Noia o umore nero

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Le unioni felici sono quelle in cui gli sposi sanno tutto l’uno dell’altro, oppure quelle in cui ignorano tutto. I matrimoni mediocri si fondano invece su una semifiducia: ci si lascia sfuggire una confessione, un sospiro; si esprime un barlume di desiderio o di sogno, poi ci si spaventa; ci si tira indietro; si esclama: “Ma no, non hai capito…”; si mormora, vigliaccamente: “Sai, non dovevi prendere alla lettera quello che ho detto”; ci si affretta a rimettere la maschera, ma l’altro ha visto quelle lacrime, quel sorriso, quello sguardo indimenticabile… Se è saggio, chiuderà gli occhi. Altrimenti, insisterà, si ostinerà: “Ma tu hai detto… Insomma, non ti capisco, tu stesso mi hai confessato…”. Poi: “Giurami che non pensi più a quella donna… Giurami che non rimpiangi quella vita”.
Nell’ombra del letto coniugale, Thérèse ripeteva sottovoce:
“Giurami che non pensi più a Renéè… Giurami che sei felice…”.
E lui: “Sì. Calmati. Dormi”.
Felice? Lei non poteva capire. Bernard si annoiava — un male senza rimedio. Quella noia, quella specie di oscuro torpore dell’anima, era cominciata molto presto dopo il matrimonio.

Irène Némirovsky, I falò dell’autunno, Adelphi

 
Che parola buffa, matrimonio. Rivedo la torta grigia, la collezione di vestaglie nel ripostiglio. Mi sposò, e io cominciai a decompormi. Quando mio marito era al lavoro io correvo in città. A fumare sigarette con la ragazza che ci vendeva le uova, a fare visite all’insegnante di piano o al fornaio che mi sfornava dolci che frantumavo sotto i denti nel tragitto di ritorno. Mio marito mise a punto un fischio stonato, sollecito nel farmi notare che mi aveva salvato da una vita di fatiche. Se c’è una cosa che detesto è essere salvata. D’altra parte, a mio marito piaceva salvare giovani donne, così come cani morsicati o cavalli recalcitranti. Poco dopo averlo salvato, al cane morsicato dovemmo sparargli. Il parallelo ti sarà chiaro senza che ne debba precisare i termini. Essere salvata mi mette d’umore nero, e quest’umore l’ho riversato nel matrimonio e quest’umore è l’unica cosa che abbia portato con me quando me ne sono andata, oltre a un’ingente quantità di contanti.

Heather McGowan, Duchessa del nulla, Greenwich-Nutrimenti

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