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9 luglio 2010

Lo spazio e il tempo dell’acqua
 
Ho letto, per la prima volta, Il nuotatore di John Cheever poche ore fa. Racconta di Neddy Merrill, un ragazzo con famiglia, che, in un’alcoolica domenica di mezza estate, decide di fare ritorno a casa, attraversando a nuoto le sedici piscine del suo vicinato. Il percorso corrisponde allo scorrere del tempo. Di vasca in vasca Neddy si avvicina all’apice tragico della sua intera esistenza, che non si sa se non ha ancora vissuto o se ha rimosso. Subito dopo averlo letto, in un gioco di libere associazioni, mi è venuto in mente un altro racconto: L’avventura di una bagnante di Italo Calvino. Isotta Barbarino resta al mare senza slip. Ciò che disegna meglio l’aspetto psicologico della donna è lo spazio, la spiaggia, il mare. Isotta esiste in un rapporto prima alienato e disperato poi felice e riconciliato con il mondo esterno e i personaggi che lo compongono. La critica parlò di “studio di nudo piccolo-borghese”. Lo spazio-l’acqua cela la nudità di Isotta, e allo stesso tempo, la disvela. Neddy Merrill e Isotta Barberino hanno il desiderio segreto e amniotico di essere una sola cosa con l’acqua. Essi, borghesi e disperati, desiderano essere per un tempo e uno spazio infinito, come l’acqua, fuori dal mondo.

9 luglio 2010


Ernst Ludwig Kirchner