Il consueto e l’inconsueto nei romanzi della Murdoch (parola di Manganelli)

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È un libro ambizioso e singolare: intellettualmente e letterariamente assai interessante, ma non privo di irregolarità, goffaggini, cadute di stile; ha parti potenti e di intensa fantasia, ha pagine di un respiro affascinante; non è un libro perfetto, ma certo è un libro del tutto inconsueto. È la storia di una comunità laica anglicana, che vive all’ombra di un’antica chiesa, presso un convento di suore; in questa comunità entrano due figure ad essa variamente incongrue, che finiranno col distruggerla. Una è Dora, una donna di immature strutture psicologiche, con molti caratteri della sgualdrina innocente; l’altro — la massima invenzione del libro — è Michael, un uomo che ha tutta la vocazione psicologica del santo, ma che è costantemente portato a rovina da impulsi omosessuali; impulsi, anche questi, stranamente innocenti, anzi oscuramente legati alla bontà, gentilezza, religiosità di Michael. Non è un libro facile: non solo perché rappresenta un mondo morale abbastanza inconsueto; ma perché non vi mancano allusioni ed echi simbolici, non sempre usati con mano infallibile. Ma, ripeto, è un libro nettamente fuori dal comune e pieno, forse talora carico, di ricchezza intellettuale.

Su The Bell di Iris Murdoch
[…] è un romanzo di struttura abbastanza consueta, ma di una complessità e intelligenza e sottigliezza psicologica straordinarie. La storia: un professore di un college, già sposato e padre di due figli, si innamora di una giovane pittrice; vagheggia di divorziare, di sposarla; in conclusione fallisce. Niente di inconsueto, dunque: ed esperta — con qualche durezza — è la mano che svolge la trama. È quello che si dice un ‘buon romanzo’: non di serie, ma senza decisive audacie intellettuali. Assai più facile del precedente, meglio impastato, più leggibile, senza grandi cadute: ma di un respiro sensibilmente più cauto. È un libro che mi pare metta conto di prendere in considerazione.

Su The Sandcastle di Iris Murdoch

Giorgio Manganelli, L’impero romanzesco, Aragno

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Una Risposta to “Il consueto e l’inconsueto nei romanzi della Murdoch (parola di Manganelli)”

  1. luccone Says:

    L’ha ribloggato su Dentro il cerchio.

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