Archive for 10 febbraio 2011

10 febbraio 2011

Torna 8×8

È in partenza la terza edizione di 8×8, il nostro concorso letterario dove si sente la voce.
Martedì 15 febbraio, alle ore 18, la prima serata al Fandango Incontro (via dei Prefetti 22).

8 scrittori leggeranno i loro racconti in 8 minuti e verranno giudicati da una giuria di qualità e una giuria popolare.
Casa editrice madrina è la Voland. La competizione sarà introdotta da Massimiliano Smeriglio, autore di Garbatella Combat Zone, che leggerà un suo racconto inedito.
La giuria di qualità sarà composta da Daniela Di Sora, Stefano Gallerani, Vincenzo Ostuni e Massimiliano Smeriglio.
Vi aspettiamo.

10 febbraio 2011

Migrazioni

post15_Michaud

Sabrina e Roland Michaud, Viaggiatori d'Oriente, Provincia di Balkh 1968

10 febbraio 2011

Comparse 

Non credo che in Italia occorra servirsi di scenografi per costruire un film. Noi dovremmo mettere assieme pellicole quanto mai semplici e povere nella messinscena, pellicole senza artifizi, girate quanto più si può dal vero. È appunto la verità che fa difetto ai nostri film. Bisogna gettarsi alla strada, portare le macchine da presa nelle vie, nei cortili, nelle caserme, nelle stazioni. Basterebbe uscire in strada, fermarsi in un punto qualsiasi e osservare quel che accade durante mezz'ora, con occhi attenti e senza preconcetti di stile, per fare un film italiano naturale e logico.
 
Leo Longanesi

10 febbraio 2011

10 febbraio 2011

Le immagini del potere

“Noi fascisti siamo gli unici veri anarchici, perché l'unica vera anarchia è quella del potere ”.
Così dice il Duca in uno dei suoi deliri erotici e politici dell'ultimo atroce e, oggi, grottesco film di Pier Paolo Pasolini, Salò o le 120 giornate di Sodoma.
Questa affermazione è paragonabile a quella che alcuni politici italiani fanno sul proprio privato. Il privato diventa una sfera in cui non è permesso guardare, si ammanta di un aura di mistero e di assoluto arbitrio, che può anche prescindere da qualunque morale.
Ieri sera, ho assistito con un pubblico di studenti alla proiezione di questo film, nei momenti più drammatici del film, molti ridevano. Questo non avveniva per allontanare con l'arma della risata le atroicità che si consumavano davanti ai nostri occhi, né per estraniamento brechetiano mal riuscito, ma perché, in fondo, quel film parlava di noi come un'intercettazione, come un video rubato o un annuncio tv. I divertimenti di satiri demoniaci non sono più fonte né di scandalo, né di riflessione, ma di identificazione, compiacimento e rassegnazione.