by

Delirium tremens

venerdì sera, in pieno delirio cortazariano, sono uscito dalla casa editrice e mi sono catapultato come un matto a trovare gli amici librai cristiano e pierpaolo, prima che la libreria chiudesse. avevo deciso di fare incetta di libri del nostro, in preda al terrore – forse irrazionale – che qualche indice decretasse all’improvviso il divieto di commercializzazione della letteratura. ho provato così il piacere rinnovato di aggirarmi tra i libri come un tossico in astinenza, come mi accadeva un tempo, e come fatalmente da alcuni anni non mi succedeva più. però accompagnato, questa volta, da quella scorza di disincanto che più di quattro anni passati nell’editoria ti depositano tutto intorno alle vene. ho comprato "ultimo round", di alet. e ho comprato "bestiario" e "ottaedro", di einaudi. notando con un certo imbarazzo (per loro) e un certo sollievo (per noi) la parabola evolutiva dei nuovi einaudi tascabili, rinnovati in pompa magna qualche anno fa. "bestiario", che è del 2005, porta in copertina una frase memorabile: "un rompicapo ricco di colpi di scena". icastica sintesi che non potrà mai competere con quella affibbiata a suo tempo, stessa collana, a "la luna e i falò" ("il capolavoro di cesare pavese"), ma che comunque c’è e fa la sua suina figura. "ottaedro", che è dello scorso febbraio, in copertina non ha nessuna frase. per somma gioia del caro estinto. lo stesso estinto che, ci informa la quarta di "bestiario", "con le sue pagine folgoranti si è confermato come uno dei grandi del novecento" (grande oh, popio figo sto cortazza!) e che, soprattutto, altre opere prima di questa "ha pubblicato negli et" (telefono casa). formula quest’ultima che in "ottaedro" diventa, chissà per quale misterioso ripensamento, "di julio cortázar einaudi ha pubblicato". insomma, la consolazione – se una consolazione c’è – è che allo struzzo abbiano fatto fuori il genio creativo che per un incongruo rimpasto ("incongruo" è bell’aggettivo, di cui non finirò mai di ringraziare tuena e barillari) si era trovato ad assolvere all’umile compito di scrivere i testi di copertina. che dio lo abbia in gloria. il fine settimana è proseguito sabato in grande spolvero, quando con enorme anticipo sulla data di uscita in libreria – lusso che si possono permettere solo i grandi editori – il femminile di repubblica ha presentato ai propri lettori l’atteso, quarto greenwich: "tre volti a giugno" di julia green. amen.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: