La vastità della superficie esteriore

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Quando incominciai a dipingere mi ritornò alla mente il mio mondo, un mondo di nubi e di incertezze, e con esso mi apparvero anche volti sbiaditi, fantasmi di corpi o di natura, ma sempre vaghi e pronti a dissolversi in nebbia.
Poi mi ritornarono alla mente i ritmi di cui avevo nostalgia, e in quei ritmi collocavo precipitosamente delle tracce brevi, piene di elettricità, delle violente tracce di cose esistenti delle quali non dovevo rendere conto e che, fin dall’infanzia, sapevo inconsciamente di dover rincontrare un giorno della vastità della superficie esteriore.

Henrui Michaux

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