Archive for luglio 2010

30 luglio 2010

La lotta fra i sessi si vede dall’abito!
 
Ieri sera, abbiamo assistito ad una delle più grandi e singolari sfilate fra le ultime edizioni della settimana della moda. Medea G. ha presentato un pezzo unico per l’ultima passerella di una delle ultime dive del glam, Glauce, la ragazzina con la tenerezza delle madri.
La barbara stilista della Colchide, che non si è mai fatta vedere, ha vestito la giovane modella in nome di tutte le donne in amore.
Le paillette e le vedette, le gioveni menti degli intellettuali in cerca di nuove fenomenologie e le signore a caccia di rinnovati oggetti d’invidia per i salotti invernali sono state prima deluse poi meravigliate nello spazio di una breve passeggiata, l’abito più atteso, il taglio dell’anno, è un tailleur senza infamia e senza lode, elegante e rassicurante, ma senza l’ombra di novità.
Glauce, arrivata alla soglia della sua ultima passerella, così aveva già annunciato dopo aver accettato il segreto invito della stlista, è stata avvolta da un fascio di fiamme che ha riscaldato e indignato tutto il pubblico.
Qualcuno già parla di body glam!!!

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29 luglio 2010

L’orgoglio dell’artigiano

Alexander era un tappezziere della vecchia scuola. La sua abilità professionale era notevole, e lui conservava il naturale orgoglio dell’artigiano per il proprio mestiere. Discuteva i suoi lavori solo con quei clienti che avevano gusto e occhio per la bellezza della realizzazione e del materiale, gli altri li passava ai suoi dipendenti perché non voleva mostrare il proprio disprezzo. La bottega era antica, stava in un seminterrato a cui si accedeva da una scala direttamente dal marciapiede, ma era piuttosto vasta. Lavoro ne avevano sempre. Alexander si occupava personalmente degli ornamenti in legno e delle imbottiture difficili, i compiti più semplici li delegava. C’era ancora gente che voleva avere decorazioni intagliate a mano, erano in pochi ma c’erano. Potevano essere anche molto pignoli, per esempio nella scelta delle tappezzerie. Alexander concedeva loro tutto il tempo. S’impegnava in lunghe e minuziose disquisizioni circa il giusto sfondo per i mobili d’epoca. Certe volte lasciava la bottega per visitare le aste, o per gironzolare tra i negozi d’antiquariato d’alta classe, e ovunque andasse, per acquistare o scartare in silenzio, era un ospite onorato. Gli affari migliori prendevano la via del suo appartamento, un luogo che solo pochi eletti avevano avuto la possibilità di visitare. Si trovava in una via tranquilla nel quartiere meridionale della città. Da vent’anni Alexander divideva l’appartamento con il suo amico Erik, e tutt’e due avevano lo stesso rispetto per i begli oggetti che il tempo e l’intuito di Alexander avevano accumulato intorno a loro.

Tove Jansson, "Casa di bambola", La barca e io, Iperborea

28 luglio 2010

Avvicinare

«Ho guardato in lontananza. Ho visto qualcosa che si muoveva. Mi sono avvicinato. Ho visto un animale. Mi sono ulteriormente avvicinato. Ho visto un uomo. Mi sono avvicinato ancora di più. E ho visto che era mio fratello».

