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I mestieri del libro

Oliviero Ponte di Pino, direttore editoriale di Garzanti, ha dedicato un agile libretto ai Mestieri del libro (edizioni Tea), ovvero alle svariate professionalità che accompagnano la vita di un volume, nel lungo tragitto da autore al lettore. Vi si può trovare un capitolo esilarante anche per i non addetti. È intitolato «L’inglese da fiera», e cataloga spiritosamente le frasi fatte che, da Francoforte a Torino, ricorrono più di frequente nella compravendita dei diritti d’autore, dandone il reale significato. Così, se un editore vi vuol vendere un libro che definisce «commerciale», andrà correttamente interpretato «robaccia che si vende». Ma se dice «davvero commerciale», vuol dire «robaccia che forse non si vende». Se è «quiet», tranquillo, significa che è noioso. Se contiene «magnifiche descrizioni», allora è «noioso e inutile». Se è «scritto benissimo», vuol dire che a volte ci trovi frasi più lunghe di sette parole. Se ha avuto «ottime recensioni», è piaciuto ma non si vende. «C’è molto interesse» significa «lo sto proponendo a tutti». Oppure: «L’ho venduto in molti mercati», vuol dire sì, ma in nessuno di quelli importanti. «Non potevo smettere di leggerlo» sta per «ho dovuto leggermelo stanotte». «Non c’è un altro libro sull’argomento»: difatti, interessa solo a qualche maniaco. «Non devi venderlo come un libro di racconti»: ma purtroppo sono racconti e si sa che i racconti non vendono. «È ambientato nel 3015 ma non è fantascienza», sta per «non è uno scrittore di fantascienza ma ha voluto provarci lo stesso». «È facile da promuovere», significa che l’autore farebbe molto volentieri un viaggio in Italia a spese dell’editore. «Ha un grande potenziale» vuol dire che nessuno ha capito bene quanto possa funzionare. Se infine il libro viene definito «hot», caldo, significa che vogliono molti soldi. I giovani editor sono avvertiti. Ma cambiando di poco l’oggetto, questo simpatico armamentario tartufesco si può applicare a molti generi merceologici, a partire dall’immobiliare. Si sa, ogni giorno ci tocca combattere la battaglia delle «sole», e non siamo mai abbastanza preparati.

Ernesto Ferrero, "Il libro è hot? Allora vogliono molti soldi", La Stampa, 29 maggio 2008

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