Archive for agosto 2013

La grandezza di Wainer Vaccari

28 agosto 2013

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L’imprudenza

15 agosto 2013

Imprudenza, altro che felicità! Ecco cos’era: imprudenza. Ma riusciva, riusciva a prender coscienza di quanto stava facendo? possibile che un’altra volta la sua natura pur così forte, da quel lato si mostrasse così incapace di resistere? Questa volta poi scuse non ce n’erano: il miraggio non si vestiva né di ricchezza, né di distinzione, né d’eleganza, né d’esistenza tranquilla. Anzi bisognava perdere, dare; con in più la violenza di cui lo aveva visto capace.

Giovanni Testori, “La padrona”, Il ponte della Ghisolfa, Feltrinelli

Voi congolesi

11 agosto 2013

«Lo so come siete fatti, voi congolesi di Brazzaville! Siete fissati col culo delle ragazze e, appena ne avvistate uno, perdete la testa! Ragionate con quel coso che vi ritrovate in mezzo alle gambe, voi».
«No, non è come credi tu. Volevo solo scusarmi per prima. Potremmo andarci a bere un bicchiere insieme e—».
«Andarci a bere un bicchiere? E per dirci cosa?».
«Per parlare un po’—».
«E di cosa?».
«Di musica congolese, per esempio».
«Ah sì? E di quale dei due Congo?».
«Di tutti e due, volendo».

Alain Mabanckou, Zitt e muori, 66thand2nd, traduzione di Federica Di Lella e Giuseppe Girimonti Greco

Strane dinamiche

9 agosto 2013

Jim stava dicendo ad Alan: “È molto brava. Davvero grande”.
“Chi? Giulietta?”, chiese Helen. “Pensi che sia grande? A me non pare”.
“La nuova assistente di studio”.
“Oh”, rispose Helen, in tono vago. “Ah, sì, me l’avevi detto”.
Poi il sipario si alzò di nuovo e l’opera andò avanti, interminabile. Ci sarebbe voluta un’eternità a Romeo e Giulietta per morire. Romeo era un uomo tracagnotto in calzamaglia celeste, era inconcepibile che potesse attirare l’attenzione di quella Giulietta, che aveva almeno trentacinque anni e cantava a squarciagola, con il cuore in mano sotto i grossi seni. Per l’amor di Dio, pensò Helen, agitandosi di nuovo sul sedile, ficcati quel coltello finto nel petto e muori.
Quando l’applauso finale si affievolì, Alan si chinò verso di lei, passando davanti a Jim. “Helen, stasera sei bella come sempre. Ho sentito la tua mancanza. Abbiamo passato un periodo tremendo, forse Jim te l’ha raccontato”.
“Mi dispiace moltissimo”, rispose Helen. “Anch’io ho sentito la tua mancanza”.
Alan le strinse la mano e Helen rimase scioccata avvertendo dentro di sé una sfumatura quasi sensuale nella propria gratitudine.

Elizabeth Strout, I ragazzi Burgess, Fazi Editore

Sei una mia creatura

8 agosto 2013

Ti stavo cercando dalla sera di venerdì 13, perché indirettamente tu sei una mia creatura, ed era mio dovere venirti incontro per tentare di rimettere a posto le cose.

Alain Mabanckou, Zitto e muori, prossimamente per 66thand2nd

Solidarietà

8 agosto 2013

Nel pomeriggio aiutai Mihai a portare via col carretto un covone di fieno dal campo. Scendendo dalla collina mi raccontò che quarant’anni prima, mentre conduceva un carretto carico di fieno, aveva guardato in alto e aveva visto dei palloncini volare nel cielo plumbeo di fine autunno. Un paio si erano posati sui terreni di Breb ed erano stati recuperati. C’erano appese delle lettere: disperate richieste d’aiuto degli ungheresi, il cui Paese veniva invaso dai russi. Era il 1956.
“Ma non dovevano chiedere aiuto a noi” disse Mihai. “Siamo solo contadini che lavorano la terra; cosa potevamo fare?”. Aveva pensato che le lettere fossero per loro; era toccante.

William Blacker, Lungo la via incantata, Adelphi

Cosa conserva la memoria

6 agosto 2013

Grazie al tempo che cancella i brutti ricordi, la memoria può conservare il suo lato ingenuo e stupidamente ottimista.

Guy Delisle, Shenzhen

Una bella mangiata di carne di porco

3 agosto 2013

Il preside, Karaba, che noi adoriamo, ha comprato dei maiali. Vuole migliorare la nostra alimentazione. Ce lo dice tutte le settimane.
Ahhh, prima o poi ci facciamo una bella mangiata di carne di porco.
Ce lo sogniamo, il porco.
Porco arrosto, porco fritto.
Porco mangiato.
Un giorno alla Mang’u atterrano due studenti grassocci, rosei e gialli. Fratelli. I loro genitori rosei e grassocci hanno una vecchia Mercedes bella grassa. La madre è grassoccia e rosea e gialla. Il padre è grassoccio e giallo. Sembra una sitcom americana sui kenioti ricchi. Vengono nella camerata dei grandi e portano pacchi e pacchi di cibo e grandi sorrisi sudati. Ogni domenica arrivano polli arrosto portati dal loro autista. Pane fresco di forno. Pizza.
I nostri due nuovi benefattori li chiamiamo Maiale e Maialino.
Un giorno, durante l’assemblea d’istituto, Karaba annuncia che entro dicembre avremo la nostra prima mangiata di carne di porco.
Ci brontola lo stomaco.
Una bella mangiata di carne di porco.

Binyavanga Wainaina, Un giorno scriverò di questo posto, 66thand2nd