutto sia sospeso
fino a quando non ci rivedremo.

Cristina Donà, Stelle buone

28 settembre 2007

Ancora sui librai

Non so se sono io o loro, ma in libreria riesco a vendere poco. Tutti sono di fretta e riesco a parlare solo con gli studenti, molto simpatici ma squattrinati, e i libri costano cari. La letteratura è diventata un lusso. Dio mio! Non vorrei essere nei panni di uno scrittore che spera di vivere dei propri diritti, per non parlare dei poeti! Sono tutti lì riuniti sullo scaffale, poeti di fama e meno noti. Cosa penserà di noi un volume di poesia? […] E inoltre devo sembrare una cretina con il maglione della libreria, avanti e indietro con dei libri sottobraccio. Credo che questo lavoro se lo sia inventato il proprietario, perché non sembro essere una figura molto familiare per i clienti. Be’, pazienza, ho a disposizione pile e pile di libri da leggere quando non entrano clienti e il tipo mi ha promesso un fisso mensile.

Karla Suárez, La viaggiatrice, Guanda

27 settembre 2007

Pur sempre i limiti

[…] A quell’immaginazione che non ammetteva limiti, permettiamo appena di esercitarsi, adesso, secondo le norme di un’utilità arbitraria; essa è incapace di assumere per molto tempo questa funzione inferiore, e intorno ai vent’anni, preferisce di solito, abbandonare l’uomo al suo destino senza luce. […]
Cara immaginazione, quello che più amo in te è che non perdoni. La sola parola libertà è tutto ciò che ancora mi esalta. La credo atta ad alimentare, indefinitamente, l’antico fanatismo umano. Risponde senza dubbio alla mia sola aspirazione legittima. Tra le tante disgrazie di cui siamo eredi, bisogna riconoscere che ci è lasciata la massima libertà dello spirito. Sta a noi non farne cattivo uso. Ridurre l’immaginazione in schiavitù, fosse anche a costo di ciò che viene sommariamente chiamato felicità, è sottrarsi a quel tanto di giustizia suprema che possiamo trovare in fondo a noi stessi.

André Breton, Manifesto del surrealismo, 1924

27 settembre 2007


 
Aligi Sassu, Donne al café

26 settembre 2007

Polpette avvelenate

La Repubblica delle Donne nella rubrica gestita da Umberto Galimberti pubblica una lettera di una libraia di Lodi intitolando il tutto "Come si danneggia la cultura". Il motivo di questo titolo è il solito polpettone che da qualche anno a questa parte contraddistingue alcuni piccoli librai. Il polpettone è il seguente: solo noi siami i veri librai, solo noi leggiamo i libri, solo noi conosciamo e esponiamo i piccoli editori, solo noi andiamo in profondità e via discorrendo. Da quando sono nel paesaggio editoriale questo polpettone l’ho sentito centinaia di volte e pare non sia cambiato nulla. Per quanto mi riguarda non lo sopporto più e provo a spiegare perché. Io non metto in dubbio che i piccoli librai siano bravi, preparati e in taluni casi anche degli eroi. Ma tutto questo non esclude che anche i librai dei megastore lo siano. Io ho avuto esperienze in Feltrinelli e ora in Fnac e garantisco che non ho mai (salvo piccolissime eccezioni) incontrato librai impreparati. I librai che sono ora con me lo sono tanto e se qualche volta utilizzano il computer (altro polpettone) è solo perché avendo circa 65.000 referenze può capitare che non si ricordino se un titolo c’è o non c’è e dove si trova. E leggono tanto, perché hanno abbastanza tempo libero e sono degli appassionati. Le piccole case editrici (e su questo bisognerebbe aprire un altro capitolo, quali sono le piccole?) da Fnac come in Feltrinelli sono proporzionalmente esposte e ci sono tutte. Ma tutte tutte. E si ha sempre la possibilità di approfondirne alcune, tenuto conto della propria clientela e dei propri gusti. E non è vero che il piccolo libraio ha un rapporto con il cliente mentre nei megastore no. Questa è un’altra buffonata. Ho avuto a che fare con piccoli librai che come si dice a Napoli sa’ meritavan’ e paccher’ per quanto erano antipatici, sgorbutici e saccenti. Qui da me c’è già un po’ di gente che è tornata e ha richiesto un libraio in particolare per essere consigliato.
Tutto questo per dire che non è vero che la cultura sta da una parte e dall’altra no. Non è affatto vero e basta, vi prego, con ‘sti polpettoni. E poi un’ultima considerazione: Umberto Galimberti è diventato il mio nemico numero due.

25 settembre 2007

La fine del viaggio

Qui termina il viaggio. È giunto a destinazione, in qualche angolo della terra. Altro non sa. Non c’è più luce, si sono dissolti i rumori, niente più rombi, scossoni, oscillazioni. È tutto immobile. Lo lasciano in pace. Il tempo s’è fermato. Ma non è buio pesto, non c’è silenzio assoluto. Il passato si condensa in un solo momento. È tutto in subbuglio. Nemmeno il dolore si localizza in un punto, pulsa e guizza, come le immagini e i rumori che vorticano incessantemente. Non riescono a fermarsi. Lo spazio è chiuso. Scorrono rapidamente. Solo una frase rimane, e torna sempre: Don’t move, don’t worry, you are being taken home.

Dorothea Dieckmann, Guantanamo, Voland

25 settembre 2007

Vita da strega
 
[…] estendendo il diritto di voto a un numero sempre crescente di non letterati, di brave e bravissime persone con interessi però limitati o anche solo sporadici alle sorti del romanzo italiano contemporaneo.  […]
Troppo spesso finiscono col prevalere le ragioni dell’amicizia, della simpatia. Si consente, talvolta, senza averne precisa consapevolezza, ai venti della moda, alle abituali pressioni degli editori. […] Così opere magari meritevoli, uscite alla chetichella, perché figlie di autori nuovi e senza il sostegno dell’ormai indispensabile battage pubblicitazio, passano inossevate.

Antonio De Benedetti, tratto da "Lo Strega in cerca di una rinascita", Corriere della Sera

25 settembre 2007

Altra gramigna sullo Strafalcione.

25 settembre 2007

Sui traduttori e gli editori romani

L’incontro avvenne a Milano, è ovvio, perché è lì che si fanno davvero i libri, oppure a Torino, comunque non di sicuro a Roma, dove ci sono solo certi piccoli, bravissimi editori indipendenti, anche molto coraggiosi e a volte raffinati, che però sostanzialmente sembrano fondare la loro indipendenza sul fatto di pagare poco gli autori e quasi nulla i traduttori, questi cottimisti della mediazione letteraria.

Laura Bocci, Di seconda mano. Né un saggio, né un racconto sul tradurre letteratura, Rizzoli, 2004