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24 giugno 2010

Una casa senza porte, senza sedie, accogliente

Nella casa dove Prem Kumar era nato, a Ganga Bazaar, Anjar, le porte erano sempre aperte. Era una casa senza mobili, senza orologi, dove invece delle sedie c’erano altalene appese al soffitto e dove i pasti non si consumavano a tavola ma sul pavimento della veranda, a gambe incrociate, all’ombra del jamum. Di sera, quando arrivavano gli ospiti, venivano stese le stuoie nella sala delle altalene per accomodare tutti, e di notte, quando se ne andavano, Ba srotolava il suo materasso di cotone in casa oppure fuori, a seconda della stagione. Le garoli, le lucertole rosse, vivevano e morivano sulle pareti di casa, masticando intonaco con un plop plop delicato, mentre i pavoni strillavano sul tetto di lamiera. Per i bambini era un paradiso, e a un certo punto, all’inizio del secolo, ben quindici persone avevano vissuto in quella casa, ma da alcuni anni Ba abitava da sola.

Tishani Doshi, Il piacere non può aspettare, Feltrinelli

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