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Il corpo di Anne, una città di carne

Osservate come mi ha numerato le vene blu
sul seno. Ci sono anche dieci efelidi.
Ora va a sinistra. Ora va a destra.
Sta costruendo una città, una città di carne.
È un appaltatore. Ha fatto la fame negli scantinati
e, signore e signori, fu distrutto dal ferro,
dal sangue, dal metallo, dal ferro
trionfante della morte di sua madre. Ma ricomincia.
Ora costruisce me. È ossessionato dalla città.
Dalla gloria delle assi mi ha costruito.
Dalla meraviglia del cemento mi ha plasmato.
Di seicento cartelli stradali mi ha dotato.
Stavo ballando, ha costruito un museo.
Una mossa a letto, ha costruito dieci isolati.
L’ho lasciato, ha costruito un cavalcavia.
Gli ho regalato fiori, ha costruito un aereoporto.
Per semafori ha distribuito leccalecca rossi e verdi.
Eppure in cuor mio io sono un "rallentare, bambini".

Anne Sexton, Signor Tuttomio

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