Archive for giugno 2012

Rifugio astrale

30 giugno 2012

Le mie stelle sono colpevoli di benigna indifferenza.
Né mi procurano ricchezza
né mandano la casa a fuoco.
Mi lasciano sospeso a mezza via
tra la buona e la cattiva sorte.

Una situazione che non mi posso permettere di affrontare distrattamente.
Sono in bilico. Mi guardo alle spalle.
Un barbone va calpestando
le ombre dei pedoni
come se fossero topolini in fuga.

Devo entrare in una chiesa per evitarlo.
A nostro Signore che si è ritirato
in un angolo con le sue ferite
dico: Questo mondo qui
è un enigma che neanche tu sai risolvere.

Dopo, quando quello si è tolto di torno, corro a comprare
un giornale e leggo il mio oroscopo.
Una dieta di piccole delusioni e insignificanti
gioie è quanto mi tocca questa settimana,
a meno che, ovviamente, l’astrologo non abbia toppato.

Charles Simic, “Chiedi al tuo astrologo”, da Club Midnight, Adelphi

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A Word a Day #110: Senziente

26 giugno 2012

Treccani: agg. [dal lat. sentiens -entis, part. pres. di sentire «sentire»], letter. – Dotato di sensi, di sensibilità: esseriorganismi s.i bambini e i primitivi concepiscono la natura tutta animata e s.vuol dire che, comunque sia, io faccio parte dei soggetti s. e pensanti (I. Calvino).

Devoto-Oli: dotato di sensibilità.

Coincidenze

26 giugno 2012

Papà non crede alle coincidenze, o almeno non ci crede quando riguardano gli avvenimenti più importanti dell’esistenza: la nascita e la morte, per esempio. La vita non si accende e non si spegne così per caso, dice lui. Che il concepimento possa essere la conseguenza di un solo incontro fortuito, e che a un uomo possa capitare di trovarsi a letto con una donna senza averlo preventivato, be’, lui proprio non riesce a capirlo. Non più di quanto capisca che a volte la morte è il risultato di circostanze imprevedibili, come una pozzanghera e un po’ di ghiaia dietro una curva. Soprattutto se è possibile tirare in ballo altri fattori: calcoli e statistiche.
Papà la pensa a modo suo: è convinto che il mondo stia insieme grazie ai numeri, che le cifre siano il cuore stesso della creazione e che le date contengano verità profonde e una loro bellezza. Quelle che io chiamo, a seconda dei casi, coincidenze o fatalità, rappresentano per lui gli elementi di un sistema complesso. È inconcepibile, secondo lui, che si verifichino troppe coincidenze di fila. Una o due sì, ma tre mai.

Audur Ava Ólafsdóttir, Rosa candida, Einaudi

Il muro di mattoni

26 giugno 2012

Mi piaceva il mio piccolo pertugio
e la sua finestra che guardava un muro di mattoni.
Nella stanza accanto c’era un piano.
Un paio di sere al mese
un vecchio sgangherato ci veniva a suonare
“My Blue Heaven”.

Il più delle volte, però, tutto era tranquillo.
Ogni camera aveva il suo ragno in pastrano pesante
intento a catturare la sua mosca nella rete
tra fumo di sigarette e fantasie.
Era così buio
che non riuscivo a vedermi nello specchio del lavandino.

Alle 5 del mattino il passo dei piedi nudi al piano di sopra.
Lo “Zingaro” che legge la fortuna,
al negozio giù all’angolo,
se ne va a pisciare dopo una notte di sesso.
Una volta, anche il pianto di un bambino singhiozzante.
Era così vicino che per un momento
pensai che a singhiozzare fossi io.

Charles Simic, Hotel Insomnia

So foul day

25 giugno 2012

If we should fail?
…screw your courage to the sticking-place, and we’ll not fail.

WS

A Word a Day #109: sciovinismo

22 giugno 2012

s. m. [dal fr. chauvinisme, dal nome di Nicolas Chauvin, soldato francese dell’impero napoleonico il cui nome fu utilizzato in vaudevilles e commedie per rappresentare il tipo del patriota fanatico]. – Nazionalismo esclusivo ed esaltato, che si esprime in un’aprioristica negazione dei valori e dei diritti degli altri popoli e nazioni: il proverbiale sc. dei francesi; per estens., campanilismo, spirito di parte gretto e intransigente (Treccani).
Più conciso il Sabatini-Coletti: Forma esasperata e fanatica di nazionalismo e di patriottismo. Dal fr. chauvinisme, deriv. dal nome di N. Chauvin, valoroso soldato napoleonico il cui nome fu poi ripreso in teatro per rappresentare il patriota fanatico (1884).

Il lettore-editor

21 giugno 2012

Giacinta Gunther parlava senza riserve, e con cognizione di causa. Leggeva tutto ciò che scrivevo da sempre. Col tempo aveva affinato le sue capacità critiche, ma all’inizio si era dedicata a quel compito così lontano dai suoi naturali interessi semplicemente perché non le piaceva lasciare le cose a metà. Andavo seguita comunque, in qualsiasi campo, perché ero stata una sua scommessa. Viceversa, io m’affidavo al giudizio di colei che tra mille altre cose era stata la mia istitutrice di cavallo, perché tra gli addetti ai lavori non avevo mai incontrato un lettore altrettanto efficace. Giacinta s’immedesimava nei miei personaggi al punto di discutere per ore sull’opportunità di una battuta di dialogo. Li trattava come fossero vivi, li chiamava per nome, e sapeva tutto di loro: ciò che avevano fatto prima dell’inizio del romanzo, e ciò che avrebbero fatto dopo la fine. Giacinta non era certo un’intellettuale, però era molto ben istruita, aveva notevole uso di mondo, e se concludeva: questa battuta è una scemenza che non sta né in cielo né in terra, io le credevo. Sapevo che poteva avere ragione.

Letizia Muratori, Come se niente fosse, Adelphi

La fibra del segno

20 giugno 2012

“[…] Legno e piombo. Le matite sono una cosa seria. Legno e grafite. Materiali che provengono dalla terra. Questo, delle matite, noi lo rispettiamo.”

Don DeLillo, L’uomo che cade

Lo scrittore non dovrebbe pensare al lettore

19 giugno 2012

Non scrivere per il “lettore medio”: tutti i lettori sono medi.
Non scrivere per l’élite, l’élite non esiste, l’élite sei tu.

Danilo Kiš, da Homo poeticus

Esigenze letterarie

19 giugno 2012

In letteratura non bastano le buone intenzioni.

Julio Cortázar