Archive for 22 luglio 2010

22 luglio 2010

22 luglio 2010

Ricetta americana 

“[…] Giovanotto, lasciami dire una cosa: io sono per un sedicesimo nero, per un ottavo irlandese, per due quinti Choctaw, per un trentaduesimo olandese, per un quarto inglese e per un nono tedesco”.
Non avevo alcuna voglia di fare l’addizione, ma una cosa era chiara: era al cento per cento pazzo.
“Lo sai cosa vuol dire?”, ha chiesto.
Non ho aperto bocca.
“Vuol dire che sono americano, punto e basta. Non sono una minoranza bisognosa. Ci siamo capiti?”.
 
Percival Everett, Non Sono Sydney Poitier, Nutrimenti-Greenwich, a settembre in libreria

22 luglio 2010

Minima Viralia

Il libro tratto dal feed di Twitter di Justin Halpern, Sh*t My Dad Says — che consiste nelle (presunte) massime del padre settanquattrenne di Halpern, rimbambito e  sardonico — spadroneggia nelle classifiche di vendita , e viene anche trasformato in serie televisiva, con William Shatner nella parte di "Dad", particolare che mi rende difficile il compito che mi ero originariamente prefisso, e cioè di parlare male dei libri tratti da fenomeni "virali" di internet. Gli esempi non si contano più. Proprio ieri veniva annunciato il contratto per il libro dal sito Awkward Family Photos — altro sito notevole per chi ama il trash DIY, come dimostra l’immagine qui sopra. Certo, di libri di successo che hanno cavalcato mode pop di vario tipo ce ne sono sempre stati, forse anche prima che esistesse quello che noi chiamiamo la cultura pop, ma devo ammettere che vedere al numero uno della classifica del NYT un libro esclusivamente basato su Twitter continua a colpirmi molto. La moda pare inarrestabile, finché dura, ma è difficile dire se sia l’ennesima dimostrazione che la forma-libro non si può soppiantare, anche in una logica puramente commerciale, oppure la nuova frontiera del declino dei libri in quanto tali, per così dire. Ma forse sono io antico. Questo Natale comunque, sperando in una traduzione lampo, regaliamo tutti AFP ai parenti mi raccomando — sarebbe interessante una versione tutta italiana, anche se mi fanno notare in regia che tradurre "awkward" non è uno scherzo

Immagine da Awkward Family Photos

Da Almanacco Americano

22 luglio 2010

Crolli tuoi, o forse solo fratture

Mi sentivo come quei pendolari dagli occhietti luccicanti che quindici anni prima avevo avuto modo di incrociare sul treno da Great Neck: uomini che se ne sbattevano se il mondo precipitava nel caos, purché risparmiasse la loro abitazione. E adesso ero dei loro, ero uno di quei tipi untuosi che dicevano:
"Spiacente ma gli affari sono affari".
Oppure:
"Avrebbe dovuto pensarci prima di cacciarsi in un brutto guaio".
Oppure:
"Non si rivolga a me per certe cose".
 
Francis Scott Fitzgerald, da Il crollo, Adelphi-Biblioteca mimima

22 luglio 2010

Valori del lavoro

Nel lavoro intelligente e scrupoloso dei nostri ottocento operai, nello studio metodico e incessante dei nostri quindici ingegneri, c’è la certezza di progresso che ci anima. La lealtà dei nostri lavoratori è il nostro attivo più alto.
 
Adriano Olivetti