Il mondo delle zie della Munro

by

Era il lavoro a riempire le loro vite, non la conversazione; il lavoro,a dar forma alla loro giornata. Adesso lo so. Mentre tiravano il latte dalle mammelle rugose o passavano avanti e indietro il ferro da stiro sull’asse odorosa di caldo, o disegnavano arcobaleni sbiancanti con l’acqua e liscivia sul pavimento di pino, se ne stavano zitte e magari erano anche contente. In quella casa il lavoro non era svolto come da noi, dove il concetto era di levarsi il pensiero. Lì, era una condizione che avrebbe potuto, anzi, dovuto non finire mai.
Che cosa c’era da dire? Le zie, come chiunque intrattenga una conversazione con i membri di una famiglia reale, non azzardavano mai un commento, solo a domanda rispondevano. Non offrivano né da mangiare né da bere. Era evidente lo sforzo di volontà che impediva loro di scappare via a nascondersi, come zia Susan, la quale non si fece più rivedere per tutta la nostra permanenza. La sensazione tangibile in quella cucina era la pena del contatto umano. Io ne rimasi ipnotizzata. Il dolore ammaliante; l’ineludibile umiliazione.

Alice Munro, “Il sasso nel pascolo”, Le lune di Giove, Einaudi

Annunci

Tag: , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: