Il senso della ripetizione è che non c’è senso

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Ragazzi, la cosa più importante è la ripetizione. Dall’inizio alla fine, sempre. È ascoltare le stesse storie motivazionali all’infinito finché il loro puro peso ripetitivo le fa sprofondare nelle budella. È fare sempre le stesse aperture e le stesse chiusure e gli stessi colpi, alla vostra età conta solo la ripetizione, i risultati vanno lasciati in secondo piano perché non cacciano mai nessuno sotto i quattordici anni per scarsi risultati; dovete ripetere gesti e movimenti finché il peso accrescitivo delle ripetizioni fa sprofondare in basso i movimenti stessi, oltre la coscienza fino nelle regioni più interne, e attraverso la ripetizione sprofondano e imbevono l’hardware, la Cpu. Vanno a far parte del linguaggio-macchina, della parte autonoma che vi fa respirare e sudare. Non è per caso se si dice qui Mangiate, Dormite, Respirate tennis. Sono cose autonome. Per accrescitivo intendo l’accumulare attraverso gesti ripetuti senza intervento della mente. Il linguaggio-macchina dei muscoli. Fino a che riuscite a giocare senza pensarci. A circa quattordici anni, anno più anno meno. Fatelo e basta. Non state a pensare se c’è un senso. Certo che non c’è un senso. Il senso della ripetizione è che non c’è senso. Aspettate fino a quando imbeve il vostro hardware, poi vedrete come vi si libera la testa.

David Foster Wallace, Infinite Jest

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