Archive for maggio 2009

30 maggio 2009

La Duchessa sulla Repubblica

Una madre, ma non una madre, e un bambino. E poi un uomo, non un padre, che li abbandona. Autoritratto di una donna sola. L’autrice, under 40, è americana.

Dario Pappalardo, "Almanacco dei libri" della Repubblica, 30 maggio 2009

29 maggio 2009

Facebook vive o vegeta?

Insomma, posso dirlo? Quant’è patetico l’essere umano su facebook, quant’è sfigato. Lasciamo perdere le foto di famiglia, le foto dei viaggi, le foto dei fidanzati, le foto incinte e dei figli appena partoriti, le foto delle feste di compleanno. Ti capitava anche nella vita fuori da internet, prima di facebook, quando andavi a trovare un amico, di sorbirti le foto del matrimonio a cui non eri andato, dandoti per malato, apposta per non esserci, per non assistere. Invece con i narcisismi allo scoperto, nudi e crudi, sbattuti sulle foto dei profili, lì non c’è speranza. Su http://www.faceinhole.com metti la foto della tua faccia in una sagoma bucata, come accadeva nei Lunapark di un tempo, e puoi figurare come Napoleone, Totò, Berlusconi o Scarlett Johannson, e la gente non sta nella pelle, va lì, realizza il fotomontaggio, e lo usa come immagine personale. C’è lo scrittore Fulvio Abbate che subito ficca la testa nel buco virtuale e si trasforma in un papa. Senza capelli, con la papalina, è uguale a Pippo Franco al Bagaglino, altro che papa, glielo scrivo in bacheca ma non risponde, forse si è offeso. La permalosità su facebook non ha eguali (e non avrai mai rotto un’amicizia davvero se non la elimini da facebook, o peggio la “blocchi”, non c’è affronto peggiore). C’è un’autrice televisiva, una tale Rachele Zinzocchi, che piazza la propria faccia in una cornice, al posto della Gioconda, virtualmente collocata in un museo tipo Louvre, con tanto di visitatori che la guardano estasiati. Per non dire delle finte copertine di riviste internazionali, Esquire, Vanity Fair, Newsweek, e i siti che ti consentono di stamparti sulla copertina, come la mia amica, ex giornalista del Corriere della Sera e ufficio stampa Armani, Adriana Mulassano, che si piazza su facebook e sulla copertina di Time come “Woman of the year”. Non ci vuole molto, basta andare su http://www.magmypic.com e chiunque di voi può essere la donna e l’uomo dell’anno o della settimana, solo che, sappiatelo, fate veramente pena. Come i fan club, oggi chiunque se ne può fare uno, e meno si è più ci sono fan club. L’editore Alberto Castelvecchi ha un fan club, ci sono 120 persone, i fan club su facebook sono un fai-da-te ma sono una cosa veramente triste. Anche Angelo Crespi, direttore del Domenicale, ha un fan club, “Gli amici di Angelo Crespi”, che sono 133, niente a confronto di uno dei tanti veri e casuali fan club di Simona Ventura, con 25549 fan, dove perfino il gruppo “Uccidiamo Simona Ventura” ne conta 1398. Tuttavia, essendo l’ambizione massima quella di andare in televisione, non poteva mancare tutto un proliferare di foto in cui si è “fintamente” in televisione, oppure regressioni infantili dove la vita è più sopportabile se si diventa un cartone animato. Sicché vai su http://www.sp-studio.de e ti trasformi in un personaggio di South Park. Io stesso, pure essendo io, non ho resistito, e mi sono rappresentato prendendo a mia immagine e somiglianza il dipinto di una crocifissione, solo che ho inchiodato la scritta facebook al posto della scritta I.N.R.I., e molti “amici” hanno abbandonato la mia pagina perché blasfema, se lo sapevo ci pensavo prima. I più kitsch utilizzano gli effetti speciali di Photo Boot, programma in dotazione a qualsiasi Macbook, per ritrarsi in stile Warhol e sentirsi fighi, sfigatissimi che non sono altro. Altri lavorano le proprie immagini usando il più professionale Photo-shop, oppure il sito http://www.befunky.com, che fa sembrare un figo qualsiasi cesso, per apparire pastellati, acquarellati, vetrofanati, ombreggiati, sfumati, antichizzati, levigati, schizzati, scontornati, smaterializzati. Con http://www.channel4.com/entertainment/t4/microsites/M/makingfaces potete anche creare la vostra faccia, una faccia vostra anche se non è la vostra, la vostra faccia virtuale. Presto la chirurgia estetica scomparirà, basterà restare chiusi in casa e rifarsi i connotati su facebook. D’altra parte anche Rimbaud diceva che «io è un altro», e si riferiva all’io letterario, narrativo, poetico, e va bene anche qui, chiunque può essere bello su facebook, basta avere il culo di non incontrarlo mai nella vita. La verità è che siamo alle solite, essere se stessi non basta a nessuno. La verità è che i veri vip non hanno una pagina di facebook, ne hanno molte e tutte finte, aperte da altri sfigati emblema della vera notorietà di chi vorrebbero falsificare. Alcuni, come Michelle Hunziker, fingono di lamentarsene a Striscia la notizia, in verità, se sono furbi, non gliene frega niente, anzi, si lamenterebbero se nessuno li clonasse, e infatti chi non è clonato o clona gli altri o si clona da sé. Dietro di loro c’è qualche sfigato che si finge loro, e che è utile a entrambi per sentirsi qualcuno, sia a chi è noto davvero, sia a chi brilla, nel buio, di luce riflessa. Perfino i test, che si diffondono su facebook come virus, mentono spudoratamente, e spudoratamente se ne accolgono e si diffondono i risultati. La regola è: compiacere a ogni costo. A parte i test assurdi (l’ultimo me lo segnala la mia cara Anna Caragnano, “Scopri che taglia hai di reggiseno”, e lei «Ma chi li inventa? Ho una quinta, vuoi che non lo sappia già?»), si prendano i testi onomastici: se ti chiami Maria, fai il test e viene fuori il «vero significato del tuo nome», e immancabilmente sei Meravigliosa Angelica Romantica Ilare Attraente. Mai una Merda Arrogante Rompicoglioni Isterica Affanculo, come è statisticamente probabile che sia questa Maria, che hai tra i tuoi “amici”, e non sai neppure chi sia.
 
