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Kindle, letteratura erotica e il futuro del libro

Molti chiamano l’estate appena conclusa "summer_of_death"; e in effetti ci hanno salutato in molti: Dom DeLuise, Michael Jackson, Farrah Fawcett, David Carradine,  Robert McNamara, Dash Snow e Les Paul, solo per citare i più noti. Io la ricorderò anche come un’unica conversazione a più riprese sul futuro del libro come oggetto. Esisteranno ancora i libri stampati con carta e inchiostro nel futuro? Molti pensano di no, e da queste parti tutti sono impegnati in complesse pratiche divinatorie per capire da che parte tirerà il vento, con risultati abbastanza modesti, si direbbe.
In febbraio Amazon ha lanciato il Kindle 2.0, la nuova versione del lettore elettronico portatile, investendo a fondo perduto pur di creare una base di utenti per il nuovo prodotto. Tanti lo usano in metropolitana, ma si fa ancora fatica a capire se il Kindle andrà mai oltre il pubblico di quelli che comprano le cose nuove per partito preso, e di quelli che lavorano in editoria, per cui in effetti ha un senso portarsi appresso 20 dattiloscritti in formato digitale piuttosto che cartaceo. E in agosto Nicholson Baker sul New Yorker, in un memorabile report all’insegna del luddismo 2.0, lo ha stroncato abbastanza impietosamente, esaltando il "vecchio" libro e allo stesso tempo invitando Apple a fornirci un’alternativa più funzionale ed esteticamente convincente. Altrove si cerca il libro "istantaneo" da produrre e stampare abbattendo i vecchi tempi editoriali (vedi il recente accordo tra il sito The Daily Beast e il gruppo Perseus), se non addirittura facendo a meno dell’editore e stampando tutto in pochi minuti (vedi la agghiacciante Espresso Instant Book Machine inaugurata ieri da E.L. Doctorow). Tutte iniziative che commettono l’errore di ignorare la sacra, e dura a morire, mistica del lavoro editoriale, e soprattutto di considerare il libro solo un supporto per il contenuto, e non come l’inevitabile complemento materiale della scrittura (prodotto immateriale per definizione), e che resiste praticamente immutato da secoli.
Sappiamo che in altri campi del progresso tecnologico (ordini postali, il videoregistratore, praticamente quasi tutto quello che riguarda internet etc) sono stati i consumatori di pornografia a sperimentare furtivamente le innovazioni che poi piano si sono diffuse nella società. Guardiamo dunque con speranza ad un revival dell’editoria erotica che ci indichi la via per il futuro.

Da Almanacco Americano

Una Risposta to “”

  1. grassi Says:

    welcome

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