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Gelsi di neve

Fa’ pure, se a un pasto di neve
tu vuoi invitarmi:
ogni volta che spalla a spalla
col gelso percorsi l’estate,
il suo fogliame più fresco
vociava.

Roso da sogni
non compiuti, per tracce
insonni percorso, il paese del pane
fa montare
il monte della vita.

Tu dalla sua briciola impasti
i nostri nomi un’altra volta,
io lì vado tastando – ad ogni dito un occhio
che il tuo somiglia -,
e cerco un varco
perché a forza di veglie
io possa giungere a te, in bocca
l’asta chiara: la candela
della mia fame.

[…]

(Ti conosco, sei colei che sta ricurva,
io, il trafitto, ti sono soggetto.
Dove divampa un verbo, che sia d’entrambi
testimonianza? Tu – interamente,
interamente vera. Io – pura follia.)

Paul Celan, Atemkristall

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