Massimiliano Parente, Libero, 29 maggio 2009

29 maggio 2009

Artigianato e umiltà

Perché mi ricorda la cultura contadina nella quale sono cresciuto e la povertà dignitosa dei miei genitori. Perché gli umili conoscono il rispetto che si deve agli altri avendone sempre ricevuto poco. Perché se ha un gusto, la parola umiltà sa di terra.

Dario Cresto Dina, Dizionario affettivo della lingua italiana, Fandango

"Io sono davvero pizzaiolo, mica per posa. Lavoro nel ristorante di mio zio, impasto, accendo il fuoco, inforno. Non voglio avere una carriera da scrittore. Non ho l’assillo di diventare famoso. Ho mantenuto un’altra vita, per fortuna. […] Perché quelli che pensano di essere scrittori poi, casomai, non hanno più storie da raccontare e allora fanno esercizi di stile e di scrittura. Io non ho l’obbligo di mettermi al tavolino per inventare trame e personaggi. Io vengo dalla dura scuola dei bar di provincia, uno dei pochi luoghi dove la gente usa ancora la voce per raccontare storie".

Cristiano Cavina, tra i dodici finalisti del Premio Strega con I frutti dimenticati, Marcos y Marcos

28 maggio 2009


 
Leggi i racconti della terza serata di 8×8.

28 maggio 2009

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Libri su libri: Claro e Forlani al Griot

Domenica 31 maggio, ore 19, alla libreria Griot (via di S. Cecilia 1/A a Trastevere) ci sarà la presentazione dei libri Madman Bovary di Claro (Nutrimenti-Gog) e Autoreverse di Francesco Forlani (L’Ancora del Mediterraneo).

Intervengono Leonardo Luccone, Francesco Forlani e Stefano Gallerani.

Letture di Valentina Pattavina.

27 maggio 2009

Shine on your crazy diamond

post44_bonnetPep Bonnet, Cercatori di diamanti, Koidu, Sierra Leone
dal reportage “Artisanal diamonds diggers”, agenzia Noor

26 maggio 2009

La lucciola che ha paura del buio

La lucciola che ha paura del buio non sa cosa farsene di sé stessa. È in mezzo alle altre che si sente bene. Emanano una luce breve e potente, un lampo che apre il buio. Le segue e sta al sicuro. Non ha più paura.

Un giorno la lucciola sta per morire e le altre la abbandonano, rimane sola. Ma la lucciola continua a non aver paura. Nella notte una luce serena, uguale a quella delle altre lucciole, la protegge.
Quella luce è sempre stata sua, e lei non lo sa.
Poco dopo, si spegne.

26 maggio 2009

Schegge
 
Esordisce oggi su questo blog Paolo Piccirillo con schegge. Schegge rifletterà, con disincanto fiabesco, credo, su aspetti poco frequentati della natura animale, sull’umanita e sull’animalità degli animati (certuni dei quali spesso sembrano privi d’animo) e altro ancora. La fattoria urbana, insomma.

25 maggio 2009

Gelsi di neve

Fa’ pure, se a un pasto di neve
tu vuoi invitarmi:
ogni volta che spalla a spalla
col gelso percorsi l’estate,
il suo fogliame più fresco
vociava.

Roso da sogni
non compiuti, per tracce
insonni percorso, il paese del pane
fa montare
il monte della vita.

Tu dalla sua briciola impasti
i nostri nomi un’altra volta,
io lì vado tastando – ad ogni dito un occhio
che il tuo somiglia -,
e cerco un varco
perché a forza di veglie
io possa giungere a te, in bocca
l’asta chiara: la candela
della mia fame.

[…]

(Ti conosco, sei colei che sta ricurva,
io, il trafitto, ti sono soggetto.
Dove divampa un verbo, che sia d’entrambi
testimonianza? Tu – interamente,
interamente vera. Io – pura follia.)

Paul Celan, Atemkristall

24 maggio 2009


 
Cy Twombly