Fiaba tibetana

*

post96_bertrandYann Arthus Bertrand, 6 miliardi di altri, qui il progetto

28 luglio 2010

Contro il logorio del libro moderno

Nuovi argomenti, alcun scherzosi, altri meno, a sostegno della tesi che l’e-book non potrà mai soppiantare il caro vecchio libro: ma come, dice, non si può mica regalare un e-book, né tanto meno si può acquistare un e-book di seconda mano: rovinato una volta di più l’incanto dell’oggetto libro. Come se non bastasse, se vedi una persona che legge un libro ti viene voglia di chiedergli se gli piaccia, se invece vedi una persona che legge un Kindle ti limiti a osservare l’apparecchio in muta soggezione. Nutro seri dubbi sulle prime due affermazioni, e posso già confutare la terza, da quando una poliziotta a JFK mi ha fermato apposta per chiedermi come mi trovavo con il mio Kindle, visto che aveva intenzione di comprare un e-reader al più presto. In realtà non è la prima volta che vedo gente mostrare curiosità sugli e-books, ma questa situazione – e il fatto che la poliziotta così a occhio non mi pareva proprio un topo di biblioteca – mi fanno pensare che la svolta del libro elettronico sia arrivata. Che succeda, prima o poi, è nella natura delle cose. Come detto in precedenza, non credo che sia un valore positivo in sé, ma potrebbe non essere un male. L’unica cosa su cui nessuno ha commentato nella recente saga di Andrew Wylie (su cui non aggiungo, ecco un commento che mi è piaciuto, scelto a caso tra i vari) è che i venti libri in versione elettronica che saranno pubblicati dalla sua Odyssey Books – se saranno poi effettivamente pubblicati una volta conclusa la diatriba legale – avranno una veste grafica speciale, degna di classici come Lolita, la serie di Rabbit, etc. Se davvero perseguita questa è la strada giusta, e finora ignorata dai tecnocrati di Amazon. Perché solo questo manca al libro elettronico ormai, un cuore e un’estetica; la tecnologia c’è già, e un pubblico che ormai le pubblicazioni di carta comincia a dimenticarsele c’è anche quello, e continua a crescere- per non parlare di quanti sono bambini oggi. Andrà tutto bene. Parola di Homeland Security.

Da Almanacco Americano

28 luglio 2010

L’ebook secondo lo scrittore francese Énard

[…] Il libro elettronico minaccia i librai di scomparire entro un termine più o meno breve, la libreria è un elemento indispensabile nella catena del libro; senza librerie indipendenti, siamo perduti. I pirati come noi non sopravvivrebbero due mesi nella giungla telematica, senzai librai che ci consigliano, che presentano e mettono in mostra le nostre opere. In un primo tempo, più che per gli autori, il pericolo esiste per i librai. E così come i cocchieri si credevano al riparo dal progresso, noi siamo certo leggermente inquieti, però non lottiamo né in qualche modo reagiamo, lasciando l’iniziativa a poteri politici che del resto hanno dimostrato d’essere davvero incapaci di pensare se non in termini di costi, di benefici e di reddito. Lasciare che sia un ministro della Cultura a decidere il nostro avvenire mi sembra così insensato come lo sarebbe lasciare mia figlia di sei anni giocare con una bomba atomica. Mi si dirà che la scomparsa delle carrozze a cavalli ha eliminato il problema dello sterco per le strade, il che è vero: le trasformazioni delle nostre abitudini non sono necessariamente negative. È probabile che il libro elettronico rimarrà come qualcosa di marginale, e che il suo pubblico sarà limitato; consentirà tuttavia ad autori senza editori di pubblicarsi da sé su siti associativi, per esempio di pirati fra pirati. […]

Mathias Énard, "Appello ai pirati: salviamo i librai dall’ebook", Corriere della Sera, 28 luglio 2010

27 luglio 2010

XYZ

"Vuoi dire che se non difendi quell’uomo, Jem e io potremmo non darti più retta?"
"Più o meno."
"Perché?"
"Perché non potrei più pretenderlo da voi. Vedi Scout, a un avvocato succede almeno una volta nella sua carriera, proprio per la natura del suo lavoro, che un caso abbia ripercussione diretta sulla sua vita. Evidentemente è venuta la mia volta. Può darsi che a scuola tu senta parlare male di questa faccenda, ma se vuoi aiutarmi devi fare una cosa sola: tenere la testa alta e le mani a posto. Non badare a quello che ti dicono, non diventare il loro bersaglio. Cerca di batterti col cervello e non con i pugni, una volta tanto… È una buona testa, la tua, anche se è dura a imparare!
"Atticus, vinceremo la causa?"
"No, tesoro."
"Ma allora, perché…"
"Non è una buona ragione non cercare di vincere sol perché si è battuti in partenza," disse Atticus.
 
