Archive for gennaio 2011

21 gennaio 2011

Il passo di Borgo

In quanti siete in casa editrice?
Siamo in quattro. Io curo la scelta dei testi, direttamente sul posto. Vado a Londra e mi piazzo alla National Library a tempo pieno. Non uso lettori. Tra i pochi talenti che ho, uno è quello di capire al volo se un libro è valido. Bastano poche frasi per valutare la qualità di scrittura anche se, qualche volta, succede che un libro promettente si riveli una delusione. In quattro, chiaramente, facciamo quello che possiamo. Vivo la classica crisi di crescita. Mi piacerebbe creare un gruppo fisso di lavoro, una redazione che diventi anche una specie di ‘marchio di garanzia’. Uno dei mali dell’editoria di questi anni è che non ci sono più le redazioni fisse, ma le case editrici demandano tutto ad esterni. Sto cercando di aumentare la produzione (fare uscire quattro o cinque libri all’anno, alla fine, è controproducente) ma mi diventa sempre più difficile perché la cura che ci metto richiede molto tempo e dunque c’è il rischio di aumentare la produzione e diminuire la qualità. Poi io mi occupo anche della revisione delle traduzioni. La questione delle traduzioni è fondamentale: io preferisco una traduzione con gravi errori di interpretazione ma scritta in un bell’italiano, piuttosto di una sciatta che andrebbe riscritta completamente. Il fatto è che un traduttore professionista pretende di sbrigare un romanzo in un mese, perché ne ha altri che lo aspettano.
 
Gianni Borgo, da un'intervista

19 gennaio 2011

Ab origine

post113_strand

Paul Strand, The Family, Luzzara, Italia 1953

19 gennaio 2011

Entrano e non escono più, le parole di Baudelaire 

19 gennaio 2011

[…] Baudelaire ha avuto come rari altri il dono dell’immediatezza, la capacità di lasciar filtrare parole che subito scorrono nella circolazione mentale di chi le incontra e vi rimangono, talvolta in uno stato latente, finché un giorno tornano a risuonare intatte, dolorose e incantate.

Roberto Calasso, La Folie Baudelaire

19 gennaio 2011

Equilibrio
 
I sensi si dilettano con le cose che hanno le corrette proporzioni.
 
San Tommaso

18 gennaio 2011

Seguire accordi

A come Accordo

Ricky Tognazzi, Canone inverso

16 gennaio 2011

Ricordati di santificare le feste 

Cosa ci posso fare se quando mi dai appuntamento alle cinque, inizio ad essere felice dalle tre? Aspetto i giorni di festa con ansia. Tutti gli altri sono dedicati a giochetti ammazza tempo e preparativi. Faccio prove culinarie. Compro abiti costosi per indossare sempre lo stesso o quello dell’ultimo minuto. Pulisco casa con un atteggiamento fra il casuale e il metodico.
Quando arriverà, dovrà trovarmi preparato, ma non voglio essere ridicolo come l’abito della festa, che mia madre mi faceva indossare di domenica. Voglio che abbia la sensazione di una quotidiana eleganza, di una meticolosa attesa, che, di giorno in giorno, si è trasformata in vita, nella mia vita. L’ultimo Natale non è arrivato nessuno e così è stato anche a Pasqua. Dopo le cinque, si è fatto notte e io ho smesso sia di essere felice che di aspettare.
 

15 gennaio 2011

Approfittarsi degli indifesi

L'inverno portava la neve sul muschio del davanzale e un freddo cane nelle nostre ossa, mentre il lavatoio era un inferno di vapore bollente. Non c'era corrente elettrica, il che significava niente luce, niente elettrodomestici per alleggerire il lavoro, niente riscaldamento. La mamma cominciava presto, quando l'erba scricchiolava ancora, e si portava dietro una manciata di briciole di pane per gli uccelli.
Muoiono con questo tempo, diceva, la punta delle dita color malva. Cadono dal cielo come pietre.
Lucky ci guardava dalla finestra della cucina di Sophie, ben sapendo cosa significava quel pane. Significava uccelli. Uccelli distratti dall'abbondanza, facili da catturare. Mia madre lo notava e non sorrideva.
È inutile, vero? diceva, pulendosi le mani dalle briciole. Le creature piccole hanno una vita dura. Qualunque cosa tu faccia, muoiono.

Janice Galloway, Niente che mi riguardi, Gaffi

14 gennaio 2011


Juan Grís

14 gennaio 2011

L'arte dell'errore 

Saper sbagliare è un'arte poco praticata, a dispetto della facilità con cui noi tutti incorriamo in errore. Imparare un qualsiasi mestiere (e poi esercitarlo) comporta inevitabilmente lo scotto di un percorso in cui lo sbaglio è parte integrante delle cose che si fanno.
Il problema non è dunque fare errori.
Il problema è, semmai, l'uso che ne facciamo.
 
Pier Luigi Celli, da Nascita e morte di un'impresa in 42 lettere, Sellerio