Archive for dicembre 2012

Volevo fare

13 dicembre 2012

Ma Grace, a sedici anni, diceva alla madre: «Io non mi sposerò mai, mai e poi mai».
La madre sorrideva. «La pensavo anch’io così, sai? Volevo fare la—».

Sarah Braunstein, Il dolce sollievo della scomparsa, 66thand2nd

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Giovani scrittori dai Gettoni a oggi

10 dicembre 2012

Si sarà notato come quasi tutti i giovani scrittori che oggi vengono avanti con un primo libro abbiano più o meno trent’anni. Non i venti ingenui e incauti che si ebbero in altre generazioni letterarie, ma ventinove o trenta con punte che si spingono fino alle soglie dei quaranta.

Elio Vittorini, risvolto di Memorie dell’incoscienza di Ottiero Ottieri, 1954

Gestisci l’urgenza da giovane scrittore che c’è in te (senza bere troppo)

8 dicembre 2012

La maggior parte degli scrittori scrive semplicemente sull’onda di qualche forte bisogno interiore […]. Un grande autore che scrive sull’onda di quel bisogno darà sostanza a tutti i problemi del mondo e forse riuscirà anche a spiegarli, senza nemmeno conoscerli, fino a quando, cent’anni dopo la sua morte, non arriverà uno studioso e ne ricaverà i simboli. Lo scopo di un giovane scrittore è quello di scrivere, se senza bere troppo. Non dovrebbe pensare di essere il Dio in terra solo perché ha scritto un libro e mettersi a sciorinare tutte le sue immature opinioni in pompose interviste.

William Styron, L’arte della narrazione, in The Paris Review, 4, Fandango

Come non scrivere d’Africa

6 dicembre 2012

Nel titolo, usate sempre le parole “Africa”, “nero”, “safari”. Nel sottotitolo, inserite termini come “Zanzibar”, “masai”, “zulu”, “zambesi”, “Congo”, “Nilo”, “grande”, “cielo”, “ombra”, “tamburi”, “sole” o “antico passato”. Altre parole utili sono “guerriglia”, “senza tempo”, “primordiale” e “tribale”.

Binyavanga Wainaina, Come scrivere d’Africa

Famiglia

5 dicembre 2012

Un uomo è rinchiuso in un appartamento rovente sopra il cantiere navale, a prendersi cura di una moglie che rimarrà nello stesso letto fino alla fine dei suoi giorni, a guardare la stessa televisione. Due gemelle vengono separate a sette settimane di vita e non sanno dell’esistenza dell’altra, solo la consapevolezza di un’assenza che cammina sempre al loro fianco per strada. Una ragazza viene violentata dal fidanzato della madre. Un bambino muore e non muore. “Famiglia”, questa parola subdola, una stella per ogni barca che vaga senza meta, e per chiunque navighi sotto un cielo ogni volta diverso.

Mark Haddon, La casa rossa, Einaudi

L’irresponsabilità del recensore

4 dicembre 2012

Il buon recensore — quello lievemente losco — ha licenza di chiacchierare di quel che ha letto con una certa irresponsabilità — la letteratura, in tutte le sue forme, è forse l’unica attività umana che esige una quota di irresponsabilità.

Giorgio Manganelli

Classici da recensore

4 dicembre 2012

…i classici di si occupa il recensore sono pressoché o del tutto ignoti, hanno tirature modeste, circolazione umbratile, lettori occulti, vengono stampati da lettori non invadenti, spesso attento ad un pubblico specialistico.

Giorgio Manganelli

Busi sui romanzi che vendono

3 dicembre 2012

[…] Nel romanzo [El especialista de Barcelona, Dalai editore] se la prende anche con il mondo dell’editoria. Ce n’è per tutti: gialliste spagnole, thrilleristi svedesi, bestselleristi americani.
“È molto difficile trovare gente che scriva libri veri. Magari hanno la cellulosa ma non sono letteratura, sono lunghi slogan. I Baricco, i Camilleri, tutti gli autori dei libri che vendono sono autori di ricette creative, non veri scrittori”.
Aldo Busi, invece?
“La mia opera è all’insegna della verità per come io l’ho intravista. Io sono un autore di una modernità pazzesca, modernità alla quale l’Italia non era preparata, e ci vorranno decenni perché mi capisca”.

Aldo Busi, intervistato da Paola Jacobbi per Vanity Fair, 21 novembre 2012

Mela

3 dicembre 2012

Di notte questa mela profuma, ma alla fine tutto sprofonda nel dolore.

Roberto Bolaño

Essere speciali

1 dicembre 2012

Noi sappiamo di essere molto speciali. Eppure continuiamo a cercare di capire in che senso: non in questo, non in quello, in quale allora?

Lydia Davis, Speciali