Harper Lee, Il buio oltre la siepe, Feltrinelli

26 luglio 2010


Rembrandt Harmenszoon van Rijn

26 luglio 2010

Medea innamorata

A come Amore

Divinamente emergeva tra tutti il figlio di Esone
per bellezza ed eleganza; su di lui fissava lo sguardo
di nascosto la ragazza trattenendo lo splendido velo,
con il cuore che si consumava nel fuoco della pena e a lei la mente vagava […],
nell’animo suo si agitavano quante pene gli Amori possono suscitare;
davanti ai suoi occhi ogni cosa prendeva di nuovo forma:
qual era la sua persona e gli abiti che indossava,
le cose che diceva, come sedeva sul trono e come incedeva
uscendo. Presa da turbamento ella pensò che non vi fosse
un altro uomo simile; sempre le tornavano all’orecchio
la voce e le dolci parole che egli aveva pronunciato.
Provava paura per lui […] e lo piangeva come fosse già morto:
sulle gote scorrevano tenere lacrime di toccante e premurosa pietà.
Sommessamente piangendo, proruppe in questo discorso:
“Povera me, perché mi assale questo dolore? Che muoia
costui, che sia il migliore o il peggiore degli eroi,
vada in malora… Oh, possa salvarsi incolume! […]
possa egli tornare in patria dopo aver fuggito la morte; se invece è destino
che venga sopraffatto dai buoi, prima sappia questo,
che io non godo certo delle sue sventure”.
Così la fanciulla s’angosciava nell’animo per le sue pene.

Apollonio Rodio, Le Argonautiche

25 luglio 2010

Quattro stracci

Guccini ha scritto Quattro stracci in occasione del naufragio del suo fidanzamento, o matrimonio non ricordo. Un testo incredibilmente rabbioso e divertente allo stesso modo. Anche se non coinvolti il sentirla cantare coinvolge.
Fa parte, questa canzone, di un buon album D’ amore di morte e di altre sciocchezze, che subito dopo Quattro stracci ha Vorrei, scritta per la nuova compagna. Testo molto poetico e romantico.
Così vicine queste canzoni fanno un certo effetto emblematico…
Qui sotto il testo di Quattro stracci.

E guardo fuori dalla finestra e vedo quel muro solito che tu sai.
Sigaretta o penna nella mia destra, simboli frivoli che non hai amato mai;
quello che ho addosso non ti è mai piaciuto, racconto e dico e ti sembro muto,
fumare e scrivere ti suona strano, meglio le mani di un artigiano
e cancellarmi è tutto quel che fai;
ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare
e rido in faccia a quello che cerchi e che mai avrai!

Non sai che ci vuole scienza, ci vuol costanza, ad invecchiare senza maturità,
ma maturo o meno io ne ho abbastanza della complessa tua semplicità.
Ma poi chi ha detto che tu abbia ragione, coi tuoi "also sprach" di maturazione
o è un’illusione pronta per l’uso da eterna vittima di un sopruso,
abuso d’un mondo chiuso e fatalità;
ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare,
ma non raccontare a me che cos’è la libertà!

La libertà delle tue pozioni, di yoga, di erbe, psiche e di omeopatia,
di manuali contro le frustrazioni, le inibizioni che provavi qui a casa mia,
la noia data da uno non pratico, che non ha il polso di un matematico,
che coi motori non ci sa fare e che non sa neanche guidare,
un tipo perso dietro le nuvole e la poesia,
ma ora scommetto che vorrai provare quel che con me non volevi fare:
fare l’ amore, tirare tardi o la fantasia!

La fantasia può portare male se non si conosce bene come domarla,
ma costa poco, val quel che vale, e nessuno ti può più impedire di adoperarla;
io, se Dio vuole, non son tuo padre, non ho nemmeno le palle quadre,
tu hai la fantasia delle idee contorte, vai con la mente e le gambe corte,
poi avrai sempre il momento giusto per sistemarla:
le vie del mondo ti sono aperte, tanto hai le spalle sempre coperte
ed avrai sempre le scuse buone per rifiutarla!

Per rifiutare sei stata un genio, sprecando il tempo a rifiutare me,
ma non c’è un alibi, non c’è un rimedio, se guardo bene no, non c’è un perché;
nata di marzo, nata balzana, casta che sogna d’ esser puttana,
quando sei dentro vuoi esser fuori cercando sempre i passati amori
ed hai annullato tutti fuori che te,
ma io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri, quei quattro stracci in cui hai buttato l’ieri,
persa a cercar per sempre quello che non c’è,
io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri, quei quattro stracci in cui hai buttato l’ieri
persa a cercar per sempre quello che non c’è,
io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri, quei quattro stracci in cui hai buttato l’ieri
persa a cercar per sempre quello che non c’è…

24 luglio 2010