Archive for 28 luglio 2010

28 luglio 2010

Avvicinare

«Ho guardato in lontananza. Ho visto qualcosa che si muoveva. Mi sono avvicinato. Ho visto un animale. Mi sono ulteriormente avvicinato. Ho visto un uomo. Mi sono avvicinato ancora di più. E ho visto che era mio fratello».

Fiaba tibetana

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post96_bertrandYann Arthus Bertrand, 6 miliardi di altri, qui il progetto

28 luglio 2010

Contro il logorio del libro moderno

Nuovi argomenti, alcun scherzosi, altri meno, a sostegno della tesi che l’e-book non potrà mai soppiantare il caro vecchio libro: ma come, dice, non si può mica regalare un e-book, né tanto meno si può acquistare un e-book di seconda mano: rovinato una volta di più l’incanto dell’oggetto libro. Come se non bastasse, se vedi una persona che legge un libro ti viene voglia di chiedergli se gli piaccia, se invece vedi una persona che legge un Kindle ti limiti a osservare l’apparecchio in muta soggezione. Nutro seri dubbi sulle prime due affermazioni, e posso già confutare la terza, da quando una poliziotta a JFK mi ha fermato apposta per chiedermi come mi trovavo con il mio Kindle, visto che aveva intenzione di comprare un e-reader al più presto. In realtà non è la prima volta che vedo gente mostrare curiosità sugli e-books, ma questa situazione – e il fatto che la poliziotta così a occhio non mi pareva proprio un topo di biblioteca – mi fanno pensare che la svolta del libro elettronico sia arrivata. Che succeda, prima o poi, è nella natura delle cose. Come detto in precedenza, non credo che sia un valore positivo in sé, ma potrebbe non essere un male. L’unica cosa su cui nessuno ha commentato nella recente saga di Andrew Wylie (su cui non aggiungo, ecco un commento che mi è piaciuto, scelto a caso tra i vari) è che i venti libri in versione elettronica che saranno pubblicati dalla sua Odyssey Books – se saranno poi effettivamente pubblicati una volta conclusa la diatriba legale – avranno una veste grafica speciale, degna di classici come Lolita, la serie di Rabbit, etc. Se davvero perseguita questa è la strada giusta, e finora ignorata dai tecnocrati di Amazon. Perché solo questo manca al libro elettronico ormai, un cuore e un’estetica; la tecnologia c’è già, e un pubblico che ormai le pubblicazioni di carta comincia a dimenticarsele c’è anche quello, e continua a crescere- per non parlare di quanti sono bambini oggi. Andrà tutto bene. Parola di Homeland Security.

Da Almanacco Americano

28 luglio 2010

L’ebook secondo lo scrittore francese Énard

[…] Il libro elettronico minaccia i librai di scomparire entro un termine più o meno breve, la libreria è un elemento indispensabile nella catena del libro; senza librerie indipendenti, siamo perduti. I pirati come noi non sopravvivrebbero due mesi nella giungla telematica, senzai librai che ci consigliano, che presentano e mettono in mostra le nostre opere. In un primo tempo, più che per gli autori, il pericolo esiste per i librai. E così come i cocchieri si credevano al riparo dal progresso, noi siamo certo leggermente inquieti, però non lottiamo né in qualche modo reagiamo, lasciando l’iniziativa a poteri politici che del resto hanno dimostrato d’essere davvero incapaci di pensare se non in termini di costi, di benefici e di reddito. Lasciare che sia un ministro della Cultura a decidere il nostro avvenire mi sembra così insensato come lo sarebbe lasciare mia figlia di sei anni giocare con una bomba atomica. Mi si dirà che la scomparsa delle carrozze a cavalli ha eliminato il problema dello sterco per le strade, il che è vero: le trasformazioni delle nostre abitudini non sono necessariamente negative. È probabile che il libro elettronico rimarrà come qualcosa di marginale, e che il suo pubblico sarà limitato; consentirà tuttavia ad autori senza editori di pubblicarsi da sé su siti associativi, per esempio di pirati fra pirati. […]

Mathias Énard, "Appello ai pirati: salviamo i librai dall’ebook", Corriere della Sera, 28 luglio 2010